La maggioranza abbandona Testa: il Consiglio non vota gli equilibri di bilancio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La maggioranza di Guerino Testa si scioglie sulla mozione di sfiducia ad un suo assessore.

E sono ben due le volte che il centrodestra alla Provincia di Pescara non riesce ad esprimersi come “maggioranza”.

E’ successo per esempio che Lino Ruggero, ex Rialzati Abruzzo oggi nel gruppo misto, ha presentato una mozione di sfiducia verso l’assessore provinciale Roberto Ruggeri, quest’ultimo ancora in Rialzati Abruzzo.

La mozione “Richiesta di sospensione procedura di realizzazione rotatoria intersezione ss.pp. n.2 Lungofino e n.3 Piccianello-S. Agnello” contestava la procedura ed il dirottamento dei soldi per lavori da effettuare nella circoscrizione dell’assessore Ruggeri. Si parla infatti di un finanziamento di 200mila euro.

Al momento della votazione il centrodestra è andato sotto. Vittorio Catone si è alzato prima di votare facendo mancare il suo voto (il presidente Testa si è astenuto).

Dunque passata la mozione di sfiducia per l’assessore a questo punto Testa dovrebbe chiedere le sue dimissioni e sostituirlo.

«La mozione», ha detto Antonio Di Marco (Pd), «è stata approvata, nonostante il voto contrario dell’intera giunta. Hanno espresso il loro voto favorevole anche il Pd e l’IdV, nonché il consigliere Di Giacomo. Oltre a ciò, non è stato possibile neanche approvare gli equilibri di bilancio, perché è mancato il numero legale. A questo punto è chiaro che il presidente non ha più i numeri e il consenso per continuare a guidare la Provincia di Pescara, che rischia, dopo questa crisi manifesta, di essere commissariata. Il presidente Testa deve fare chiarezza e ordine all’interno della sua maggioranza, se vuole ricreare le condizioni di governo per poter davvero amministrare l'ente provinciale».

 30/09/2011 16.19