Difensore civico, nomina commissario ad acta Bussi legittima

Alessandro Biancardi

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PESCARA «La nomina del commissario ad acta al Comune di Bussi per l'approvazione del conto consuntivo 2010 è stata effettuata in maniera totalmente legittima».

Lo ha sottolineato, nel corso di una conferenza stampa, a Pescara, il difensore civico regionale, Giuliano Grossi, che così ha inteso replicare alle accuse lanciate, nei giorni scorsi, dai consiglieri del Pd, Giovanni D'Amico e Marinella Sclocco e dal sindaco di Bussi, Marcello Chella.

I due consiglieri e il primo cittadino avevano contestato l'operato dello stesso difensore civico nella nomina del commissario, avvenuta il 9 agosto scorso.

Per il Partito Democratico, infatti, la nomina non rientrerebbe nei poteri del difensore civico e i tre hanno preso come riferimento una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 167/2005) su una legge regionale volta a disciplinare il controllo sostitutivo della Regione nei confronti degli enti locali sulle materie di competenza regionale (ma in questo caso non si tratta di materia di competenza regionale).

Per Grossi, i consiglieri del Pd «sono incorsi in un grave errore e in una grossa confusione» e soprattutto non avrebbero approfondito tutta la questione. Il difensore civico ha spiegato infatti che non esiste alcuna connessione tra la sentenza della Corte costituzionale (n.167 del 2005) da loro richiamata per contestare il suo operato nella vicenda e la nomina del Commissario ad acta. Grossi ha anche chiarito di aver applicato l'articolo 136 del Decreto legge 267/2000 (Testo unico sugli enti locali), che è legge vigente dello Stato e che consente, «anzi fa obbligo», al difensore civico regionale di rendere operante il controllo.

«Questa norma - ha sottolineato - non è stata minimamente scalfita dalla sentenza della Corte costituzionale (n. 167/2005) che, invece, attiene esclusivamente ad una pronuncia su di una legge regionale (n.4/2004) che nulla ha a che fare con la norma statuale. Quella legge regionale, infatti, - ha proseguito - era volta a disciplinare il controllo sostitutivo della Regione nei confronti degli Enti locali sulle materie di propria competenza. Si tratta pertanto di tutt'altra questione che non ha attinenza con la norma statale applicata».

Grossi ha poi negato che la Commissione regionale di Vigilanza, all'unanimità, lo abbia mai invitato a revocare la nomina del commissario. Il difensore ha poi commentato anche il fatto che il consiglio comunale di Bussi ha comunque provveduto all'approvazione del conto consuntivo, dopo la nomina del commissiario (avvenuta il 9 agosto). «Nel momento in cui è stato designato il commissario - ha spiegato sempre Grossi - il sindaco non avrebbe potuto prendere iniziative in questo ambito specifico per cui il consiglio sul conto consuntivo e' stato convocato illegittimamente».

 20/10/2011 17.09