Bolognano, la casa del sindaco è abusiva: la procura la sequestra

Alessandro Biancardi

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Bolognano, la casa del sindaco è abusiva: la procura la sequestra
BOLOGNANO. Ha costruito in area protetta e con volumetrie eccedenti. Un presunto abuso edilizio difficilmente sanabile, così la procura procede al sequestro.

Accade a Bolognano, al sindaco Silvina Sarra, 56 anni, che ieri ha dovuto aprire la porta di casa al Nucleo investigativo di polizia ambientale della Forestale che ha posto i sigilli agli immobili in costruzione in contrada Musellaro. Un provvedimento che è stato accolto con serenità dal sindaco che è anche moglie del presidente dell’Aca, azienda acquedottistica, Ezio Di Cristoforo, e dipendente dello stesso ente da poco promossa. I reati contestati sono quelli di abuso edilizio, per aver eseguito in zona agricola sottoposto a vincoli paesaggistici e ambientale lavori che riguardano la realizzazione di tre immobili, la casa e due stalle in assenza delle autorizzazioni.

Le costruzioni sarebbero state realizzate, dunque, senza il nulla osta ambientale e le cubature inerenti la casa sarebbero ben superiori rispetto a quanto stabilito dal progetto. Insieme al sindaco Sarra sono indagati anche Biagio Piero Petrilli, progettista e direttore dei lavori, Vincenzo De Leonibus e Giovanni Marzola titolari della ditta incaricata di eseguire i lavori.

Il decreto di sequestro è stato autorizzato dal gip Gianluca Sarandrea e richiesto dal sostituto procuratore Cristina Tedeschini che da alcuni anni sta indagando su questi e altri fatti.

 L’INCHIESTA, I VELENI E GLI ESPOSTI ANONIMI

Negli ultimi anni sono fioccati in procura una serie di scritti anonimi che in qualche modo focalizzavano la loro attenzione sulla gestione della amministrazione comunale del sindaco Sarra e spesso si parlava anche dei lavori di casa o di alcuni affidamenti in appalto o di un presunto conflitto di interesse. Segnalazioni che sono giunte in procura a Pescara e che forse per il gran numero non sono passate inosservate.

Nel recente passato sono state un paio le inchieste archiviate per mancanza di effettivi riscontri alle notizie di presunti reati, mentre lo scritto che parlava di abusi edilizi del primo cittadino, invece, a quando ha potuto finora accertare la Forestale, diceva il vero.

Da quanto si apprende l’immobile del sindaco, nato come fabbricato rurale, è stato sottoposto ad una variante che ne ha cambiato notevolmente la destinazione, prevedendo un ampliamento del seminterrato che con un successivo sbancamento di terra è diventato un vero e proprio piano terra. Secondo i calcoli della Forestale il volume massimo che si poteva realizzare in quella zona era pari a 546,90 metri cubi mentre ne risultano effettivamente sviluppati 1.213,65 metri cubi.

Il sequestro è stato concesso poiché il giudice ha ritenuto che se le aree ancora oggetto di lavori fossero rimaste nella disponibilità degli indagati si sarebbe potuta aggravare la situazione o agevolare la commissione di altri reati simili.

19/10/2011 7.24