Montesilvano. 36 interrogazioni senza risposta, Di Stefano si incatena in Comune

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. E' proprio finito l'idillio tra la maggioranza Cordoma e il consigliere d'opposizione Gabriele Di Stefano.CATONE: «INDECOROSO TEATRINO»

Dopo aver salavato la maggioranza Cordoma in uno dei momenti più difficili «per il bene della città», esattamente un anno fa, (ed essere stato espulso dal Pd proprio per questo appoggio) Di Stefano sbotta. Il suo bersaglio non è direttamente il sindaco ma il presidente del Consiglio Vittorio Catone. Dopo le accuse di ieri sull'ossessione da Prg adesso il consigliere protesta per il «bavaglio» che maggioranza e presidente «hanno deciso di imporre» a lui «oscurando» la sua attività di rappresentante del popolo di Montesilvano e «vanificando» ogni sua iniziativa. Così ieri Di Stefano ha occupato la sala del Consiglio per protestare «in modo clamoroso» contro chi «non consente» a lui di discutere in le numerose interrogazioni, interpellanze e mozioni presentate. Dopo aver «invano» sollecitato il presidente del Consiglio comunale e dopo aver interessato il prefetto di Pescara Di Stefano ha deciso di incatenarsi per protesta ai banchi della sala consiliare per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica contro «l’arroganza degli attuali governanti». Il consigliere ha ricordato che attualmente ha in sospeso ben 36 interrogazioni sui «più svariati argomenti» di interesse della cittadinanza risalenti alcuni addirittura a luglio 2010 in particolare sulla situazione del cimitero comunale, sui fossi di scolo, barriere architettoniche, sui servizi informatici del Comune e sul centro diurno per disabili, sicurezza del Parco Giovanni Paolo II.

08/09/2011 9.47

CATONE: «INDECOROSO TEATRINO»

«Di Stefano, nonostante sieda da ben sette anni sui banchi del Consiglio comunale, non ne ha ancora imparato il regolamento», replica il presidente Vittorio Catone. «Vi è una ristrettezza di tempi e dato il pervenire di numerose interrogazioni e mozioni in questa legislatura, l’attuale presidenza ha deciso di istituire il Question time, ovvero un Consiglio comunale dedicato esclusivamente al trattamento di interrogazioni, interpellanze, mozioni, risoluzioni ed Ordini del giorno presentati da consiglieri comunali. Più volte sono state inserite le interrogazioni richiamate dal consigliere Di Stefano a vari ordini del giorno del Question Time e di sicuro non è colpa del presidente se viene meno il numero legale, soprattutto perché lo stesso e' sempre presente proprio per la verifica del numero legale».

«Più volte», continua Catone, «ho inoltre sollecitato, visto il perpetrarsi dei rinvii, la risposta per iscritto ma al consigliere Di Stefano questa soluzione, seppur prevista dai nostri regolamenti, non va bene. Allora inizio a pensare che l’intenzione del consigliere non sia quella di informare l’amministrazione di vari problemi della città ed eventualmente risolverli ma sia di crearsi una sua visibilità politica, pensiero supportato dal fatto che polemizza anche sulle interrogazione superate, ovvero quelle che hanno già trovato una soluzione ma lui le vorrebbe comunque discutere per sfruttare la diretta web. Mi dispiace constatare che il consigliere Di Stefano abbia iniziato questo indecoroso teatrino all’interno dell’aula consiliare perché se vi sono dei problemi vi è anche una sede per risolverli ed è la conferenza dei Capigruppo dove purtroppo per lui il consigliere Di Stefano non ne fa parte, a causa della sua non appartenenza ad alcun gruppo consiliare, ma dove costantemente assiste ai lavori ed interviene molto più di ogni altro».

09/09/2011 8.37