Emilio Fede, doppia querela. Il concorso delle Miss approda in tribunale

Alessandro Biancardi

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   Emilio Fede, doppia querela. Il concorso delle Miss approda in tribunale
PESCARA. Emilio Fede a Pescara non s'è visto (per problemi di salute, assicura lui) e la vicenda si chiude trascinandosi dietro una lunghissima serie di polemiche e due querele.* IL COMUNE CONTRO LA GIORNALISTA RAI DANIELA SENEPA

La prima è quella che ha annunciato già sabato mattina Emilio Fede sostenendo di essersi sentito «offeso» dalle affermazioni del consigliere di sinistra Maurizio Acerbo, ideatore della manifestazione di protesta. Ma la seconda querela è quella che presenterà proprio Acerbo contro il giornalista Mediaset (per uso denigratorio di tg nazionale) che ha parlato, a suo modo, della vicenda anche nel corso del suo telegiornale

«Un consigliere di Rifondazione comunista, tale Ciccino Acerbo», ha spiegato Fede in diretta, «avrebbe organizzato una protesta contro la mia presenza. Sono qua, Ciccino, è inutile che protesti. O prendo un aereo e vado subito a Pescara a fare una sorpresa a Ciccino Acerbo», ha chiuso il direttore «oppure dico godetevi la serata e lasciate che Ciccino faccia le sue fischiate».

Intanto sabato sera la contestazione annunciata è andata comunque in porto e un centinaio di cittadini, con l'ausilio di fischietti, hanno ''disturbato'' il concorso (restandosene dietro le transenne messe dal Comune). E' stata «una protesta civile e democratica», ha detto Acerbo, megafono in mano e direttore di un'orchestra di fischietti incitati al suono di ''libero fischio in libero stato''. Fede ha assicurato che non è stata la protesta a fargli fare marcia indietro sulla sua presenza e l'organizzazione dell'evento ha spiegato che il direttore aveva già comunicato di avere problemi ad una gamba dovuti ad «un fisioterapista che mi ha provocato un serio problema». Fede ha spiegato anche di essere sotto l'osservazione di un primario che gli avrebbe riscontrato «seri problemi ad una gamba».

E se l'assessore Barbara Cazzaniga non commenta quanto accaduto ma spende parole solo per sottolineare «il successo» dell'evento», si accoda invece alle proteste il Partito Democratico.

I consiglieri Moreno Di Pietrantonio ed Enzo Del Vecchio sostengono che i 12 mila euro spesi dal Comune per la serata di bellezza debba considerarsi «una elargizione inopportuna ed immorale nel mentre continuano a ridursi gli interventi e le attenzioni riguardanti i problemi del sociale e delle crescenti difficoltà che incontrano sempre più famiglie pescaresi».

«Ma ancor più inopportuna», per il Pd, era l'invito avanzato a Emilio Fede «oggi agli onori della cronaca non certamente per filantropici gesti quanto per essere imputato per “induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile”, nel caso Ruby, il cui avvio si ebbe proprio in occasione di un concorso di bellezza».

19/09/2011 8.28

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 IL COMUNE CONTRO LA GIORNALISTA RAI DANIELA SENEPA

 PESCARA. L'amministrazione Mascia contro la giornalista della Rai Daniela Senepa. La giunta protesta con la direzione locale del tg della terza rete. A raccontarlo è proprio Senepa dalle pagine del suo profilo Facebook poche ore dopo aver realizzato il servizio sulla contestazione di Maurizio Acerbo per l'invito ad Emilio Fede come presidente di giuria a Miss e Mister Grand Prix.

«Ieri (sabato per chi legge, ndr) ho scritto, sulla scorta della questione Fede-miss alcune cose sul Premier», spiega la giornalista. «Riguardanti peraltro il suo machismo ch'egli sbandiera urbi et orbi fino a diventare oggetto da Procura della Repubblica. Per chi non avesse letto ho scritto che è tutt'altro che macho, ma che anzi avrebbe, ha, non so, difficoltà... nel settore. Ebbene, i vertici dell'Amministrzione Comunale di Pescara», racconta ancora Senepa, «hanno raggiunto i miei superiori per informarli di quanto ho scritto. E che, per inciso, riconfermo parola per parola. Mi è stato detto che essendo io una giornalista del servizo pubblico, non posso permettermi di avere idee da "condividere su una piazza pubblica" quale è Facebook».

«Quel che un/una giornalista Rai non DEVE fare», continua, «è "truccare" i fatti con le sue idee, non informando su quel che accade, ma al contrario "imbonendo" con pistolotti per lo più falsi e tendenziosi chi ascolta e paga il canone. Non chiedetemi esempi nel merito, altrimenti, ahimè, non finirei più di scrivere». Dal momento che il sindaco Mascia si trova ormai da giorni in missione umanitaria in Africa la giornalista ritiene che ci sia «una sottospecie di ovra» (il nome della polizia fascita) che «spulci per lui in ogni dove, ma poi: chi l'ha detto che un/una giornalista Rai non debba avere idee?  Sfido l'ovra, sempre minuscolo, di cui sopra, a tirare fuori dai tutti i miei servizi una sola falsità, un solo"trucco" un solo amalgama tendenzioso a danno di chiunque o in favore di chiunque. Non sto parlando di qualità, non tocca a me farlo, sto parlando di onestà intellettuale e di rispetto del servizo pubblico. E questo tocca a me farlo».

«Senza microfono e telecamera», insiste la giornalista, «sono perfettamente libera di dire quel che penso. Piaccia o non piaccia. E se questo creerà conflitti, che peraltro vedo che qualcuno si augura, con la Rai, sono pronta a rispondere a chiunque ed in tutte le sedi. Tutte. Se poi l'ovra, lettera iniziale minuscolissima, continuerà nella sua missione, io continuerò nella mia: le aule di tribunale mi sono familiari, tanta gente mi passa dinanzi lì. Loro come indagati, io come libera cittadina».

Ma non è la prima volta che il governo di centrodestra si scaglia contro una giornalista di Rai 3. Solo qualche mese fa il sindaco aveva protestato per un servizio realizzato dal tg regionale sulla notte bianca in città. In quel caso al primo cittadino non andò giù il ''taglio'' e la mancata messa in onda di una sua intervista.

19/09/2011 8.28