Inchieste, Pd: «una nuova fase storica»... ancorata al passato

Alessandro Biancardi

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PAOLUCCI

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ABRUZZO. «E' una nuova fase storica» per il Pd, oggi. Ma il partito deve fare ancora i conti con il passato.

Che il Partito Democratico si trovi oggi in una nuova fase lo ha assicurato, ieri, il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, nel commentare la nuova indagine della magistratura che investe Giorgio D'Ambrosio, esponente di rilievo degli ultimi anni della Margherita, poi diventata Partito Democratico.

Una inchiesta, ancora agli inizi, che si somma ad una miriade di indagini che hanno colpito negli ultimi anni tanti esponenti di quel partito: l'ex sindaco Enzo Cantagallo, l'ex sindaco Luciano D'Alfonso o l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, solo per citare i più noti.

I processi stentano a partire ma i risvolti politici si sono fatti sentire nel corso delle ultime elezioni regionali e amministrative dove il Pd ha subìto di fatto una debacle totale.

Oggi arrivano gli echi di una nuova indagine, quella di D'Ambrosio, appunto, ma il segretario regionale Silvio Paolucci ci tiene a precisare che: «i fatti contestati appartengono ad un'altra fase storica» del suo partito. «E' importante oggi proporre una diversa gestione degli enti strumentali, con manager in grado di garantire efficienza, efficacia ed economicità dei servizi con al centro i cittadini abruzzesi». Si volta pagina, insomma.

Ma poche ore prima di queste rassicurazioni sul futuro, però, a Penne il Pd se ne restava ben ancorato al suo (recente) passato, votando in Consiglio comunale contro la costituzione di Parte civile del Comune di Penne nel futuro processo penale a carico dei responsabili che hanno bloccato la realizzazione della strada Mare-monti. 

9 contrari: Di Marcoberardino (Pd), Evangelista G. (Pd), Evangelista R. (Api), Fornarola (Pd), Lucci (Pd), Marcotullio (Pd), Napoletano (Pd), Patacchini (Pd), Vellante (Pd); 1 astenuto: D’Angelo (Idv); 7 favorevoli: Bifari (FdS), Di Blasio (Insieme per Penne), Di Paolo (Sel), Di Simone (Alleanza per Penne), Ferrante (Insieme per Penne), Frisa (FdS), Tresca (Sel); 4 assenti: Core (Insieme per Penne), Cutilli (FdS), Di Fabrizio (Udc), Pasqualone (Pd).

Proprio in quella indagine, tra i 12 indagati, spicca il nome di Luciano D'Alfonso, storico segretario regionale del partito fino al suo arresto, oltre all'architetto Strassil, Carlo, Alfonso, Paolo Toto, il funzionario Anas, Roberto Luccetti, Paolo Lalli, direttore dei lavori dell'appalto, il geologo Angelo Di Ninni, Fabio De Sanctis. 

Il gip Luca De Ninis nell'ordinanza di custodia cautelare di sessanta pagine ha parlato di una «criminalità davvero inquietante». Due gli elementi che saltano fuori: «l'esercizio della corruzione» si è «evoluto» e si registra anche una «destrutturazione del procedimento di evidenza pubblica» che diventa «un mero simulacro», «una formale veste giuridica» che in realtà nasconderebbe un «invincibile volontà di saccheggio delle risorse pubbliche». 

Nonostante questo il Comune di Penne, ''vittima'' di questa incompiuta di cui si parla da più di 10 anni, non sente l'esigenza di costituirsi Parte Civile.

«Questo è un grave atto di arroganza politica e un danno per il futuro economico e sociale della cittadina vestina», ha contestato il coordinatore cittadino del Pdl di Penne, Antonio Baldacchini, a margine del Consiglio comunale.

E nelle stesse ore il Pd, quello della nuova era, sollevava la nuova questione morale sulle inchieste che hanno coinvolto due assessori regionali di centrodestra chiedendo le dimissioni del presidente Chiodi.

«Di fronte al disastro economico e ambientale causato per la mancata realizzazione della strada Mare-monti», continua Baldacchini, «è evidente che il Pd al suo interno e' diviso in mille anime e ciò, di conseguenza, provoca un grave danno alla cittadina vestina. Chiediamo al sindaco Di Marcoberardino e alla sua giunta monocolore - conclude il coordinatore del Pdl di Penne - di dimettersi immediatamente, in quanto i cittadini pennesi sono stanchi per le continue divisioni interne al centrosinistra che hanno paralizzato l'attività amministrativa e bloccato la crescita economica della città vestina».

«L'intento della mozione», spiegano Matteo Tresca e Guglielmo Di Paolo di Sinistra Ecologica e Libertà, «era di dettare un chiaro indirizzo all'Amministrazione comunale che si traduceva in un impegno formale nei confronti della nostra comunità di intraprendere tutte le azioni consentite ad ottenere il risarcimento dei danni. E' atto politico dovuto per rispetto dei cittadini traditi e danneggiati da irregolarità già emerse dalle prime indagini della magistratura, che hanno portato ad arresti cautelativi e sequestri patrimoniali».

«Il nostro obiettivo», continuano Tresca e Di Paolo, « è di amministrare Penne in un centrosinistra compatto. Ma rimarrà soltanto un sogno fintantochè il Partito Democratico continuerà a lacerarsi attraverso lotte intestine, caratterizzate da un'assoluta mancanza di coraggio. In questo senso le crisi dei democratici ci riguardano eccome. Però, ci chiediamo quanto tempo bisognerà restare ancora in attesa di un linea chiara».

«Ancora una volta il sindaco di Penne Donato Di Marcoberardino e la sua giunta a maggioranza PD hanno perso un occasione», commentano Corrado Di Sante, segretario provinciale Prc e Gabriele Frisa, capogruppo della Federazione della Sinistra Comunista a Penne. «Il voto contrario di Pd ed Api e l’astensione di Italia dei Valori espresso alla costituzione di parte civile è un atto grave ed arrogante, che getta ulteriori ombre sulla vicenda. Al capogruppo del Pd, l'avvocato Gabriele Vellante chiariamo che a Penne ad essere inopportuno è rimasto solo il Pd che nonostante, gli arresti cautelativi, i sequestri patrimoniali, continua a negare alla comunità pennese la possibilità di partecipare come parte civile al processo».    

a.l. 29/09/2010 9.29

 *TUTTO SULLA INCHIESTA MARE MONTI