Pescara, bimbo morto in ospedale. Ordine dei medici querela i genitori

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Una denuncia sofferta ma inevitabile».

E’ così che Enrico Lanciotti, presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Pescara, ha commentato la decisione di querelare Mario Alinovi e Barbara Maragna, i genitori del bambino morto il 29 luglio 2009 all'ospedale civile di Pescara, a seguito ddi un intervento considerato di routine.

Una extrema ratio, quella dell’ordine che arriva come diretta conseguenza, spiegano, «delle affermazioni e dei comportamenti dei due genitori, gravemente lesivi dell'immagine e della professionalità di medici e servizi dell’ospedale».

E infatti, dopo la morte del piccolo, si è aperto un procedimento penale ancora in corso e i coniugi Alinovi hanno organizzato delle manifestazioni pubbliche contro la presunta malasanità. Ma la rabbia e la disperazione di due genitori li ha spinti a fare molto di più. Su Facebook, infatti, sono state pubblicate delle foto di un medico con la didascalia "se li conosci li eviti... il medico della morte". Un gesto rabbioso di un padre che dopo la morte del figlio sente che ha ben poco da perdere. Dopo quell'episodio, però, l'uomo ha cancellato il proprio profilo Facebook. Ma Non è bastato ai professionisti per chiudere la vicenda. Eccessive e fuori luogo vengono ritenute, infatti, le espressioni utilizzate dai genitori del bimbo che hanno definito i medici del nosocomio pescarese «dottori incapaci», insinuato che «la politica li proteggerebbe», e parlato di «imprecisati poteri forti e finanche la massoneria».

«Anche se sono persone, certamente e profondamente segnate da una gravissima perdita», ha commentato Lanciotti, «il loro comportamento è andato oltre i limiti del diritto alla libera manifestazione del pensiero, ha procurato un ingiustificato allarme, sfiducia e ostilita' nei confronti dei medici e dei servizi nosocomiali, con grave turbamento dei civili rapporti su cui poggia la convivenza sociale».

17/09/2011 10.49