Spoltore, continua la maxi inchiesta. Sull’urbanistica l’ex assessore Partenza non risponde

Alessandro Biancardi

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Spoltore, continua la maxi inchiesta. Sull’urbanistica l’ex assessore Partenza non risponde
PESCARA. L’indagine “cabina di regia” che ha decapitato l’amministrazione di Spoltore e portato alle dimissioni del sindaco Ranghelli continua.

Sono molti i filoni che in parte sono già stati sviscerati dagli investigatori e molti ancora quelli che si stanno verificando anche in queste settimane. L’inchiesta, però, rimane una sola ed è tutt’altro che chiusa. Forse ci vorranno ancora mesi perché si possa dire conclusa anche perché dalla costola che riguarda l’urbanistica sarebbero molti gli spunti investigativi.

L’ennesima inchiesta sulla corruzione nelle amministrazioni locali del pm, Gennaro Varone, ha già portato agli arresti oltre che del primo cittadino anche di Marino Roselli, ex presidente del consiglio ai tempi della giunta Del Turco, oggi libero professionista, nei guai anche Luciano Vernamonte ex presidente di una delle società del gruppo che fa capo alla Deco.

Tra gli indagati che devono rispondere a vario titolo di reati come abuso, falso, truffa, corruzione c’è anche la contestazione di aver messo in piedi una presunta associazione a delinquere per etorodirigere l’attività della pubblica amministrazione ed indirizzarla verso «i desiderata» di alcuni amici costruttori e non solo. Di qui il nome di “cabina di regia” data dagli uomini della Forestale che stanno conducendo le indagini dalla quale è emersa la stretta sinergia tra l’ex sindaco Ranghelli e Marino Roselli anche se non più investito di alcuna carica amministrativa.

Una settimana fa la Forestale ha convocato l'ex assessore all'urbanistica, Ernesto Partenza, per sentirlo in merito a diverse questioni emerse dall’ascolto di intercettazioni telefoniche e da testimonianze. Partenza si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha risposto ad alcuna domanda né ha fornito elementi che potessero in qualche modo alleggerire la sua posizione. Ci sarebbe una non meglio precisata volontà di preparare una memoria ma al momento rimane una ipotesi aleatoria. Anche a Partenza viene contestato il reato di associazione a delinquere. Al centro delle contestazioni una bozza del regolamento dell’ufficio del piano (Prg) con le modifiche apportate rinvenute all’interno del pc di Marino Roselli. Dunque, Partenza non ha fornito chiarimenti della presenza del file che doveva trovarsi solo nei pc dei tecnici incaricati dal Comune.

L'EX ASSESSORE FA SCENA MUTA

Nessuna spiegazione nemmeno sul perché Partenza, insieme a Ranghelli, abbia dato l'ordine ai tre tecnici del Comune di Spoltore (Santroni, De Leonardis, Scipioni) di redigere una relazione il giorno prima del consiglio comunale del 26 novembre 2009 per determinare la bocciatura del Piano di recupero dell’imprenditore Di Gregorio, concorrente del piano di recupero edilizio “la Villa Costruzioni” di Luigi Zampacorta e Marino Roselli.

Per gli inquirenti quella prova nel pc di Roselli sarebbe il punto centrale (oltre una vasta mole di intercettazioni) che proverebbe l’interessamento e l’influenza dell’ex presidente del Consiglio regionale che avrebbe potuto favorire un privato a scapito di un altro.

«Per l'architetto Marino Roselli la gestione della redazione del nuovo piano regolatore rappresentava inequivocabilmente», scriveva il gip Sarandrea nell’ordinanza di custodia cautelare, «un vantaggioso business in funzione della sua condizione di libero professionista, svincolato dalla politica e senza incarichi istituzionali, oltre che di architetto progettista di tutte le più importanti pratiche di edilizia privata da realizzarsi nel comune di Spoltore».

Fallito per «il disegno criminoso di revocare i quattro redattori» sgraditi, Roselli avrebbe insistito per la costituzione dell'ufficio del piano e sarebbe riuscito a far inserire tra i componenti il suo tecnico di fiducia (Aurelio Colangelo) che puntualmente veniva inserito nei componenti designati soprattutto per gestire i cambi di destinazione d'uso (da agricolo o artigianale ed edificabile residenziale) i terreni di privati cittadini che, con l'intervento determinante del costruttore Luigi Zampacorta, «gli sarebbero stati talmente riconoscenti da donargli uno o più appartamenti»

LA RELAZIONE PER BOCCIARE L'IMPRENDITORE

Una ricostruzione già ampiamente emersa dagli atti degli arresti dove si diceva chiaramente che “l’ufficio del piano” doveva servire «ad orientare il nuovo prg» a seconda delle istanze esterne provenienti da alcuni costruttori. Insomma la procura sta cercando di capire se dietro la bocciatura delle iniziative edilizie dell’imprenditore Di Gregorio vi siano interessi estranei in qualche modo legati alla presunta corruzione contestata.

Di Gregorio si è poi rivolto al Tar e pare anche al tribunale civile chiedendo un maxi risarcimento al Comune di Spoltore che avrebbe creato qualche preoccupazione alla stessa amministrazione comunale. In particolare si sarebbero impensieriti proprio quei tecnici che avevano firmato la relazione sulla quale poi il consiglio comunale avrebbe bocciato il piano Di Gregorio. Il tecnico Santroni si sarebbe preoccupato non poco dopo le azioni giudiziarie dell’imprenditore “bocciato”. Santroni avrebbe anche comunicato le proprie rimostranze allo stesso assessore Partenza dicendogli che «non era d’accordo a bocciare» la proposta di Di Gregorio e la procura ora sospetta che i tecnici siano stati indotti da Partenza&Co, insomma dalla politica per scrollarsi di dosso eventuali responsabilità.

Alle timide rimostranze del tecnico Santroni, però, sarebbero seguite le grasse risate di Partenza che all’inizio del 2010 non sembrava curarsi troppo del fatto che i tre tecnici avessero fatto -su sua indicazione- una relazione che probabilmente non volevano fare: «vorrà dire che andranno in galera tutti e tre, che me ne frega a me!», rideva al telefono.

14/10/2011 13.51

* TUTTO SULL'INCHIESTA DEL GOVERNO OMBRA A SPOLTORE