Cordoma in tribunale per "punizione" al dirigente. Il testimone:«trasferiti in sgabuzzino»

Alessandro Biancardi

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Cordoma in tribunale per "punizione" al dirigente. Il testimone:«trasferiti in sgabuzzino»
MONTESILVANO. Si è presentato ieri mattina in aula il sindaco Pasquale Cordoma imputato per abuso d'ufficio a seguito dello spostamento del dirigente comunale Costantino Di Donato.

Ieri mattina, nell'aula 1 del tribunale pescarese, è stato ascoltato Dante Verziere, funzionario dell’Abusivismo edilizio. Lui ha ripercorso la vicenda e confermato lo spostamento e la separazione dell'ufficio Urbanistica da quello dell'Abusivismo edilizio. Una ''trovata'' dell'amministrazione che, ha spiegato Verziere, avrebbe creato non pochi problemi perchè con questa separazione (unica, a suo dire, in tutta Italia), i due uffuci non ''dialogavano'' più e i dipendenti che dovevano fronteggiare l' abusivismo non aveva la possibilità di accedere alle pratiche dei colleghi dell'ufficio Urbanistica. Il testimone ha anche confermato che sia lui che Di Donato erano stati spostati in una sorta di sgabuzzino.

Per l'accusa (il pm è Gennaro Varone) si sarebbe trattato di un vero e proprio «siluramento politico»: fuori l’ingegnere Costantino Di Donato per far entrare l’ingegnere Bellafronte Taraborrelli. Lo stesso Taraborrelli risulta aver pagato anche una presunta tangente all’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso di 8mila euro. In cambio, secondo la procura, avrebbe ottenuto alcuni incarichi.

Secondo la procura pescarese, il sindaco, sulla base di «pressioni politiche», avrebbe conferito all'ingegner Di Donato - fino a quel momento dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Montesilvano - funzioni dirigenziali prive di qualsiasi effettiva rilevanza professionale, abusando in tal modo del proprio ufficio e causando un danno ingiusto a Di Donato.
Il tutto, dice sempre l'accusa, sarebbe stato stabilito durante un pranzo, dove altri esponenti politici avrebbero indicato a Cordoma proprio il nome di Taraborrelli. L'accusa, dunque, è quella di aver relegato Di Donato ad un ufficio non conforme alle sue esigenze lavorative, per ragioni politiche e non professionali.

Lo stesso ingegnere negli anni scorsi aveva raccontato che la creazione di questo nuovo settore, il decimo, che sulla carta si doveva occupare della repressione di abusi ma che in pratica non poteva più farlo. Di fatto la repressione sarebbe stata paralizzata proprio dalla decisione della giunta.
Un dramma in un dramma se è vero che Montesilvano ha un elenco lunghissimo di segnalazioni ed esposti -qualche volta anche anonimi- giunti all'ufficio tecnico del Comune di Montesilvano dal lontano 1993 fino al 2009 e mai sanzionati. Una situazione radicata e ben precedente all'arrivo di Cordoma sulla sedia da sindaco. Per esempio nell'anno 2004 sono pervenuti all'ufficio abusivismo edilizio ben 108 esposti di cui 5 anonimi, le pratiche istruite sono state 54, quelle definite solo 16, mentre quelle nemmeno iniziate 33. Nel 2005 gli esposti pervenuti sono stati 71, di cui sette esposti anonimi, le pratiche istruite ma non ultimate sono state 35, quelle definite soltanto 11, mentre restano ancora 40 da iniziare. Nel 2006 non si brilla per risultati e così le segnalazioni e denunce pervenute sono 88, di cui 3 esposti anonimi, le pratiche istruite sono 51, quelle definite però sono solo 18, 33 quelle da cominciare. Negli ultimi anni, in gran parte caratterizzata dalla nuova giunta di centrodestra guidata dal sindaco Pasquale Cordoma, non si nota quella inversione di tendenza che in molti si attendevano e così nel 2007 sono 90 le segnalazioni pervenute a fronte di 41 le pratiche iniziate ma solo otto sono quelle terminate. Nel 2008 su 64 segnalazioni, soltanto 18 sono state terminate. 
Il sindaco se ieri ha deciso di non commentare con la stampa questa vicenda, nei mesi scorsi era stato chiaro sostenendo: «sono libero e con il sacrosanto diritto di scegliersi i dirigenti che voglio».
Soprattutto se non si ha «un’eccessiva stima» della persona che ricopre certi incarichi, «una persona che ci aveva bloccato, aprendo contenziosi inutili, che non andava avanti con le opere pubbliche, una persona che in città tutti conoscono. Ho ritenuto opportuno spostarlo in un settore dove non recasse danni all’amministrazione». Se lo spostamento sia stato legittimo adesso sarà il giudice a stabilirmo.

Intanto per il primo cittadino le prossime due settimane sono molto importanti (sul fronte giudiziario): martedì ci sono in programma l'udienza preliminare sull’inchiesta Ecoemme e l'udienza preliminare per il trasferimento di una psicologa dell’Azienda speciale (tentata concussione). In questo secondo caso l'accusa sostiene che il primo cittadino avrebbero cercato di costringere una psicologa assunta a tempo determinato a lasciare il proprio incarico o ad accettare un cambio di mansione. Tutto questo, sempre secondo il pm, per fare posto ad un altro psicologo, vicino ai vertici del Comune.

Il martedì successivo, invece, ci sarà l' udienza preliminare dell’inchiesta sui concorsi che l'accusa ritiene pilotati. Il pm della Procura di Pescara Giampiero Di Florio ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Cordoma e l'esponente del Pdl Lorenzo Sospiri.

08/10/2011 9.58