Filovia, oggi la catena umana per salvare la Strada Parco

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' stata bocciata in Consiglio comunale a Pescara, con 18 voti contrari e 15 a favore, la mozione del consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rc) che aveva come scopo la sospensione immediata dei lavori per la filovia. * IL SONDAGGIO: SODDISFATTI DELLA FILOVIA?

Alla seduta hanno partecipato, con l'obiettivo di salvare la "Strada parco", anche centinaia di cittadini. La questione sarà discussa nuovamente mercoledì prossimo, nel corso di un tavolo tecnico appositamente convocato. Sempre con lo scopo di bloccare i lavori, oggi ci sarà una "catena umana" che, organizzata dal coordinamento di cittadini "No Filovia", prenderà il via alle 17 a Villa Sabucchi. La maggioranza di centrodestra come ha sempre chiarito in questi mesi non ha alcuna intenzione né di fermarsi né di chiarire le incongruenze.

E la situazione diventa ogni giorno più incredibile e si trasforma in un braccio di ferro tra promotori e oppositori. Anche su Facebook i cittadini fanno sentire la loro voce, invitando, attraverso il gruppo "Strada Parco Forever", a partecipare ai presidi sui cantieri che andranno avanti "24 ore su 24".

Sul social network, inoltre, compaiono decine di messaggi - scritti da utenti di tutta Italia - a sostegno del blocco dei lavori.

«Sono emerse irregolarità e contraddizioni enormi dal punto di vista giuridico», dichiara il presidente dell'associazione "Strada Parco", Mario Sorgentone, «spero che si possano trovare soluzioni alternative e, data l'ampia partecipazione dei cittadini, è opportuno discutere la questione».

Anche il sondaggio di PrimaDaNoi.it (che non ha valore statistico ma è una rilevazione aperta a tutti, non basata su un campione elaborato scientificamente) dimostra come una schiacciante maggioranza di persone non sia contenta della gestione dell’opera pubblica e creda ci siano molte incongruenze e conflitti di interessi del tutto privati.

Ma tutto questo non basta.

«Ormai ritengo che la strada per tornare indietro sul progetto non ci sia, quella strada è segnata da tempo in modo netto, univoco, tuttavia possiamo ridiscutere e lo faremo nel corso del vertice previsto lunedì nell’aula consiliare con il presidente della Gtm e mercoledì nel corso del Tavolo tecnico», ha assicurato il sindaco Luigi Albore Mascia.

Anche ieri la strategia politica della maggioranza è stata quella di continuare a dire che il centrosinistra poteva fare e non ha fatto e che ora c’è il centrodestra votato democraticamente e dunque… Di spiegazioni però nel merito nulla anche ieri in Consiglio comunale.

Il ritornello dunque è che i «manifestanti non possono rappresentare tutta la città» e che la maggioranza dei cittadini la pensano come il centrodestra e per questo niente risposte, anche se non vi è nessuna certezza di avere una opera finita in tutti e cinque i lotti e che si rischia concretamente di avere un troncone di 8 chilometri che non risolvono alcun problema di smog o di traffico.

Dopo l’intervento il sindaco Albore Mascia ha chiesto al consigliere Acerbo di ritirare l’ordine del giorno, in attesa della discussione prevista lunedì e di nuovo mercoledì, per poi ripresentarlo eventualmente nella seduta dell’8 ottobre in caso la discussione non fosse stata soddisfacente.

Ma il consigliere Acerbo ha rigettato la proposta e l’ordine del giorno è stato bocciato con 18 voti contrari e 15 a favore, su 33 presenti in aula.

La discussione è poi proseguita su una mozione presentata sempre dal consigliere Acerbo sulla mobilità sostenibile, che ha riacceso la discussione per un emendamento teso a riproporre l’ordine del giorno già votato e bocciato, e ha determinato lo scioglimento della seduta consiliare.

«L’amministrazione comunale», ha commentato Adele Caroli, «non è più nella condizione di poter ignorare questa forza, questa spinta che viene dal basso e che rivendica la sua capacità di partecipare alle scelte che la riguardano direttamente. La politica, e i suoi esponenti apicali, è probabilmente alle prese con altri problemi ma ciò non la mette al riparo dalle responsabilità: il sindaco, in primo luogo, non può più disinteressarsi delle questioni che riguardano i cittadini che lo hanno eletto, e non. Ha una responsabilità civica, prima che politica, e deve interfacciarsi con le esigenze, le necessità e i problemi della sua città per pensare di risolverli».

02/10/2010 9.12