Città della Musica, cantiere fermo. «Doveva ripartire il 25 agosto»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Restano bloccati i lavori per il completamento della Città della Musica in via Raiale.

 

 

Secondo le previsioni del Responsabile unico del procedimento il cantiere doveva riprendere la propria attività lo scorso 25 agosto, ma oggi, dopo oltre un mese di attesa, le opere sono ancora inesorabilmente ferme.

A segnalare il problema è stato il presidente della Commissione Lavori pubblici Armando Foschi che ha già annunciato che nelle prossime ore informerà il sindaco Luigi Albore Mascia e la giunta della situazione mentre in Commissione Lavori pubblici tornerà a convocare il Rup per capire cosa ancora continui a fermare la ripresa delle attività, già in netto ritardo rispetto ai tempi di riconsegna. Il cantiere è stato bloccato per anni da un ricorso al Tar e partito concretamente solo a inizio 2009, prevedendo la conclusione dei lavori addirittura per lo scorso marzo.

«Ma nel frattempo», spiega Foschi, «sono emersi ulteriori approfondimenti in merito all’impiantistica: la progettazione di un edificio completamente in cemento armato ha fatto sollevare infatti delle perplessità in merito alla perfetta insonorizzazione delle sale di musica, oltre che alla resistenza all’umidità provocata dall’eccessiva prossimità al fiume».

Inoltre è emersa anche l’esigenza di un sistema di ricambio interno dell’aria in occasione dei grandi eventi, problematiche che hanno spinto la nuova amministrazione comunale a una revisione totale del progetto dal punto di vista degli impianti.

Lo scorso 23 luglio i tecnici hanno annunciato di aver avviato la predisposizione di una perizia di variante e di adeguamento alle nuove normative in corso d’opera per consentire anche un ammodernamento del progetto, una variante che dovrà innanzitutto determinare un miglior isolamento acustico delle stanze per il miglioramento delle prestazioni acustiche, rafforzando le trasmittenze. In tal caso si interverrà anche sugli infissi e sulle pareti. In particolare i tecnici hanno previsto l’inserimento degli infissi a taglio termico con i vetri a bassa trasmissione termica, è stato rivisto l’impianto elettrico e aerotermico, necessario per il ricambio dell’aria negli ambienti, non previsto nel progetto originario, quindi sono state aumentate le unità di trattamento dell’aria.

«Tali modifiche sostanziali, però – ha precisato il presidente Foschi – hanno richiesto una spesa ulteriore pari ad almeno 350mila euro, quindi per rientrare nei budget previsti è stato necessario togliere qualche opera, da reinserire poi in un secondo lotto».

Nello specifico i tecnici hanno deciso di ‘sacrificare’ l’ascensore, che per ora non verrà installato, rendendo però obiettivamente difficile raggiungere i piani superiori del fabbricato una volta aperto al pubblico, ed è stata per ora eliminata anche un’unità di trattamento dell’aria, riducendo le spese per almeno 60-70mila euro di attrezzature, somme da reperire in seguito se ci saranno ulteriori economie.

Inizialmente la perizia doveva essere pronta per metà giugno, e invece ancora una volta la data di consegna è slittata, tanto da spingere la stessa amministrazione comunale a mettere in mora la Direzione dei lavori.

A luglio sembrava che ormai quella stessa perizia fosse in dirittura d’arrivo, erano stati fissati i nuovi prezzi, ed entro pochi giorni il progetto rivisto sarebbe tornato in giunta, facendo però scivolare automaticamente al dopo ferie, dunque intorno al 25 agosto, la ripresa dei lavori, che dovevano concludersi entro cinque mesi con la consegna alla città del primo lotto del fabbricato che al primo piano prevedeva locali d’attesa, sale prove e quattro sale di registrazione; al secondo livello sono previsti gli uffici e la Mediateca; l’ultimo piano sarà invece riservato alla sala eventi per circa 200 posti e a spazi bar e ristoro.

Il 25 agosto è inesorabilmente trascorso, poi è passato anche il 25 settembre, oggi siamo al 2 ottobre e quel cantiere è ancora fermo, e il Rup stesso non ha dato notizie circa le ragioni di tale stop prolungato, ormai superiore a un mese. A

«La verità, purtroppo», sostiene Foschi, «è che ancora una volta abbiamo ereditato dal centro-sinistra un ‘libro dei sogni’, un progetto apprezzabile sulla carta, ma di difficile realizzazione: è evidente il problema legato al secondo lotto delle opere che dovrebbero sorgere al posto dell’attuale canile, idea progettata dal precedente governo di centro-sinistra che però non si è preoccupato di individuare un’alternativa per il canile stesso, senza dimenticare il terzo lotto dell’intervento ancora tutto da realizzare».

02/10/2010 9.46