Primarie Montesilvano, Sel, Idv e Rc:«fuori gli indagati». Il Pd punta i piedi

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Dopo Sel anche Idv e Rifondazione della Sinistra si accodano: «no gli indagati nelle liste». Anche il Pd punta i piedi.

Insomma strada in salita per le primarie del centrosinistra a Montesilvano dove il dialogo tra i partiti della coalizione non sembra essere facile e si sta avvitando su una questione che evidentemente è di primaria importanza. Bisogna o no candidare persone che hanno già conti da chiudere con la giustizia? E’ opportuno candidare persone già indagate o rinviate a giudizio?

Pare che l’accordo di massima ci sia sui candidati sindaci, un po’ più difficile invece estendere il concetto per analogia a tutti i candidati consiglieri delle liste. C’è insomma chi ha una visione “estremista” della “pulizia” da fare in casa Montesilvano e chi invece si dice d’accordo ma poi preferisce mettere la polvere sotto il tappeto.

Così per l'Italia dei Valori bisogna fare in fretta perchè le primarie fatte a ridosso dell'evento elettorale potrebbero «non avere senso». «E' importante accelerare», chiede il segretario provinciale Bruno Celupica, «abbiamo bisogno di  un candidato il prima possibile, e per questo suggeriamo di votare nella prima data utile, cioè il 13 novembre prossimo».
L'Italia dei Valori condivide la proposta di Sel di non avere indagati nelle liste elettorali: «questa è una battaglia condotta da IdV non da oggi e non  solo per Montesilvano. Siamo anche convinti  che la vera  rottura con il passato amministrativo di questa città  sarà data dall'elettorato, al di là di qualsiasi scelta dei partiti».

Già perché Montesilvano viene da un’era Cantagallo fin tropponota e da una di centrodestra targata Cordoma che pure non è stata scevra di inchieste, scandali, rinvii a giudizio e metodi di amministrare quantomeno poco opportuni.

E anche l'Idv chiede l'apertura «ai giovani, ai professionisti, agli uomini di cultura. Dobbiamo creare un progetto al quale tutti possano contribuire ma organizzarlo in maniera tale da riuscire a selezionale le idee  giuste per la crescita della comunità, senza proporre il classico "programma calderone" privo di sintesi». 
Si accoda alla richiesta delle primarie anche la Federazione della Sinistra (Rc e Pdci): «occorre un cambio di rotta», insiste Corrado Di Sante, «in merito alle politiche urbanistiche, di gestione dei servizi pubblici locali e sulla trasparenza rispetto alla classe politico amministrativa che il centrosinistra ha espresso negli ultimi 15/20 anni a Montesilvano».

E anche l'estrema sinistra chiede una «discontinuità con il passato» per quanto riguarda la formazione delle liste con l’esclusione dalla coalizione di coloro che sono stati toccati dalle indagini giudiziarie su Montesilvano.

«È inspiegabile però l’incapacità del Pd di rompere con il passato, accogliendo ciò che oggi propongono ben tre partiti della possibile coalizione di centrosinistra», chiude Di Sante. «Il centrodestra può essere battuto solo se sapremo interpretare una profonda discontinuità e proporre ai cittadini liste pulite e senza indagati».

Più distante la posizione del Pd che gela gli alleati.

«Le dichiarazioni di SeL», dice il segretario cittadino Pd, Luigi Beccia, «appaiono fuori luogo e fuori tempo in un momento in cui si sta lavorando congiuntamente a tappe forzate per costruire un'ampia coalizione insieme agli amici del centrosinistra. Colti di sopresa per questa "fuga in avanti" le domande che sorgono spontanee sono: Sel vuole veramente cambiare Montesilvano o vuole solo avere visibilità? Sel è anche a Montesilvano il "partito-primarie" di Vendola o nella nostra città ha già scelto altri progetti (magari trasversali) e vecchie modalità?»
Secondo Beccia il Pd ha già presentato il suo progetto che presentta «ampi tratti di innovazione e cambiamento per una città che non è più quella di venti anni fa»

«Quel che stupisce, altresì», conclude Beccia, «è che invece tutt'ora siano di numero pari a zero le proposte concrete sulle tasse, l'ambiente, l'urbanistica, il sociale messe sul tavolo della coalizione da SeL.  Tanto abbiamo aperto e apriamo alla condivisione di principi che regolino le candidature alle primarie (perchè il candidato Sindaco, dopo di esse, dev'essere il candidato di tutti) quanto abbiamo giudicato e giudichiamo inaccettabile le richieste riguardanti le liste elettorali degli altri partiti. Anche dopo questa vicenda, resta immutata nel Pd la volontà di costruire insieme una nuova coalizione di centrosinistra fondata su nuove fondamenta da condividere con chi ci vuole stare. E' scontato, tuttavia, che le condizioni imprescindibili per stare insieme per poi governare bene la città siano la fiducia e il rispetto reciproco, come in ogni squadra degna di tal nome».

23/09/2011 7.44