Dragaggio: sotto la sabbia ci finiscono anche i documenti

Alessandro Biancardi

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Dragaggio: sotto la sabbia ci finiscono anche i documenti
PESCARA. La denuncia del Partito Democratico: «Mascia ritarda la visione delle carte Documenti insabbiati per sei mesi».MASCIA: «TEMPI DELLA BUROCRAZIA»

Sei mesi, 180 giorni di attesa: tanto è stato il tempo necessario al consigliere d'opposizione Enzo Del Vecchio e ad altri consiglieri comunali di minoranza per poter avere le carte relative ai progetti di dragaggio delle strutture portuali di Pescara. E se la vicenda in sé è più intricata che mai, anche la consegna dei documenti ufficiali non ha avuto vita facile.

L'opposizione aveva semplicemente chiesto di conoscere nei dettagli la farraginosa e costosissima operazione messa in piedi dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, con l’avallo tecnico e politico della regione Abruzzo, della Provincia e del Comune di Pescara.

E l'interrogazione «urgente» porta la data del 21 marzo 2011. «Avevamo chiesto», ricorda Del Vecchio, «in quale data, vera, inizieranno i lavori di dragaggio; se esiste una copia del progetto; quanti metri cubi di limi verranno rimossi con questa seconda fase». Ma i consiglieri avevano chiesto anche di poter ottenere copia delle analisi dei materiali da dragare, copia del progetto di questo secondo  lotto; copia di eventuali altri progetti in  cantiere sul dragaggio.

Il 6 giugno, tre mesi dopo, il sindaco Mascia ha rimesso al Provveditorato per le Opere Pubbliche la  richiesta della opposizione «per consentirne l’adeguato riscontro».
Alla richiesta del primo cittadino, il Provveditorato ha dato riscontro con propria  nota il 28 giugno (22 giorni dopo). La nota è stata poi acquisita al protocollo del Comune il 1° luglio.

«Evidentemente», commenta ironico Del Vecchio, «il tunnel sotterraneo del Comune di Pescara che collega l’ufficio protocollo con le stanze del sindaco Mascia deve essere stato colpito da qualche particella di neutrini sparata dal Cern di Ginevra in direzione del Laboratorio del Gran Sasso che ne ha deviato la direzione del carteggio».

I documenti solo lo scorso 15 settembre sono saltati fuori e arrivati nelle mani dei richiedenti, da sapere ancora l'esponente del Pd. «Di fronte a tutto ciò», continua il consigliere, «ci sarebbe da rimanere allibiti se non fosse che questo sistema di lassismo e di scarsa considerazione delle tematiche pubbliche e delle ripercussioni che alcune di queste hanno sulla vita di migliaia di cittadini pescaresi, rientra perfettamente nella linea di tracotante superficialità ed irresponsabilità in cui il sindaco ha annegato la Città di Pescara».

26/09/2011 9.56

MASCIA: «TEMPI DELLA BUROCRAZIA»

«Nessun giallo, nessun mistero, ma soprattutto nessuna interferenza con le ‘particelle di neutrini’ ha ritardato la consegna ai consiglieri del Pd degli atti ministeriali relativi alle procedure del dragaggio del porto canale di Pescara», assicura Mascia. «E’ stata semplicemente la burocrazia e la tempistica purtroppo richiesta nel passaggio di carte tra Enti pubblici a rallentare la consegna di atti, progetti, planimetrie tecniche, documenti, delibere, centinaia di fogli e decine di fascicoli che, non appena i nostri uffici sono riusciti a fotocopiare per intero, sono stati messi a disposizione delle forze politiche di opposizione che ora avranno tempo e modo per entrare nel merito di una vicenda che ho a più riprese definito ‘grottesca’ e sulla quale tengo a sottolineare che il Comune, purtroppo, non ha mai avuto competenza, non essendo stazione appaltante, né Ente di riferimento, ma soltanto un Organismo amministrativo portatore di un interesse legittimo. Né i rallentamenti burocratici possono essere imputati ad amministratori o uffici impegnati peraltro in mille altri adempimenti, rallentamenti che spesso hanno costretto il centro-destra, nei sei anni di governo del centro-sinistra, a travestirsi da ‘investigatore privato’ a caccia di documenti nei meandri del Comune».

28/09/2011 8.00