Dimissioni Cordoma, Di Giacomo chiede ai ''traditori'' di «fare quadrato»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Annunci ufficiali ancora non ce ne sono ma la maggioranza lavora per evitare un ritorno alle urne la prossima primavera.

Nel fine settimana appena concluso, davanti ai piani alti del Pdl, Pasquale Cordoma il sindaco dimissionario ha fatto capire che sulle dimissioni non vuole fare marcia indietro. 

Ma proprio all’indomani della riunione dei vertici regionali del partito l’assessore all’Urbanistica, Mimmo Di Giacomo, rivolge un invito ai consiglieri comunali di maggioranza Adriano Tocco, Stefania Di Nicola, Paolo Cilli e Vittorio Catone a fare squadra. Una richiesta avanzata proprio ai 4 consiglieri definiti fino a qualche giorno «traditori» dal primo cittadino perchè con il loro voto contrario avevano fatto andare sotto la maggioranza. «In questo momento – spiega Di Giacomo - è il caso di fare quadrato di pensare soltanto al bene della città, l’invito che rivolgo è alla ragione e al buon senso da parte di tutti per portare avanti le linee programmatiche di governo, che insieme abbiamo condiviso, e per non vanificare tutto il lavoro svolto finora».

E l'assessore all'Urbanistica pensa all’abrogazione dell’articolo 26, al Piano spiaggia, il cui iter comunale si dovrebbe concludere ad ottobre, dalla variante al Prg, fino alla definizione dei Piani particolareggiati. «Il solo obiettivo che dobbiamo avere», ha proseguito, «è quello di voler bene a Montesilvano, fornendo risposte ai cittadini con un’azione saggia e concreta, che metta da parte le incomprensioni e le divergenze personali».

Anche il capogruppo del Pdl Luigi Marchegiani parla dell’articolo 26 e lascia intendere che comunque negli ultimi venti giorni che restano al governo bisogna andare avanti: «come presidente della commissione Urbanistica, anche se in questo momento l’attività è ferma, cercherò di convocare una seduta per terminare un lavoro portato avanti da tre anni e per fare in modo che arrivi in Consiglio Comunale in questi venti giorni che restano».

Intanto non si placano le polemiche in casa Udc dopo la richiesta di espellere il consigliere Oscaro Biferi, che ha votato contro l'equilibrio di Bilancio.

Proprio Biferi attacca: «resto basito da alcuni riti della politica: inviare ai giornali una dichiarazione di sospensione dal gruppo consiliare di elezione ed una richiesta di espulsione del sottoscritto dal partito di appartenenza senza nemmeno aver avuto il coraggio di comunicarlo personalmente». Sulle accuse di «tradimento» Biferi controbatte: «sono sempre stato leale nell’espressione di voto in Consiglio» e ricorda i «ben 530 voti di consenso alle ultime elezioni provinciali» mentre «altri consiglieri, oggi presunti Udc, erano intenti a far campagna elettorale per altre formazioni politiche».

Il consigliere assicura «di non aver mai chiesto al sindaco o alla maggioranza contropartite per la mia espressione di voto a differenza di chi ha perorato finanziamenti per associazioni proprie o benefit per i propri parenti così come non ha mai cambiato casacca per un posto da assessore e soprattutto non ha mai ricevuto in vita sua avvisi di garanzia o sia stato esposto in indagini varie».

 04/10/2010 9.24