Debiti Aca, i silenzi di Popoli e le carte di Alanno

Alessandro Biancardi

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POPOLI. L’Aca torna a far parlare di sé.  Stavolta a tenere banco sono i debiti che l’Azienda Comprensoriale Acquedottistica ha maturato, nel tempo, verso il Comune di Popoli e quello di Alanno.

Se da un lato Enisio Tocco, sindaco di Alanno ridimensiona, carte alla mano, l’allarme lanciato dal consigliere Camillo Colangelo che denunciava crediti del Comune di 3,6 milioni di euro, c’è chi, come il primo cittadino di Popoli, Concezio Galli, preferisce percorrere la via del silenzio. Cerchiamo di ricostruire i fatti.

E’ Giovanni Natale, del Comitato Trasparenza e Legalità ad accendere la miccia denunciando, a gran voce, «che il Comune di Popoli dal 2007 avrebbe dovuto riscuotere ben 540.000 euro dall’Aca ma cio' non e' mai avvenuto».

«Perché?», chiede il presidente al sindaco Concezio Galli in un’interrogazione formale, «attraverso il dibattito che si e'aperto in questi giorni si e' acclarato ormai che nel 2001 c'e' stato un trattamento di favore del Comune di Popoli all'Aca sia sull'indenizzo generale (scontati ben 780.000 euro), sia sul canone annuale (scontati 60.000 euro, che in 10 anni sono ben 600.000 euro). Purtroppo non e' stata mai fatta alcuna azione presso Aca per riscuotere in questi 4 anni e la domanda che facciamo al Sindaco e' una: qual è il motivo di questa negligenza?»

E questi dubbi, sollevati da Natale, spianano la strada ad altri interrogativi. Se fosse vero tutto ciò, chi pagherebbe ora? Come verrebbero risarciti i cittadini? Per il momento non c’è certezza, né è possibile averla visto che nonostante la richiesta di chiarimenti al direttore generale dell’Aca, Bartolomeo Di Giovanni, non è stato possibile parlargli perché «non in sede».

«Da articoli sulla stampa locale e regionale», incalza Natale, «circa i conti in tasca sull'Aca fatti da Progetto Comune apprendiamo dalla bocca del sindaco, supportato dall'ex sindaco Castricone, che il problema esiste in tutta la sua dimensione, solo che si indugia un po' per evitare la sostanza della domanda posta chiaramente da Progetto Comune: chi paga? Castricone aggiunge, inoltre un elemento di distorsione. Cioe' dice che la cosa risale alle amministrazioni precedenti, facendo finta, forse, di non capire che gli addebiti segnalati sono relativi alla sua sindacatura. Dal 2001, infatti, vennero fatti gli "sconti agevolati"». Anche ad Alanno stessa storia. Stavolta è il consigliere Camillo Colangelo a gridare ad una cifra di 3,6 milioni di euro che il Comune dovrebbe incassare. Affermazioni prontamente smentite dal sindaco Enisio Tocco che si presta alle domande di PrimaDaNoi.it: «l’Aca ha dei conti in sospeso col Comune di 174.000 euro », dice, spiegando le carte fornite dalla stessa azienda e datate 26 luglio 2011.

Dai documenti indirizzati al Comune di Alanno, infatti, si legge: «ferme restando le numerose comunicazioni effettuate da questa azienda in merito alla impossibilità tecnica e finanziaria al rimborso delle rate dei mutui e alla conseguente rimodulazione del piano d’ambito predisposta dall’Ato 4 del pescarese, la tabella mostra gli impegni previsti dal piano d’ambito (dichiarato inapplicabile dall’Ato) ed i pagamenti effettuati dall’azienda».

E’proprio dalla tabelle che viene fuori che dal 1999 fino al 2005 gli impegni economici presi dall’Aca verso il Comune di Alanno sono stati corrisposti. Sempre dalle tabelle risulta che Aca si è impegnata per una somma di 34.878,76 euro l’anno dal 2006 al 2010 verso l’Ente ma risulta che dal 2005 al 2010 (5 anni) non sono stati versati soldi (proprio 174.000 euro di cui parla il sindaco: 34.878,76 per 5 anni = 174.393,8 euro).

«Non c’è nessun dubbio e nessun errore», sentenzia Tocco, «sulla cifra che l’Aca deve restituire al Comune di Alanno e il consigliere Colangelo farebbe bene a leggere con attenzione le carte prima di gridare come al suo solito allo scandalo, salvo poi scoprire di aver preso una cantonata. Credo che il suo sia un atteggiamento pretestuoso, volto solo a sminuire il lavoro della maggioranza e degli uffici comunali. Forse confonde il bilancio di competenza con quello di cassa e non sa che quei fondi non possono essere usati per abbassare le tasse, poiché già impegnati, anche in opere pubbliche. Non può gridare a queste cifre facendo leva sui cittadini che inorridiscono davanti a somme simili».

m.b. 29/09/2011 12.55