Renzo Gallerati: «quel che penso dell’inchiesta Ciclone»

Alessandro Biancardi

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Renzo Gallerati: «quel che penso dell’inchiesta Ciclone»
L'INTERVENTO. Di seguito ospitiamo le riflessioni dell’ex sindaco di Montesilvano, Renzo Gallerati. Attualmente è inquisito nel processo “Ciclone” su presunte tangenti al Comune di Monteslvano. Gallerati scrive 30 giorni prima della scadenza dei termini per la prescrizione dei suoi reati.

Intanto devo dire che, a distanza di oltre cinque anni dall’apertura del fascicolo e a qualche mese dell’avvio del processo a carico una trentina di imputati, è totalmente incomparabile lo spazio che certi media hanno riservato all’accusa e alla difesa.

 In pochi si chiedono perché una precedente indagine, che pare prevedesse l’arresto dell’allora assessore Cantagallo (2003), si risolse in un nulla di fatto, per contestazioni più limitate, ma consoni alle principali accuse del “ciclone”: I protagonisti investigativi e inquirenti erano quasi tutti gli stessi.

 Con il “ciclone” (meteorologia applicata alla giustizia), si è voluta costruire una “commistione” di comportamenti e condotte, presuntivamente criminose, correlandole ad una mole monumentale di atti amministrativi sui quali, con qualche imprudenza e invocata competenza, si dichiarava troppo sbrigativamente l’illegittimità (normativa urbanistica, edilizia concertata, potestà statutaria e regolamentare, lavori ed opere pubbliche, servizi assistenziali e sociali, aziende partecipate, servizi cimiteriali, gestione attività pubblicitarie, personale delle istituzioni ed enti controllati, appalti di servizi esternalizzati).

 La stranezza vera, sta nel fatto che chi venne chiamato a governare i prescritti e innovativi procedimenti amministrativi correlati a tali obiettivi e materie, si avvalse di collaborazioni e consulenze al più alto livello, ricorrendo all’esperienza curriculare e riconosciuta di Ordinari di Diritto urbanistico, di Diritto amministrativo, professionisti affermati in campo civilistico, societario, economico-finanziario e legale, oltre vere professionalità interne di livello dirigenziale. Mentre una indagine così corposa ed enciclopedica su tale attività procedimentale e gestionale, sembra non abbia avvertito la necessità di far ricorso a nessun tipo di sostegno giuridico, tecnico-culturale, almeno formalmente.

 Si è quindi voluto forzatamente e impropriamente trasfondere il Diritto Amministrativo in quello Penale, in presenza di condotte personali non necessariamente, e comunque non sempre penalmente rilevanti.

 Forse, anche grazie a tale impostazione procedimentale e giuridica ho dovuto tristemente constatare che le scansioni oratorie, nelle ripetute udienze preliminari dinanzi al Gup, è sembrato a più d’uno il rito, peraltro molto dilatorio, in cui un nutrito e autorevole collegio difensivo è “scaduto” al ruolo di comparsa e i protagonisti primi (secondo certa cronaca) non erano neppure i loro “malfamati” clienti. Ma sono stato abituato a mai delegittimare l’attività di chi indaga sulla mia condotta e poi mi giudica (nonostante tutto, non ce la faranno a farmi diventare “berlusconista”!).

 La mattina del secondo “turno” di misure cautelari (luglio 2007),  dopo la concomitante, mia domestica e infruttuosa perquisizione (per la verità molto professionale e senza il mio difensore), estesa anche alla plurigenerazionale abitazione dei miei genitori (senza mandato, ma signorilmente e tranquillamente autorizzata dagli stessi) sono stato accolto in un pubblico ufficio dello Stato e invitato (in assenza del legale di fiducia)  a collaborare, come si “consiglia” a pericolosi e noti criminali! Alla mia disponibilità immediata a verbalizzare un regolare interrogatorio, mi è stato risposto con un “poliziesco”: “Vada, vada….!!!”

Non so perché, ma davanti a quella scrivania, mi veniva da pensare ai“toni”e“metodi” usati dall’O.V.R.A, la “tentacolare” polizia fascista (per il regime ventennale sicuramente più “affidabile” degli ottocenteschi Agenti/Guardie Regie della P.S. e dei Reali Carabinieri) negli “anni ruggenti”!

Difficile dimenticarlo, per i miei valori e per la mia storia di uomo pubblico, rispettoso ed equidistante dai pubblici poteri.

 Ho scoperto solo successivamente, di aver mai avuto utenze telefoniche “sotto controllo” (che non vuol dire essere inascoltati); così come nei confronti miei e di quanti a me cari, capillari e meticolose sarebbero state verifiche, accertamenti, visure patrimoniali e bancarie, non escludendo il ricorso al controllo incrociato di utenze di vario tipo; con esiti, ovviamente, negativi. Ma si trattava di una più che legittima attività di P.G., date le “collaborazioni” fornite in altra sede.

MAI INTERROGATO

 

A quasi otto anni di distanza dalla cessazione delle mie funzioni di Sindaco (giugno 2004) e dopo aver vissuto intensi anni di vita politico-amministrativa tra il Partito ed il Palazzo di Città (1985-2004) e successivi nel Consiglio Provinciale di Pescara, oltre che in pubbliche aziende (2004-2009), mi ha particolarmente ferito la determinazione degli investigatori e dell’Inquirente di aver mai trovato il tempo di interrogarmi, pur ritenendomi “consapevole” di precisi e limitati fatti.

 Chi, più di me, avrebbe potuto fornire notizie, dati, informazioni, memorie di fatti vissuti, dettagli, accadimenti!

 Non credo che chi, per delega del Pubblico Ministero, avesse dovuto approfondire doviziosamente la storia degli ultimi venti anni di vita politico-amministrativa di quel Comune, potesse saperne più di chi l’ha vissuta rivestendo ruoli sempre pertinenti e apicali. Eppure non è parso necessario interrogarlo, nemmeno una volta!

 Avrei potuto/dovuto sicuramente riferire, ad esempio, di mie datate iniziative preventive, volte ad accertare ricorrenti voci di “pressioni” e indebite richieste di denaro e privilegi pre-elettorali, ai danni di imprenditori aggiudicatari di opere pubbliche e manutenzioni, che puntualmente me li smentivano assicurandomi guardinga e pronta informazione in caso di minimo tentativo, da parte uno o più collaboratori, da me scelti fiduciariamente.

 Di tali voci, come doveroso, mi preoccupavo di riferire alle competenti Autorità che, prontamente, assumevano conseguenti iniziative e che sono floridamente in vita.

 Salvo tardivamente, apprendere dalla stampa che qualcuno di tali “imprenditori” che hanno trovato a Montesilvano “giacimenti” inimmaginabili di profitti, poi definiti addirittura “eroici”, hanno ammesso (probabilmente in pieno clima di “tintinnar di manette”), d’aver corrisposto somme non dovute a pubblici ufficiali (riferendosi stranamente a episodi fino al 2003; calendario e Codice alla mano?.

 E naturalmente, nessuno degli imprenditori e/o operatori economici coinvolti e non nell’operazione “Ciclone”, se pur “sollecitati”, mi ha mai chiamato in causa per un solo Euro, illegalmente preteso, nella mia funzione istituzionale.

 Si è omesso, piuttosto, di verificare quanto il Centrosinistra, recente (1995-2006) ha prodotto per implementare e istituire nuovi presidi di legalità, sicurezza e pubblico soccorso (Nucleo radiomobile dei Carabinieri nel 1997, Compagnia Carabinieri nel 1999, Delegazione di Spiaggia della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera nel 2000, sede per il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato nel 2003, cinque uffici periferici del “Vigile di Quartiere” della Polizia Municipale nel 1998 (soppressi dopo il 2005), progettazione esecutiva per un Distaccamento della Polizia Stradale in prossimità del nuovo svincolo ANAS di “Montesilvano Nord” nel 2001(con assenso del CPOSP presso la Prefettura), cessione di aree demaniali marittime per un polo logistico della Guardia di Finanza nel 2002 (opere non finanziate), Posto fisso estivo della Polizia di Stato nel 2005, richiesta al Presidente del Tribunale per l’istituzione di una sezione staccata dell’Ufficio del Giudice di Pace nel 2001 (inevasa per croniche carenze d’organico e finanziarie), oltre l’istituzione di un Distaccamento intercomunale di Vigili del Fuoco vol.ri nel 1999 e il servizio continuativo medicalizzato del “118-Abruzzo soccorso” nel 2000, la nuova sede per l’attività di “Guardia Medica” A.S.L, nel 2005 e l’assegnazione di nuova sede operativa e dotazione logistica al locale Gruppo VdS della Croce Rossa Italiana (1999) .

 Quel che so con certezza, è che la Magistratura non ha mai omesso, soprattutto in quegli anni, di verificare, con indagini di tutto rispetto, la fondatezza di ipotesi di reato, anche ventilate in decine di esposti (spesso anonimi e apocrifi), sull’operato di Amministratori, Dirigenti, Funzionari e dipendenti pubblici di quel Comune. Oltre imprenditori e settori della politica “contigua”. In molti casi, si è per nulla proceduto, mentre in tutti gli altri i relativi procedimenti hanno sempre avuto esiti chiarificatori e assolutori.

Autorevolissimi Magistrati e specchiati Investigatori si sono interessati di Montesilvano, da sempre. 

 Solo un caso di conclamata corruzione, con condanna di un Vice-Sindaco (1980), accertato dopo attività discreta ed impeccabile della locale Stazione Carabinieri, ha connotato la storia amministrativa cittadina di fine secolo Novecento.

 Medesime Autorità che, in atti e interventi verificabili (Prefettura-Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e Conferenza Regionale delle Autorità di P.S.), dibattiti pubblici, interviste tematiche in prima serata di una nota emittente televisiva regionale (con diretta telefonica esterna), esprimevano apprezzamento sull’operato del Sottoscritto, ma che però “non si accorgevano” dell’esistenza di una tanto improbabile, quanto opinabile e fantasiosa “associazione per delinquere”, proprio in quei periodi operante e radicata a Montesilvano!

Chi non ricorda, in pieno “ciclone”, certe smisurate, astiose e abbondanti interviste, con aggettivazioni ancor oggi tutte da dimostrare, sull’operato di tutti i pubblici ufficiali coinvolti (in danno della loro dignità e della comunità amministrata), rese alla solita tv locale?

 Nessuno si è chiesto che, con Montesilvano governata da una pericolosa “associazione per delinquere”, non si sarebbe potuto/dovuto istituzionalmente accogliere la visita del Presidente della Repubblica (1997), del Ministro dell’Interno, del Sottosegretario alla Difesa e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri (1999), del Ministro della Giustizia (2001), del Ministro della Difesa (2002), del Capo del Corpo Forestale dello Stato (poi residente in Città) nel 2003, del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera (2006) e per altre ragioni, del Capo della Polizia (2004), del Presidente del Senato (cittadino onorario dal 2006) e del Presidente del Consiglio dei Ministri (2008).

Così come qualche solerte funzionario dello Stato, non avrebbe dovuto/potuto far ricorso indiretto, pedante e autorevole a tale “sodalizio criminale”, facendo chiedere e ottenendo l’adozione di provvedimenti amministrativi a scopo privatistico (che probabilmente inducono a qualche dubbio sul profilo di legittimità e forse mai sottoposti all’A.G.).

 Ma anche di questo e tanto altro ancora, nonostante una pressoché totale mole di prescrizioni inaspettate, è giusto essere più precisi in Aula, nel tempo e nel modo in cui mi sarà consentito.

 Montesilvano, Ottobre 2011

 

                                                                                                 Renzo Gallerati  

                                                                                   Sindaco di Montesilvano 1995-2004         

«SONO SEMPRE DISPONIBILE A CONFRONTI»

Dopo aver letto i commenti al suo scritto Gallerati invia un messaggio per tutti gli eventuali antagonisti.

 

«Scorgo tra i commenti, che rispetto, voglia di "aggredire" e meglio sapere. Non mi stupisco. E' stato troppo forte l'impatto della vicenda sull'opinione pubblica. Io però sono sempre disposto a confronti anche privati per cui possono chiedermi direttamente tutto quanto vogliono. Sono qui».

«Solo dopo, potrebbero dire se fosse veramente il caso di "tacere", di "farla finita"... Anche ad un "condannato a morte", per mano di commentatori di blog, bisogna riservare il diritto di raccontare il suo vissuto. Sulla storia dell'assessore Di Cesare, potrei essere alquanto dettagliato e denso di verità nascoste, anche i suo favore. Sulle nomine di certi altri assessori inquisiti, chiederei di verificare il loro storico numero di preferenze assegnate, duerante le consultazioni dell'epoca. Su altre nomine dirigenziali "d'ufficio", devo avere il privilegio di raccontarle in sedi proprie. Sulla sede della protezione civile, si tratta di Associazione onlus, di natura privatistica e su base volontaristica. I locali, ceduti in comodato gratuito al legale rappresenante del sodalizio, sono da quasi mezzo secolo, di proprietà del nonno del legale rappresentante dello stesso».

17/10/2011 8.25