A Moscufo ripresi i lavori per la valorizzazione del monastero di Santa Scolastica

Alessandro Biancardi

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A Moscufo ripresi i lavori per la valorizzazione del monastero di Santa Scolastica
MOSCUFO. E’ iniziato a Moscufo  il secondo campo di ricerca finalizzato alla scoperta dei resti dell’antico monastero di Santa Scolastica.

Il progetto, voluto dal Comune di Moscufo e cofinanziato dalla Fondazione Pescara Abruzzo, viene portato avanti anche quest'anno in collaborazione con l'Archeoclub di Pescara e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Abruzzo, nella persona del coordinatore di zona Andrea Staffa, con la partecipazione degli studenti di archeologia dell'Università la Cattolica di Milano.

Il campo di ricerca, autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Abruzzo di Chieti, è alla seconda edizione e offre l'occasione a molti giovani di avvicinarsi al mondo dell'archeologia stando direttamente a contatto con gli "addetti ai lavori". L'attività andrà avanti tutto il mese di ottobre e sarà curata dai volontari dell'Archeoclub e dagli studenti di archeologia della Università Cattolica di Milano, che arrivano a Moscufo da tutta Italia e non solo, alternandosi in turni di sette giorni.

 Il sindaco di Moscufo, Alberico Ambrosini, ribadisce che questo progetto «è una delle azioni concrete poste in essere dall'amministrazione comunale per la valorizzazione e la riscoperta del patrimonio archeologico del nostro territorio. Ricordo che si tratta di uno dei punti inseriti nel programma di governo e che servirà a promuovere lo sviluppo turistico del paese. Un settore ritenuto di grande rilievo e proprio per questo ho affidato l'apposita delega al presidente del Consiglio comunale, Domenico Orlando».

Le attività saranno effettuate sul bassopiano che costeggia il fiume Tavo,  poco a monte del fiume, dove oggi sono ancora visibili i resti del monastero alto-medievale di Santa Scolastica “iuxta fluvium qui dicitur Tabe”, ricordato nel Memoratorium dell'Abate Bertario (secolo IX) e poi successivamente in tutte le riconferme dei beni dell'abbazia di Montecassino.

Su una collinetta in posizione dominante sul corso d'acqua sono visibili consistenti resti di muri realizzati con pietre di fiume, riconoscibili come strutture riferibili ad un precedente abitato antico, poi rioccupato dall'insediamento alto-medievale, portati alla luce con i lavori effettuati durante il primo campo estivo, avvenuto ad agosto 2010. Sia l'insediamento romano che il monastero alto-medievale dovevano consentire il controllo di un importante punto di guado sul Tavo lungo un itinerario antico che di qui proseguiva verso Loreto Aprutino e Penne.

I resti del sito sono celati dalla vegetazione che avvolge i ruderi minandone  la precaria stabilità e proprio questa minaccia «rende quanto mai necessario il recupero e la conservazione delle strutture tramite una sistematica ripulitura e un'indagine delle murature in modo da riportare alla luce l'impianto completo delle strutture murarie e ricostruire la planimetria di massima del monastero», ha aggiunto il sindaco.

Il progetto prevede inoltre, nel lungo periodo, la sistemazione del terreno circostante, l'impostazione di una sentieristica di accesso e di un circuito informativo e divulgativo volto alla promozione del territorio.

15/10/2011 12.40