Dopo il voto contrario espulsione per Biferi dall'Udc

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. «Una condotta riprovevole» quella di Oscaro Biferi (Udc) secondo i colleghi di partito che ieri pomeriggio hanno scritto una lettera di fuoco ai vertici per chiederne l'espulsione.

 

Una notizia arrivata prima ai giornali, tramite un durissimo comunicato stampa, che al diretto interessato.

Proprio Biferi alle 22 di ieri sera commentava la cosa, letta su internet. «Mi hanno espulso, mi hanno cacciato fuori», ha raccontato furioso a PrimaDaNoi.it annunciando un viaggio di qualche giorno per star lontano dal trambusto. «Ma non possono farlo così, non si sono riuniti nemmeno i probiviri...».

Dalle parole del partito è chiaro che la decisione è irrevocabile e pare che sia solo questione di ore, giusto il tempo per seguire la normale procedura tecnica. I consiglieri parlano di «comportamenti inauditi portati avanti per diverso tempo all’interno dell’istituzione», da parte di Biferi, «con grave danno non solo per l’istituzione stessa ma anche per il partito».

Il recente voto in aula del consigliere, poi, che si è schierato con l’opposizione, «e le sue esternazioni sulla stampa contro la maggioranza ci lasciano a dir poco interdetti e non riteniamo che si possa consentire oltre», tuonano i consiglieri dell'Unione di Centro.

«Abbiamo finto di non vedere, nei mesi scorsi», dicono ancora, «il progressivo avvicinamento del consigliere ai partiti di opposizione e ai cosiddetti ribelli, e abbiamo preferito non credere alle voci di Palazzo che volevano Biferi alle riunioni promosse dai partiti del centrosinistra per stringere chissà quali accordi sottobanco».

«Siamo stati molto permissivi, poi, di fronte alle continue assenze di Biferi agli incontri dell’Udc», continuano, «e abbiamo sempre ritenuto di poter contare sulla correttezza del consigliere, considerato che nell’ultima campagna elettorale ha assunto un impegno preciso di fronte ai cittadini. Riteniamo, però, che Biferi abbia dimenticato questi impegni e la correttezza che il mandato elettorale gli impone».

Ma il consigliere oggi nell'occhio del ciclone parla di «attacchi personali» che avrebbero «di gran lunga superato lo scontro politico». Ieri ha presentato le sue dimissioni da Delegato alle politiche sociali e per la disabilità del Comune di Montesilvano e in una lettera al Commissario provinciale Udc, Antonio De Poli, al capogruppo Valter Cozzi e al suo gruppo consiliare ha chiesto di prendere una posizione in merito alle ultime vicende. Ma come detto l'Unione di Centro è ben più avanti e Biferi è già considerato un ex.

Il consigliere respinge anche le accuse mosse nei suoi confronti in merito a richieste avanzate negli ultimi giorni per affidare incarichi a persone a lui vicine. «Se ho chiesto», spiega oggi, «l'ho fatto per dare un litro di latte ad una donna con dei bambini o per organizzare la pet-therapy per disabili o portarli a pesca». E assicura: «loro (la maggioranza, ndr) hanno fatto delle richieste a me, mi hanno offerto la presidenza del Consiglio, due giorni prima del voto, ma io ho rifiutato per poter votare in serenità».

Intanto ieri pomeriggio il Consiglio ha preso atto delle dimissioni del primo cittadino. Assente, come preannunciato, tutta la maggioranza. L'opposizione, pur avendo i numeri ha preferito non votare i nuovi membri del CDA dell'Azienda Speciale.

«Quando un sindaco si dimette – ha detto il presidente del Consiglio Vittorio Catone (che si è astenuto dal voto che ha fatto andare sotto la maggioranza), c'è sempre amarezza»

Oggi intanto c'è la prima riunione provinciale del Pdl dove bisognerà sciogliere il nodo montesilvanese. Se il partito potrebbe chiedere a Cordoma di proseguire sulla sua strada chi conosce il sindaco sa che questa è una ipotesi poco percorribile. «E' troppo amareggiato», raccontano in Comune. «Ci ha salutati tutti e il suo sembrava proprio un addio».

«La crisi politica a Montesilvano è una tempesta in un bicchier d'acqua, e secondo me sono già in corso le trattative per un Cordoma bis. Un ritorno che penalizzerebbe la città, perché basato su contrattazioni politiche che non hanno nulla a che fare con l'interesse di Montesilvano», lo sostiene il consigliere provinciale, Attilio Di Mattia (Idv), «e Cordoma, come gli ultimi eventi hanno dimostrato, è ingenuo: per questo è disposto a tornare in sella, anche perché vuole inaugurare la sede della Asl e rilanciare le sue quotazioni per un secondo mandato. I dissidenti hanno bocciato politicamente Cordoma», conclude Di Mattia, «non votando la salvaguardia di bilancio, ma adesso scenderanno a patti perché andare al voto non conviene a nessuno: non conviene al centrodestra, che andrebbe verso un'inevitabile bocciatura, e forse non conviene neanche a una parte del centrosinistra».

01/10/2010 8.47