Associazioni contro l’ordinanza su vendita alcolici: «è soltanto una farsa»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «L’ordinanza contro gli alcolici durante le partite di calcio è una farsa».

A dirlo sono l’associazione Terra Nostra, l’ associazione “Commerciando in Via d’Avalos” ed il  comitato Portanuova che scrivono al sindaco ed al prefetto di Pescara denunciando la mancata efficacia dell’ordinanza.

«Mentre le nostre attività», dicono, «enoteche e pubblici esercizi comprese nell’area “proibitiva”  sono state interdette dal vedere alcolici durante le partite, a pochi metri i chioschetti di ambulanti continuano indisturbati a dispensare bevande in barba all’ordinanza, alla legge nazionale che regolamenta il commercio ambulante e gabbando persino le forze dell’ordine».

E infatti, alcuni scatti, durante la partita disputata in casa, tra Pescara ed Ascoli, ritraggono tifosi intenti a comprare bevande mentre poco più in là c’è un posto di blocco della municipale.  «Dopo l’ultimo incontro in prefettura dell’estate scorsa», continuano le associazioni, «nel quale fummo portati a conoscenza delle nuove regole dei divieti di vendita alcoolici durante le partite, senza alcuna nostra interlocuzione, abbiamo atteso di vedere se le nuove ordinanze potessero migliorare la situazione sicurezza. Se è pur vero che sono stati ridotti gli orari c’è comunque l’inibizione alla vendita per oltre quattro ore. L’unica certezza dopo tutti questi mesi è che le ordinanze sono fortemente discriminanti per gli esercizi commerciali della zona stadio nei confronti dei loro analoghi di altre zone».

Il fattore alcool, poi, secondo le associazioni, non è l’unico che mette a rischio l’incolumità delle persone. La dimostrazione, dicono, è stata data dai tifosi irlandesi nella partita Italia-Irlanda che, seppur alticci e sbronzi, non hanno creato alcun pericolo per l’ordine pubblico ma, al contrario, hanno portato allegria.

E’ per questo che le associazioni chiedono al prefetto di partecipare alla prossima riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza così da chiudere definitivamente la partita e proporre soluzioni alternative.

«Proponiamo l’annullamento delle ordinanze prefettizie», dicono,«ed il controllo dei “facinorosi” da parte delle forze dell’ordine, oppure l’estensione su tutta la città di tali ordinanze, senza eccezione alcuna».

24/10/2011 16.40