Fede e miss, Acerbo: «disinformazione per denigrarmi». Sit in alla Rai per Senepa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6382

Fede e miss, Acerbo: «disinformazione per denigrarmi». Sit in alla Rai per Senepa
PESCARA. La presenza di Emilio Fede non era prevista ma sarebbe stata una ''invenzione'' del consigliere comunale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.

E' ciò che lasciano intendere da qualche giorno sia il Comune di Pescara che il noto giornalista Mediaset (che in diretta tv ha consigliato al politico una visita psichiatrica). Ma questa versione dei fatti può stare in piedi appena qualche secondo perchè per smentirla basta andare a riprendere il comunicato stampa che l'assessore Barbara Cazzaniga ha inviato alle redazioni dei giornali poche ore prima dell'evento. Era scritto a chiare lettere: la giuria «di Miss Grand Prix sarà presieduta dal Direttore del Tg4 Emilio Fede».

Lo stesso Acerbo conferma di aver saputo della cosa «dall'amministrazione stessa che nel presentare l'iniziativa aveva annunciato che l'amico di Lele Mora e Silvio Berlusconi avrebbe presieduto la giuria». «Da sabato pomeriggio è in atto un tentativo di disinformazione volto a delegittimare le ragioni della nostra sacrosanta protesta civile», continua Acerbo.

Emilio Fede oltre ad annunciare querele contro l'esponente di Rc Acerbo nel corso del tg lo ha accusato di essere ''distratto'': «non sa neanche che io non ci sarò. Sarò, come ogni giorno, ad occuparmi del tg4. Voglio esprimere comprensione a lui tanto impegnato da non sapere neppure cosa capita nella regione della quale è anche capogruppo di un movimento serio come Rifondazione Comunista».

Solo sabato ad ora di pranzo, quando la protesta si era ormai infiammata, è stata diffusa dagli organizzatori dell'evento la missiva di Fede che si scusava per l'assenza a causa di un dolore alla gamba.

«Ti giustifichi per l'assenza soltanto quando non vai in un posto dove dovevi andare», commenta Acerbo ribadendo che la notizia dell'arrivo del giornalista non era stata una sua invenzione. «Se sono circolate notizie infondate le ha messe in circolazione l'amministrazione comunale di Pescara», insiste il consigliere, «Fede sia con il  comunicato che con l'intervento nel suo tg ha teso soltanto alla denigrazione personale del sottoscritto e i nostri fischi erano più che giustificati visto che l'assessore Cazzaniga, che aveva tenuto la conferenza stampa insieme al presidente della circoscrizione Castellammare Tarantelli e all'assessore Serraiocco, era non solo a conoscenza della presenza di Emilio Fede ma a giudicare dai toni della conferenza stampa la giudicava anche "una chiusura in bellezza"».

IL CASO DANIELA SENEPA

Ma questa vicenda si trascina dietro anche un'altra storia: la protesta semiufficiale del Comune di Pescara contro la giornalista di RaiTre, Daniela Senepa, che aveva realizzato il servizio sulla contestazione a Fede e pubblicato sulla propria pagina Facebook alcune considerazioni personali sul premier Silvio Berlusconi.

La giornalista usa ancora una volta il social network per raccontare quello che sta avvenendo in queste ore: «una persona che comunque stimo mi ha redarguita perchè nel mio dire sul Premier, oggetto dell'ira dell'"ovretta" ho usato termini volgari quali porco, maiale et similia. Vero. Vero anche che come donna, come madre avrei potuto e fors'anche dovuto usare termini più consoni non al loro destinatario, bensì ad un'agorà virtuale come Facebook. Mi scuso allora di avere ecceduto, ma non ritratto mezza parola sul concetto».

Senepa racconta di aver ricevuto «dal mio capo il non insensato consiglio di essere prudente, perchè se il Premier, o chi per lui, mi querela, ci rimetto l'osso del collo. E vabbè, se mi querela chiederò un prestito a Tarantini, a Mora, a Fede e suggeritemi voi a chi altri».

Ma la giornalista parla anche di «tzunami»: «Ecco questo siamo», scrive rivolgendosi a quanti in queste ore le stanno dimostrando la propria solidarietà: «in un Paese solo apparentemente dal pesiero unico, di servi e servitori di molti padroni, dipendente dal vento, noi siamo l'onda anomala. Io non smetterò di dire quel che penso, di raccontare quel che vedo. Piaccia o non piaccia a chi comanda. Bene accette le critiche, ed anche, perchè no, i consigli alla prudenza, ma la prova libera di fascismo gliel'abbiamo mandata storta, stortissima. Ora sanno, tutte le "ovrette" subdoli e vili e prezzolate, con chi hanno a che fare: con un'onda anomala che le travolgerà. Noi. Tutti. Insieme».

Intanto per esprimere solidarietà alla giornalista è stato organizzato dal movimento Espressionee Libre di Pescara un sit in di protesta venerdì prossimo dalle 18.30 alle 20.30 presso la sede Rai Abruzzo in via E. De Amicis 27. L'intento è quello di «difendere il lavoro onesto ed indipendente di una giornalista onesta e professionale. Chiediamo a tutti voi», scrivono gli organizzatori, «di essere presenti con un bavaglio e con qualsiasi tipo di cartellone o striscione» per «manifestare tutto il nostro dissenso verso questo vergognoso gesto di bavagli dell'informazione da parte della giunta comunale di Pescara». Al momento hanno aderito all'invito lanciato su Facebook 80 persone.

«Non si può in alcun modo impedire a qualcuno di esprimere la propria opinione, e questo è un principio sancito dalla nostra costituzione, articolo 21», commentano invece commentano il segreteria nazionale Pd, Matteo Orfini, e il segretario cittadino Stefano Casciano. «Certe interferenze della politica nella vita privata di un cittadino non possono essere tollerate. In Italia, fino a prova contraria, esiste la libertà di stampa e di opinione ed è increscioso vedere chi ci governa spendere del tempo prezioso a scavare nella vita privata di liberi cittadini, a spiarci tutti come se fossimo dei potenziali criminali».

 20/09/2011 9.00