Due arresti in un anno: torna in manette l'ex presidente della Massimini Costruzioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le Fiamme Gialle di Pescara hanno arrestato ieri Domenico Massimini, già socio della Massimini Costruzioni s.r.l. di Pescara con l’accusa di appropriazione indebita.

 

I fatti risalgono ad alcuni anni fa, quando Massimini, ex presidente della società pescarese ed in lite con gli altri soci, aveva continuato a vendere, locare, anche fittiziamente, immobili per conto della società, intascandone i proventi ed utilizzando persone di fiducia.

Secondo gli inquirenti i complici intervenivano sotto false generalità e Massimini avrebbe prodotto falsi verbali di riunione del consiglio di amministrazione, traendo in inganno i diversi notai intervenuti in fase di registrazione degli atti di compravendita o locazione degli immobili, «spendendo fraudolentemente la qualità di amministratore della società ed operando anche sui relativi conti correnti».

Al termine di lunghe e delicate indagini condotte dalla Guardia di Finanza sotto la direzione del Sostituto Procuratore di Pescara, Silvia Santoro, sono scattati una serie di arresti eseguiti nella giornata del 16 ottobre 2009 dai finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Pescara

«Quelle indagini», ricorda il colonnello Maurizio Favia, «consentirono alle Fiamme Gialle di scardinare un'associazione a delinquere che, attraverso la commissione di vari reati quali la truffa, l'appropriazione indebita, il falso documentale e la sostituzione di persona, aveva operato al solo scopo di depredare il patrimonio sociale della "Massimini Costruzioni Srl" che ha sede a Pescara».

Finirono in carcere in tre: Massimini Domenico, 54 anni di Lanciano, Antonio Petrelli, 54 anni di San Severino Marche e Claudio D’Angelo, 49 anni di Teramo. Agli arresti domiciliari furono ristretti Domenico Spezzaferro di Pescara, Sandro Cipolla Sandro di Capestrano, Marco Secchi di Jesi e Ferdinando Marcucci di Atessa.

Oltre alle misure personali, furono eseguiti sequestri di 9 immobili, tutti a Pescara, oggetto di fittizie operazioni di alienazione, un autocarro, assegni, somme giacenti su libretti e conti correnti fino alla concorrenza di 26.000 euro nonchè le quote della Società possedute dalla stessa moglie del Massimini, pari al 34% circa del capitale sociale.

Oggi, a meno di un anno dai fatti, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara, hanno nuovamente arrestato Massimini, su ordinanza firmata dal Gip Luca De Ninis, perchè «tornato in libertà e sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora, ha continuato nelle sue condotte illecite così come risultato da alcune denunce presentate a suo carico». «Proprio la possibilità di continuare ad operare nella società, anche attraverso le deleghe di cui gode la moglie, e quindi tenere ulteriori comportamenti illeciti», spiega il colonnello Favia, «ha portato l’applicazione di un inasprimento della attuale misura e Massimini è quindi stato posto agli arresti domiciliari».

30/09/2010 8.29