Cimitero Spoltore, per l'accusa «ingiusto vantaggio al privato». Ranghelli: «giornata storica»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Sotto la lente di ingrandimento della Procura di Pescara anche l'accordo di programma dell’appalto del cimitero: lo scambio tra pubblico e privato sarebbe stato sbilanciato in favore dell'imprenditore Alessandro D'Onofrio a svantaggio delle casse comunali.

Nell'ordinanza di custodia cautelare il giudice Gianluca Sarandrea parla di «un accordo illecito tra il sindaco Ranghelli, Marino Roselli e Luciano Vernamonte finalizzato a favorire nell’operazione l’imprenditore D’Onofrio». Nella proposta c’erano «numerosi vantaggi» per il privato: la volumetria richiesta dal costruttore passava da 1.600 metri quadrati a 1.950 sul lotto Peep di via Giotto e da 1.100 metri quadrati a 1.300 sul lotto Peep di via Montinope.

L’accordo di programma prevedeva per questo la cessione da parte di D’Onofrio delle sue aree per ampliare il cimitero.

Nel corso dell'indagine la procura scopre che «prassi» dell'imprenditore, molto vicino al primo cittadino e che veniva informato ''in tempo reale'' dell'evolversi della vicenda, «di prenotare numeri di protocollo e portare successivamente la documentazione completa oppure di allegare fuori termine documentazione aggiuntiva, o di farsi assegnare un tecnico istruttore in modo rapido al fine di ridurre i tempi di istruttoria».

Il 5 febbraio del 2010, dopo l'istruttoria redatta il 3 febbraio, il sindaco Ranghelli pensò che fosse il caso di presentare la questione in giunta al fine di ottenere ''un minimo di consenso'' «senza però», annota il gip, «portarla all'effettiva attenzione dei singoli partecipi». 

Ranghelli: Eh, il coso del cimitero come siamo messi? E' pronto?

Santroni: Il cimitero è pronto

Ranghelli: Allora?

Santroni: Ha portato le carte, la settimana prossima c'è la delibera e cominciamo a far fare...

Ranghelli: Eh, ma lo vogliamo spiegare almeno in giunta, lunedì, magari....

Santroni: Va Bene!

Ranghelli: Facciamo dopo la...

Santroni: Come vuoi tu....

Ranghelli: Un minimo di approccio in giunta per....

Santroni: Va bene

Ranghelli: Almeno un minimo di consenso.... 

Una sorta di sceneggiata, sospetta la procura, perchè in realtà il lavoro veniva fatto nella ormai famosa ''cabina di regia'' che teneva all'oscuro giunta e Consiglio.

E per il gip Ranghelli voleva «evitare il controllo sulla delibera». Il fatto emergerebbe «in modo evidente» dalla conversazione avvenuta all'interno dell'ufficio del primo cittadino. In sostanza Ranghelli sosteneva che il profilo tecnico fosse già stato valutato dagli organi competenti e che dunque non c'era più nulla di cui parlare.

Stanza del sindaco, 18 febbraio 2010. 

De Amicis: Ah, dimmi una cosa, ma sul...sul cimitero, a prescindere da quella discussione ...cioè....ci stanno problemi?

Ranghelli: La domanda, non ho capito che tipo di domanda è! Non ci sta problema, come?

De Amicis: Voi, voi l'avete discussa in riunione di giunta?

Ranghelli: No, il cimitero va al consiglio, che significa discutere a (parola incomprensibile) di giunta? Di che vuoi discutere? Cioè, fammi capire di che dobbiamo discutere. Cioè il cimitero per noi è un obiettivo?

De Amicis: sì

Ranghelli: Mo di che vuoi discutere

Santurbano: no, no...se ci sta qualche (incomprensibile) cioè voglio dire...

Ranghelli: dei soldi vuoi discutere?

De Amicis: noo, se c'è stata qualche....cioè se...

Ranghelli: non è competenza nostra parlare di soldi

Santurbano: di quello che gli abbiamo dato

Ranghelli: ma quello è un accordo di coso, quello è quantificato tecnicamente

Santurbano: sì, quello è stato quantificato proprio dall'ufficio

Ranghelli: se lo vogliamo discutere, vogliamo investire altro tempo ecco perchè vi sto, vi ho chiamato eh

De Amicis: : no secondo me Frà un passaggino facciamolo, anche per coinvolgere tutti quanti, però...

Ranghelli: non si può fare perchè si perde tempo Pà! Scusa eh!

La discussione continua ancora e il sindaco insiste: io ti sto dicendo facciamo, per fare! Se facciamo per non fare io non sono d'accordo!

De Amicis: per me il cimitero è una cosa prioritaria, detto papale papale 

Il 28 febbraio Ranghelli conversando con De Amicis minimizza sulle prescrizioni date dalla commissione edilizia circa l'accordo ritenendo che le stesse siano «non particolarmente rilevanti». 

«ELUDERE LA COMMISSIONE EDILIZIA» 

«L'intento di eludere la commissione edilizia», annota il gip, «viene ribadita nel corso del pre consiglio da lui (Ranghelli, ndr) organizzato presso il suo studio l' 8 marzo 2010 dove si mostrava consapevole del fatto che al privato fosse stato dato ''qualcosa in più'' del dovuto esonerandosi da qualsiasi responsabilità rilevando che la determinazione della stima fosse state fatte ''dagli uffici competenti''»

«Le valutazioni non le ho fatte io», dice il sindaco, «le hanno fatte gli uffici! Noi non siamo quelli che hanno fatto....l'hanno fatto fare agli uffici perchè ci sono delle regole e dei parametri, l'hanno fatto loro».

Per Sarandrea si tratta, però, di un «preconfezionamento delle condizioni finalizzate a conferire un indubbio vantaggio di natura patrimoniale in favore di D'Onofrio». Un piano condiviso «da Ranghelli e degli altri soggetti partecipanti alla cabina di regia».

Anche in questo caso presenza occulta era Marino Roselli che, dice sempre la Procura, «agendo dietro le quinte, manovrando il sindaco e influendo sulla maggioranza, risulta essere socio in affari di D’Onofrio per la progettazione e realizzazione del complesso immobiliare da costruire sui terreni dell’accordo».

 E Roselli, D'Onofrio e Ranghelli vengono intercettati (l'8 marzo del 2010) mentre parlano nello studio dell'ex presidente del Consiglio regionale. Il tono è confidenziale e il sindaco racconta all'imprenditore tutti gli sviluppi sull'accordo di programma di suo interesse. 

Ranghelli: «oggi abbiamo fatto il preconsiglio...mannaggia la maiella!

D'Onofrio: (sorrisi) 'na commedia!

Ranghelli:.... no la commedia! Ma quanto gli stiamo a dare a questo! (grasse risate)

Roselli eee...mmmm

Ranghelli: (risate)... hanno rifatto i conti (risate)... dice questo ad occhio gli stiamo dando na marea di soldi (risate)

Roselli: e vabbò ma quello.... 

Dopo l'approvazione della proposta di accordo di programma i tre tornano a discutere dell'abusivismo degli immobili che D'Onofrio aveva ceduto al Comune «a riprova del fatto», scrive il gip, «che i predetti ben conoscevano tale circostanza». 

«GIORNATA STORICA» 

E dopo il Consiglio dell'11 marzo 2010 il sindaco espresse tutto il suo entusiasmo per la rapidissima approvazione dell'accordo di programma. Anche in questo caso la ''cimice'' ha registrato tutto. 

Roselli: è andata bene! È andata bene, no?

Ranghelli: si! Si! Il procedimento approvato...lampo! Cimitero! L'ha presentato il sindaco! La delibera ce l'avete! Questo è un qualcosa che è atteso da anni! Questo è una responsabilità nel senso amministrativo al di là di chi fa le chiacchiere, i cittadini possono vedere! Noi deliberiamo, il fare, l'esigenza della pubblica utilità!

Roselli: ngulo domani questo....

Ranghelli: e i soloni....

Roselli: questo ci verrà un coso....

Ranghelli: tosto....

Roselli: non ci si può fare un coso....un coso stampa!

Ranghelli: l'ho fatto già Marì, è uscito oggi!... il comunicato stampa, l'ha pubblicato....Fatto sta che l'abbiamo approvato! Esattamente tre minuti e abbiamo chiuso il consiglio! 

VALUTAZIONE GONFIATA IN FAVORE DEL PRIVATO 

Una delle zone che l'imprenditore cedeva al Comune, precisamente quella che avrebbe dovuto ospitare nuovi loculi, si trova su un pendio scosceso dove ci sono anche ulivi. D’Onofrio, in una delle tante proposte, aveva valutato il valore di quelle 100 piante presenti sul terreno in 100 mila euro. «Valutazione non veritiere», scrive il gip Sarandrea, «visto che le piante sono 81 e per i funzionari dell’Arssa che hanno eseguito un sopralluogo la valutazione è di 21.355 mila euro».

Ma che la valutazione fosse stata gonfiata «su espresso ordine del sindaco» gli inquirenti lo sospettano anche sulla base di una intercettazione telefonica dove l'assessore Ernesto Partenza rimarcava a Luciano Vernamonte (entrambi indagati nell'ambito di questa inchiesta) le falsità contenute nel parere rilasciato dall'ufficio tecnico del Comune e dove elencava le modalità attraverso cui era stato possibile tale valutazione gonfiata. 

Partenza: vicino all'area cimiteriale c'è la scuola! Che la scuola che sta in via Dante! Vicino c'è il Comune....a nu chilometro e mezzo! Ma che cazzo vuoi....lo fai, lo fai, lo dici perchè vuoi aumentare il prezzo di vendita della terra! Mi dici che ogni pianta è, vale mille euro, cento piante, cento milioni! Ma ti sti, stai a ridere? Io ho convocato, ho convocato, tra amici ho domandato a tre quattro amici, gli ho detto, guarda io vorrei fare così, giusto per fare! Vorrei fare un investimento, vorrei comprare un ettaro di terreno, però ci sono cento piante di olivo, di ulivi, quando raccolgo quando vale? Si che mi hanno detto gli amici?

Vernamonte: eh, eh?

Partenza: mi hanno detto Ernè, se devi comprare la terra, comprala nuda, perchè se ci sta le piante ci rimetti la noce del collo! E il sessanta settanta per cento se la prende quello che ti viene a roccoglie, la pota insomma! Capito? Devi raccogliere, devi pagare la macinatura

Vernamonte: lo so lo so lo so

Partenza: cento piante di olivo, oggi ci rimetti l'osso del collo! Allora tu a me nel conto economico me lo fai pagare 100 mila euro? Ma vedi dove cazzo devi andare, perchè se tu sei un venduto....

Vernamonte: gli è stato ordinato di fare così....

Partenza: eh ma chi....guarda, quelli qualcosa devono fare, devono fare! Io non devo ascoltare né Roselli, né lu sindc, nè cristo è né la madonna, perchè se loro si vogliono compromettere facessero quello che cazzo gli pare, ma senza...senza

Vernamonte: Ernè

Partenza: senza che ci sto io! 

Alessandra Lotti 30/07/2011 11