Ex Cofa, la denuncia di Costantini (Idv): «ancora una volta documenti secretati»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Atti e documenti occultati». La nuova denuncia del consigliere dell'Idv Carlo Costantini: «dopo le carte sui nuovi ospedali, "secretate" anche quelle sull'ex Cofa di Pescara».

Tempi duri per chi vuole spulciare tra i documenti. Nei giorni scorsi il consigliere d'opposizione dell'Italia dei Valori aveva già denunciato la mancanza di trasparenza di Chiodi nella gestione dei fondi per la costruzione di nuovi ospedali in Abruzzo, citando numeri ed episodi concreti. E dopo il rifiuto di presentare e condividere con il Consiglio Regionale il piano per la realizzazione di 5 nuovi ospedali ed altri episodi («nel caso dell'inceneritore Powercrop di Avezzano, Chiodi si è addirittura tenuto per 1 anno le carte chiuse nel suo cassetto, prima di pubblicarle sul Bura») da ormai 20 giorni l'Italia dei Valori è alle prese con l'impossibilità di conoscere e valutare i contenuti della convenzione stipulata tra Camera di Commercio di Pescara e Regione Abruzzo, per la cessione delle aree ex Cofa di Pescara.

«La strategia e' sempre la stessa», commenta Costantini: «quella di tentare il più possibile di mettere tutti di fronte al fatto compiuto, indebolendo il ruolo dell'opposizione che tra i propri compiti dovrebbe avere non solo quello di criticare le scelte compiute in modo irreversibile, ma anche quello di contribuire ad evitare prima che queste, se sbagliate, vengano compiute». Protagonista, in questo caso, e' il servizio demanio e patrimonio immobiliare della Regione: «il direttore», spiega il consigliere regionale, «ha avocato a sè la pratica e da 20 giorni farfuglia motivazioni giuridicamente incomprensibili, che impedirebbero ad un consigliere regionale di conoscere i contenuti di un documento la cui esistenza e' stata da quasi un mese annunciata da tutta la stampa locale».

Secondo Costantini neppure Chiodi si sentirebbe sicuro degli impegni che si e' caricato nei confronti della Camera di Commercio di Pescara. «Ma le sue paure», contesta il consigliere di minoranza, «di certo non lo autorizzano a tenere nascosto ad un consigliere regionale un atto che prelude ad una operazione immobiliare del valore di svariate decine di milioni di euro. Questa e' una gestione medioevale del potere, sintomatica di una mancanza di rispetto delle regole piu' elementari di trasparenza che ormai, con Chiodi, ha assunto dimensioni patologiche e, come tali, non piu' tollerabili».

26/10/2011 16.02