Sottotetti illegali, intimata demolizione a D'Andrea

Alessandro Biancardi

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Sottotetti illegali, intimata demolizione a D'Andrea
MONTESILVANO. I sottotetti non conformi al progetto e alle norme del Pp1 realizzati dalla ditta D'Andrea & D'Andrea devono essere demoliti.

L'ingiunzione di demolizione, secondo quanto riferisce Il Messaggero, sarebbe stata già notificata alla ditta responsabile del cantiere vicino al curvone, zona grandi alberghi. A luglio scorso c'era stato il sopralluogo della polizia municipale a seguito di una denuncia presentata in Comune dall'architetto Giuseppe Di Giampietro,  docente a contratto Politecnico di Milano. Per Di Giampietro il volume della cubatura abusiva realizzata nei sottotetti sarebbe stato «consistente» e compreso tra un +15 % e + 25 % della cubatura legale prevista dal piano urbanistico. Ma i solai avrebbero anche una pendenza inferiore al 23% come previsto nel progetto e in questo modo quelli che dovevano essere dei locali di sgombero sono poi divenuti a tutti gli effetti abitabili.

«Doveva essere il quartiere modello di Montesilvano, con Palazzo dei Congressi, multisala e viali alberati a fianco del più importante complesso alberghiero dell'Adriatico», commenta oggi l'architetto. «E' diventato il terreno disastrato di una valanga di case senza servizi, senza piste ciclabili nè attrezzature urbane. Un lager con scheletri di palazzi sequestrati, vie incompiute e ghetti sociali. Ma mentre abbondano abusi edilizi, sopraelevazioni ed enormi cubature premiali frutto delle norme truffa del piano regolatore e di un'urbanistica poco trasparente, non si riesce a vedere l'avvio di un'urbanistica diversa, razionale, sostenibile, che valorizzi l'ambiente naturale del mare e della Foce del Saline e l'economia turistica e congressuale nell'area».

«SI FERMINO ANCHE LE ALTRE COSTRUZIONI»

«Dopo tanto tempo», continua Di Giampietro, «forse una speranza si accende. Qualcuno ha il coraggio di dire "si demoliscano le cubature abusive", e di scrivere il nome "di una nota ditta di costruzioni" che fa abusivismo per business e non certo per necessità. Bisogna dire grazie ai giornalisti senza padroni e ai consiglieri comunali, come Gabriele Di Stefano ed altri, che forse sono semplici e naif nelle loro osservazioni, ma sono genuini e ancora in grado di stupirsi e di chiedere conto, e ci lasciano la speranza per una politica diversa, dell'impegno civile e della partecipazione».
Adesso l'architetto chiede al prossimo sindaco ed ai partiti che si candidano alla guida della città di bloccare la costruzione delle ulteriori quattro palazzine D'Andrea sul curvone: «bisogna avviare un recupero urbanistico del quartiere dotandolo di veri parchi, passeggiate ciclopedonali e strutture che lo colleghino al resto della città trasformandolo in zona 30. Chiediamo di impedire lo scempio del ponte stradale che dovrebbe collegare i lungomare di Silvi e Montesilvano, riservando invece i ponti sulla Foce solo al percorso pedonale e ciclabile della costa abruzzese e al filobus metropolitano Pescara-Silvi». 

22/10/2011 10.39

* LA DENUNCIA DI 20 GIORNI FA