Falso medico e falso 007 arrestato dai Nas a Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il falso medico millantava l'appartenenza ai servizi segreti. Due le vittime accertate che avrebbero consegnato all'uomo più di 300 mila euro.

PESCARA. Il falso medico millantava l'appartenenza ai servizi segreti. Due le vittime accertate che avrebbero consegnato all'uomo più di 300 mila euro.

Il Nas Carabinieri di Pescara, diretti dal capitano Marcello Sciarappa, al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad un’ordinanza del Gip del Tribunale di Pescara, traendo agli arresti domiciliari un cinquantenne che si spacciava per medico, Antonino Cianci.

Le attività investigative, che hanno consentito di scoprire la vera finalità che il falso medico si prefiggeva, ossia irretire pazienti che attraversavano momenti di difficoltà psichica e psicologica per farsi consegnare beni e denaro di rilevante entità, sono iniziate alla fine del 2009.

In quel periodo una quarantenne, che stava vivendo momenti difficili legati alla sua vita privata, entrò in contatto con il sedicente medico, esperto in trattamenti antalgici col metodo dell’agopuntura, con il quale iniziò un “percorso terapeutico” sul piano psicologico.

Grazie alla sua capacità di persuasione, Cianci, che millantava anche l’appartenenza ai “servizi segreti”, sarebbe riuscito a farsi consegnare dalla vittima gioielli di notevole valore, con la promessa che avrebbe provveduto a rivenderli. Il prezzo di mercato dei preziosi, stimato in 90.000 euro, in realtà non è stato mai incassato dalla donna, alla quale, dopo le insistenti richieste del marito della malcapitata, è stata versata una somma di circa 20.000 euro.

Lo sviluppo degli accertamenti ha consentito di svelare un ulteriore aspetto della vicenda, legato allo sfruttamento della donna la quale, completamente soggiogata da Cianci, (che ricorreva a metodi umilianti per la persona, svelano i Nas), è stata impiegata, senza percepire alcun compenso, in lavori domestici a favore di due persone, indagate in stato di libertà per violenza privata.

Le indagini hanno permesso inoltre di individuare anche una seconda donna, una quarantenne benestante che a cavallo tra il 2008 e 2009 si trovava in uno stato emotivo particolarmente debole e quindi vulnerabile. Anche questa, con le medesime tecniche, sarebbe stata circuita dal finto 007 che sarebbe riuscito a farsi consegnare, secondo la tesi accusatoria, la somma contante di 250.000 euro, avendo prospettato un investimento particolarmente vantaggioso, in realtà mai effettuato.

30/09/2011 9.37