Ex Cofa, la questione martedì in Consiglio regionale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1006

ABRUZZO. Sarà discussa martedì prossimo in sede di Consiglio Regionale  l’interrogazione urgente con risposta immediata – question time – sul problema dello smaltimento dell’amianto e la messa in sicurezza dell’edificio ex Cofa.

 

«Ho prodotto questo documento e verificato che verrà discusso nella prossima assise per conoscere quali iniziative il Governo Regionale   intende assumere per procedere all’immediata riqualificazione  dell’area 
 ex Cofa di Pescara in modo da poterne garantire la rimozione dell’amianto presente nella struttura, pericoloso per la salute dei  cittadini» così Marinella Sclocco consigliere regionale Pd apre formalmente il dibattito sulla querelle dell’ex Cofa.
«E’ interesse di tutti fare chiarezza sulle responsabilità, proprietà e competenze dell’intera area –prosegue-  in modo che si possano delineare le possibili soluzioni al problema che è innanzitutto di  sicurezza della salute pubblica, ma anche di riqualificazione di una  importante zona della città adiacente al porto canale,al ponte del mare,   al porto turistico, quindi importante anche in termini di sviluppo  economico oltre che turistico e ambientale. Spero che dal “question time” da me presentato si possa aprire un confronto onesto per delineare 
 il vero punto di partenza per la risoluzione del problema»
Il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini sostiene invece che» consentire alla Regione la vendita dell’ex Cofa senza aver prima definito nel dettaglio ed in modo prescrittivo le previsioni urbanistico/edilizie dell’intero comprensorio, significa sottrarre alle casse pubbliche milioni di euro».

«E’ una scelta che il Comune di Pescara non può rinviare a quando sarà noto il nome dell’acquirente o dei partner privati dell’eventuale acquirente pubblico», spiega Costantini, «perchè l’attribuzione di destinazioni specifiche “a posteriori”, magari grazie all’immancabile accordo di programma, potrebbe variarne il valore decine di volte».

Il Comune di Pescara, secondo l'esponente dell'Idv, «ha una sola strada: rendere nota prima la destinazione specifica dell’area e dell’intero comprensorio e costringere tutti quelli che, pubblici e/o privati, oggi si affannano nel tentativo di accaparrarsi l’area, a pagare il giusto prezzo ed a realizzare un intervento coerente ed integrato al progetto di sviluppo dell’intero comprensorio».

02/10/2010 9.48