Loreto aprutino, superata la crisi di maggioranza piovono i dubbi dell'opposizione

Alessandro Biancardi

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LORETO APRUTINO. Pace fatta tra il sindaco e i 4 assessori comunali ai quali erano state ritirate le deleghe e poi restituite. Ma l'opposizione chiede chiarezza.

La crisi è scoppiata a fine luglio quando il primo cittadino Remo Giovanetti ha denunciato pubblicamente le pressioni ricevute da alcuni componenti della sua giunta. «Tutti devono sapere», sbottò infuriato. « A distanza di poco più di tre mesi dall'insediamento, mi trovo a dover far fronte quotidianamente alle pressanti richieste di due assunzioni cui dovrebbe procedere il Comune, atteggiamenti tipici dei vecchi modi di fare politica che paralizzano l'attività amministrativa». I responsabili, disse sempre lui, proprio quei quattro assessori a cui ritirò le deleghe, Sablone, Bottini, Donatelli e Di Fermo.

Ma qualche giorno fa è riscoppiata la pace e sono state riassegnate le deleghe precedentemente tolte.

Ma oggi l'opposizione è scettica: Emanuele Evangelista e Lorenzo Chiappini, consiglieri comunali di minoranza (PdL) chiedono al primo cittadino di sapere se «le pressanti richieste di assunzioni sono terminate o verranno esaudite», se «la variante al Prg (tramite Suap) targata di Fermo, vedrà concludere positivamente il suo iter oppure no» e se «continueranno “gli atteggiamenti tipici dei vecchi modi di fare politica che paralizzano l'attività amministrativa…”».
La risposta ai primi due quesiti, secondo l'opposizione, «sarà il tempo a donarla» ma alla terza domanda si sentono in grado di rispondere: «si, continueranno. Affermiamo ciò prendendo in esame il metodo che il Sindaco e la sua  maggioranza vogliono adottare per ripianare la disastrosa situazione economica creata da chi li ha preceduti (in gran parte gli stessi che governano oggi) ovvero circa 300.000 € di debiti per il comune».
Per la minoranza c'è quindi il rischio che non verrà sistemato il Municipio, danneggiato dal sisma, «perché con i soldi  ricevuti dall’assicurazione per il palazzo comunale in parte vogliono coprire i debiti (300 mila €) e con la rimanenza (279 mila €) vogliono riparare gli errori già commessi da loro stessi in sede di approvazione del bilancio di quest’anno (costi per immondizia, costi per spese legali ecc.)».
«Cosi facendo», chiudono i due esponenti del Pdl, «il nostro giovane sindaco e l’intera amministrazione dimostrano di essere ostaggio dei rigurgiti del passato».
29/09/10 10.05