Urbanistica Montesilvano, Di Stefano: «abusi edilizi per favorire i privati»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Conferenza stampa congiunta questa mattina. Presenti l'architetto Giuseppe Di Giampietro,  docente a contratto Politecnico di Milano e il consigliere Gabriele Di Stefano (gruppo misto).

Argomento dell'incontro con la stampa la delicata situazione del quartiere Pp1, sul lungomare di fronte al complesso dei grandi alberghi. Pesanti le accuse mosse dai due che non hanno lesinato critiche al costruttore privato, D'Andrea, e all'amministrazione comunale (presente e passata).

L'architetto Di Giampietro, dopo aver presentato un esposto al sindaco il 26 aprile scorso e due denunce per presunti abusi edilizi (una a luglio e l'altra ad agosto), ha presentato un terzo esposto alla Procura della Repubblica sull'attività edilizia dell'impresa sul lotto del curvone.

Secondo quanto riferito dai due anche la procura di Pescara avrebbe contestato «illeciti edilizi di natura penale» e gli atti sarebbero «ancora secretati».

«Si tratta anche in questo caso dell'ulteriore conferma di una situazione ambientale pesante per la città», hanno tuonato Di Stefano e Di Giampietro che hanno parlato anche di «un diffuso, pesante e incontrollato abusivismo edilizio, la mancanza di trasparenza delle regole, un'enorme e incontrollata discrezionalità degli amministratori, fatta di eccezioni e varianti non dichiarate "ad impresam" e la mancanza di controllo». Il risultato? «Un disordine urbanistico e la giungla edilizia che è sotto gli occhi di tutti».

Nei regolamenti locali si anniderebbero, inoltre, secondo Di Stefano e Di Giampietro che hanno ribadito gli stessi concetti più volte in conferenza stampa, «vere e proprie illegalità ed abusi, contrari anche a norme nazionali e sentenze confermate, quale quelle riguardanti sottotetti, distanze, altezze, scomputo di cubature edilizie, norme su balconi, vani scala e "locali tecnici"»

«Il volume della cubatura abusiva realizzata nei sottotetti», sostiene sempre Di Stefano come si legge anche in un documento fornito alla stampa, sarebbe «consistente». «Esso varia da un +15 % a + 25 % della cubatura legale prevista dal piano urbanistico». «La norma truffa è stata abrogata dal Consiglio Comunale nel 2007 (in realtà l'abrogazione è arrivata solo nel 2010, ndc)», hanno continuato i due, «ma nel 2008 la Giunta ha consentito all'impresa D'Andrea di avvalersene per raddoppiare la cubatura consentita sul "Curvone"».

Il PP1, quartiere nuovo di Montesilvano, sarebbe piombato secondo i due in un «degrado inspiegabile»: «si sono costruite molte più case di quelle previste dal piano particolareggiato, ma mancano servizi, attrezzature commerciali, scuole, piazze, chiese, verde di quartiere, parcheggi pubblici, piste ciclabili... L'Amministrazione Comunale, che aveva cominciato bene il mandato abrogando l'articolo 26 ha però poi anche fatto decadere il nuovo PP1 del 2004 senza sostituirlo con alcun altro piano». Adesso si chiede di impedire «l'ultimo sacco edilizio» sul Curvone bloccando la costruzione delle ulteriori 4 palazzine: «anche quelle sono frutto della norma truffa». 

03/10/2011 14.11