Frasi omofobe su You Tube, inizia il processo. Arcigay: «anche noi danneggiati»

Alessandro Biancardi

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Frasi omofobe su You Tube, inizia il processo. Arcigay: «anche noi danneggiati»
SULMONA. Il prossimo 20 settembre approda in tribunale la diatriba in corso fra il sindaco di Sulmona Fabio Federico e il proprietario del network Big Studios Movie, Roberto Di Ruscio.

I due sostengono entrambi di essere stati danneggiati dalla diffusione on line del video caricato su You Tube in cui il primo cittadino esponeva le proprie teorie sugli omosessuali. Dopo quell'episodio Pd e Idv chiesero le dimissioni del sindaco (mai arrivate) mentre il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagnà parlo di «frasi inaccettabili».

Per quella vicenda Federico e Di Ruscio hanno annunciato di voler chiedere dei risarcimenti commisurati ai danni ricevuti. Il primo cittadino ha affermato di voler devolvere l'eventuale risarcimento ad un non ben identificato fondo per i sindaci mentre il proprietario del network Big Studios Movie, Roberto Di Ruscio, ha spiegato di voler a sua volta essere risarcito. Le due parti in causa dichiarano dunque di essere state danneggiate dalla risonanza nazionale e forse anche internazionale che la storia ha provocato.

Ma anche l'Arcigay Consoli L'Aquila adesso sostiene di aver subito un danno per quanto accaduto e chiede alle due parti di devolvere metà del risarcimento che intendono richiedere alle loro associazioni.

«Il danno», spiegano Ramona Ardivoli (segretario Arcigay), Marthia Ferrieri (vice presidente) e Carla Liberatore (presidente), «è stato subito anche dalla comunità Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender  abruzzese e nazionale che si è ritrovata suo malgrado al centro di una diatriba fra le due parti in causa che molto probabilmente ha delle radici politiche e forse anche personali. Proprio perché la comunità LGBT abruzzese è stata offesa e danneggiata da questa vicenda, proponiamo sia al sindaco Federico e sia al Roberto Di Ruscio, di devolvere in beneficenza alle nostre associazioni presenti sul territorio, metà del risarcimento di cui sicuramente uno dei due andrà a beneficiare. Se le due parti in causa accetteranno tale proposta, il fondo sarà ripartito in egual misura fra le associazioni LGBT abruzzesi». Il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patanè, ha annuncia che si sta valutando «se costituirci parte civile fin dalla prima udienza che si dovrebbe tenere il prossimo 20 settembre, in quanto siamo stati chiamati in causa nostro malgrado in questa triste vicenda omofoba».

02/09/2011 10.00