Filovia, il fronte del no si mobilita e cerca ancora risposte

Alessandro Biancardi

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FILOVIA PROTESTA CON BANCHETTO

FILOVIA PROTESTA CON BANCHETTO

PESCARA. Non si sblocca. Non c’è via d’uscita. Non c’è dialogo, né trasparenza né parole corroborate dai documenti. (Foto: MIchele Raho)
 

Ogni giorno che passa segna una sconfitta per la politica tutta. La sconfitta si chiama Filovia. E’ sempre più profonda la spaccatura tra il cittadino normale, che subisce le decisioni imposte, e la classe degli amministratori locali che in quanto eletti democraticamente si sentono legittimati a decidere qualunque cosa senza sentire l’obbligo di confrontarsi o spiegare.

Non che non vi siano state occasioni per discutere. Anzi questa mattina in Comune vi sarà un secondo incontro tra il presidente della Gtm, la società pubblica di trasporto urbano appaltatrice dell’opera ed i cittadini.

La situazione è grottesca per diversi aspetti. Intanto, i lavori sono già partiti e qualunque confronto al momento è quantomeno tardivo, inoltre la situazione politica ad oggi è questa: il centrosinistra, che nei suoi sei anni di governo cittadino poteva decidere, non lo ha fatto ed oggi si schiera contro l’opera più per una questione di mera “opposizione” (se avesse voluto poteva migliorare, emendare l’opera…). Il centrodestra dal canto suo ha voluto quest’opera ed ora la vuole gestire in perfetta solitudine ed in sinergia, una sinergia targata tutta Pdl. Il popolo dei cittadini però, che non capisce e vuole spiegazioni, è numeroso e lo si è visto nella manifestazione di sabato alla quale hanno partecipato in migliaia.

FILOVIA PROTESTA CON BANCHETTO

L’altro aspetto grottesco della questione è che lo stesso Michele Russo ha candidamente ammesso che non vi è certezza alcuna che si possa concludere l’opera nei suoi cinque lotti e dunque si possa avere un’opera utile che possa collegare Silvi a Francavilla. L’obiettivo principale sembra quello di impiegare in qualche modo il finanziamento ottenuto anche a costo di creare qualcosa di poco utile.

Allora bisognerebbe accontentarsi di otto chilometri tra Montesilvano e Pescara.

Sullo sfondo la gestione dell’opera tra la mancanza assoluta di trasparenza (nessuno ha visto il progetto esecutivo), i conflitti di interessi dello stesso presidente Gtm, Russo, che si è aggiudicato con la sua ditta la commessa ricca della pubblicità per la filovia che non esiste ancora. E poi le mille incongruenze, l'anomala situazione del dirigente fiduciario delle amministrazioni di Montesilvano e Pescara, Bellafronte Taraborrelli, che ha gestito e controfirmato molti degli atti del progetto e delle autorizzazioni.

Tutto questo però non smuove gli amministratori pubblici ad una maggiore accortezza, assumendosi invece l’intera responsabilità di voler costruire un’opera con molta probabilità monca.

Dopo l’incontro pubblico di questa mattina il comitato cittadino che si oppone all’opera sarà ricevuto dal prefetto, accompagnati dai consiglieri Acerbo e Del Vecchio, per discutere del presidio di blocco dei lavori in atto da 10 giorni in zona Le Naiadi.

Sullo sfondo ancora gli echi del consiglio comunale di venerdì culminato in scontri verbali ed accuse urlate poi interrotto dal presidente del consiglio.

«La seduta del Consiglio comunale improvvisamente dirottata sul tema della filovia», ha spiegato Gianni Santilli, «aveva ormai raggiunto toni tanto esasperati da non consentire più la normale e serena prosecuzione dei lavori, richiedendo anzi un intervento immediato di sospensione della seduta stessa per evitare di infiammare ancora di più gli animi, raggiungendo livelli non degni di un’assise civica».

Ma per gli esponenti del Pd, Enzo Del Vecchio e Moreno Di Pietrantonio, «grave e vergognosa è stata l’offesa che Gianni Santilli ha inferto alla Istituzione del Consiglio FILOVIA PROTESTA CON BANCHETTOcomunale di Pescara con una conduzione partigiana che mai si era registrata in passato. Invece di rappresentare in maniera equilibrata ed autonoma l’importante Istituzione comunale», sostengono i due, «il vice presidente ha dato sfoggio della sua totale incapacità a condurre i lavori dell’aula a cui si accompagna la mancanza delle più elementari nozioni sul rispetto delle regole sacralmente fissate dal Regolamento consiliare».

«La maggioranza di centrodestra», sostiene il presidente della commissione bilancio, Renato Ranieri, «ha assunto una posizione coerente in merito al ‘caso’ filovia, difendendo un progetto in cui crediamo, su cui abbiamo investito, che abbiamo previsto nel programma elettorale e che soprattutto va a tutelare gli interessi di una città intera di 127 mila abitanti sostenendo la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di massa a basso impatto ambientale, interessi che non possono essere prevaricati da parte di poche decine di residenti».

Contro l’opera si è espressa anche una netta maggioranza dei lettori di PrimaDaNoi.it che ritengono che la gestione dell’opera non è stata chiara, né trasparente e che un’opera di solo otto chilometri potrebbe non servire a molto.

04/10/2010 8.30