D’Amario manager in attivo ma non per la trasparenza

Alessandro Biancardi

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 D’Amario manager in attivo ma non per la trasparenza
PESCARA. Una conferenza stampa a tutto tondo e «riequilibratrice» per il manager della Asl, Claudio D’Amario, da giorni sotto il fuoco de Il Centro.

Da giorni il quotidiano locale ha messo sotto torchio il manager Asl per una serie di questioni che riguardano la sanità: dal suo compenso lievitato rispetto al recente passato, alla valutazione positiva fatta dal commissario straordinario Chiodi sul suo operato, alla mancanza di trasparenza e relativa difficoltà di consultazione degli atti pubblici.

Messo nell’angolo D’Amario ha provato a rispondere sfornando numeri e considerazioni nel tentativo di riequilibrare l’orientamento delle informazioni sulla Asl che dirige.

Per quanto concerne le critiche rivoltegli, ad esempio sui compensi ricevuti, ha tenuto a sottolineare che, «sin dalla sua nomina, sono stati notevolmente inferiori rispetto a quelli dei suoi predecessori, in quanto proprio per la situazione sanitaria regionale, sono stati chiesti a lui e agli altri manager dei sacrifici».

 D'Amario ha precisato che l'accesso agli atti non rientra tra le sue competenze spiegando che «per questo compito ci sono delle procedure specifiche e un dirigente preposto». Sta di fatto che gli atti non vengono consegnati e per di più il sito istituzionale (che dovrebbe seguire criteri e standard previsti dalla legge) è carente proprio sotto il profilo della trasparenza, un andazzo che con gli anni non è migliorato. Sul sito della Asl le determine e le delibere non si trovano mentre ciò accade per la maggior parte degli enti pubblici e delle Asl (visto che vi sono obblighi di legge precisi).

Resta da capire la reticenza storica della Asl alla trasparenza che si concretizza di fatto in una chiusura estrema nonostante l’enorme evoluzione della legislazione in materia di controllo del cittadino e della stampa. La Asl di Pescara però continua a rimanere una torre d’avorio.

Il manager ha anche sottolineato di aver sempre gestito l'azienda in maniera autonoma: «le decisioni, le prendo io, i primari li scelgo io e per gli appalti ci sono gli uffici preposti», sottolineando che il potere politico regionale e commissariale rimarrebbe fuori. Ma la notizia più importante è quella che riguarda il bilancio.

«Il positivo andamento della gestione economica dell'azienda nel biennio 2009- 2010 e' il frutto dell'efficacia delle azioni messe in campo per contenere la spesa in un'ottica di razionalizzazione», ha spiegato D’Amario illustrando i risultati d'esercizio dell'azienda dal 2007 al 2010. Il direttore generale ha fatto notare che, a fronte di perdite d'esercizio superiori a 32 milioni di euro rilevate nel 2007 e nel 2008, la Asl ha chiuso l'esercizio 2009 con una perdita di 13 milioni di euro sino a raggiungere un attivo nel bilancio 2010. D'Amario ha poi evidenziato la politica volta a ridurre i ricoveri impropri sostenendo che «gia' nel primo periodo del 2009 si e' registrata una significativa riduzione dell'ospedalizzazione in quanto sono stati implementati i processi territoriali». Per quanto riguarda le liste di attesa relative alle visite, «i dati del settembre 2011 risultano entro i target fissati dal ministero». La nota dolente e' rappresentata dalle visite di chirurgia vascolare dove si sfora di 14 giorni la soglia prevista dal ministero.

Sul fronte della diagnostica strumentale «l'andamento e' positivo, tranne che per le indagini al colon e quelle relative alla risonanza al cervello».

D'Amario ha spiegato che le criticità «sono dovute al fatto di avere una sola risonanza: 'stiamo attivando le procedure - ha detto - per acquistare un'altra risonanza per l'ospedale di Pescara, mentre sono state già attivate quelle riguardanti la struttura di Popoli». Il manager ha poi ricordato gli interventi strutturali ed organizzativi sottolineando, tra le altre cose, la riprogettazione del ruolo clinico dei presidi ospedalieri di Pescara, Penne e Popoli con l'obiettivo di creare un'unica struttura ospedaliera, in cui ogni ospedale avrà un proprio compito. «Pescara avrà un ruolo specialistico, Penne preventivo e Popoli riabilitativo».

12/10/2011 15.31