Snav, l'Arta si difende. Pd fa i conti: «persi 10 posti di lavoro e 2 mila disdette negli hotel»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3279

Snav, l'Arta si difende. Pd fa i conti: «persi 10 posti di lavoro e 2 mila disdette negli hotel»
PESCARA. Fondali bassi: la Snav se la prende con il Comune e il Comune se la prende con l'Arta.

Dopo le accuse della società napoletana il Comune sostiene di essere a sua volta «vittima» del mancato ingresso nel porto del Pescara Jet. Lo ha detto chiaramente due giorni fa il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, sostenendo che la notizia dell'impraticabilità del porto è arrivata come un fulmine a ciel sereno. «Avevamo deciso insieme di confermare il collegamento marittimo a fronte degli esami batimetrici eseguiti dall’Arta, secondo i quali l’area destinata al Pescara Jet aveva una profondità di almeno 6 metri, sufficiente a garantire l’ingresso e il transito in tranquillità del mezzo della Snav. Ci eravamo sentiti rassicurati da quegli esami che sono di natura tecnica, esami che non effettua la Snav, ma neanche il Comune, dunque mai avremmo potuto sospettare quanto è accaduto oggi».

Ma proprio dall'Arta oggi arriva la replica: «abbiamo eseguito i rilievi batimetrici con strumentazione sottoposta a verifica periodica e con personale altamente specializzato. I rilievi derivano da misure strumentali che vengono registrate ed elaborate con rappresentazioni grafiche e messe a disposizione dei Responsabili del traffico marittimo. Sono dunque da considerare prive di fondamento i dubbi e le perplessità sull’attendibilità dei rilievi batimetrici che hanno evidenziato in modo inequivocabile il percorso praticabile per l’ancoraggio e quindi, il mancato attracco alla banchina possibile, non è da attribuire ai rilievi effettuati».

Intanto la Cna chiede al commissario Guerino Testa di portare a conoscenza di tutti gli operatori economici pescaresi un piano di dettaglio, con l'indicazione di tempi e modi per il superamento dell'emergenza: «sul calendario - afferma l'associazione presieduta da Riccardo Colazilli – devono essere indicati con precisione tutti quegli strumenti operativi e giuridici che dovranno impedire in futuro il ripetersi dell'emergenza, ma anche l'ammontare delle risorse a disposizione, la localizzazione dei siti in cui stoccare eventualmente i fanghi dragati, le strategie per coinvolgere tutti gli attori della vicenda».

«La gestione dell’emergenza dragaggio è stata grossolana e di corto respiro», commenta invece il senatore del Pd Giovanni Legnini: «chi sta pagando il prezzo più alto sono le imprese e gli addetti del settore, che da un anno sentono ripetere che la soluzione è dietro l’angolo e che invece ora scoprono che si dovrà aspettare ancora, con un danno commerciale che cresce di settimana in settimana. Ma bisogna andare oltre il dragaggio e avviare subito una forte azione  istituzionale affinché vengano finanziate le opere necessarie».

Il Governo sta negoziando con le Regioni il Piano delle Infrastrutture, sottolinea il senatore Pd, «e bisogna riuscire ad ottenere il finanziamento almeno del primo lotto di queste opere, a partire dallo sfondamento della diga foranea che può risolvere in maniera stabile il problema dell’accumulo di fango sui fondali del porto. Noi siamo pronti a batterci per questo obiettivo».

Il Partito Democratico in consiglio comunale si focalizza adesso sui danni causati dal mancato dragaggio: «le ripercussioni sono pesanti», commenta Moreno Di Pietrantonio: «già sono stati licenziati e messi in cassa integrazione decine di lavoratori per un danno complessivo di circa 12 milioni di euro subito dalle attività che operano nel Porto di Pescara. A questo si aggiunge il colpo di grazia determinato dal trasferimento del Pescara Jet al Porto di Ortona sempre a causa del mancato dragaggio. I posti di lavoro persi, collegati direttamente al trasferimento del Pescara Jet, sono almeno 10».

Di Pietrantonio calcola infatti i 2 addetti all'ufficio Informazione Turistica, 2 addetti al servizio antincendio, 2 al servizio custodi auto ai quali si aggiungono gli operatori e ditte per il rifornimento di merci e alimenti freschi per la nave e gli operatori per la manutenzione della nave.

«Ventidue membri dell’equipaggio della nave hanno disdetto le prenotazioni negli alberghi di Pescara per tutto il periodo del collegamento con la Croazia», continua l'esponente del Pd. «Mancati introiti per il servizio taxi e garage, mancati introiti per ristoranti-bar, negozi e tutte le attività commerciali di Pescara per milioni di euro di danni. Circa 25.000 passeggeri dirottati su Ortona, 2.000 disdette già effettuate negli alberghi di Pescara. C’è il reale rischio che i passeggeri in particolare quelli provenienti da Roma per la Croazia preferiscono altri porti per l’imbarco, tipo Ancona. Questo è il regalo che gli Amministratori hanno dato a Pescara per questa estate 2011».

TESTA: «IMPEGNO TOTALE»

«Posso assicurare che stiamo facendo di tutto per garantire l'avvio delle operazioni di dragaggio del porto di Pescara in tempi rapidi», ha commentato il presidente Guerino Testa. «Detto in parole povere non posso fare quello che voglio - prosegue Testa - anche  se sicuramente ho la possibilità di derogare per ciò che riguarda i tempi, e mi impegno a farlo. Ma sull'ambiente non si transige. Il mio obiettivo è fare in modo che si draghi il porto e si punti, subito dopo, al superamento dei problemi strutturali, d'intesa con il Comune che ho già esortato ad andare avanti nel suo lavoro sul Piano regolatore portuale. Di certo, lo ribadisco ancora una volta, non è consentito neppure ad un commissario straordinario di eseguire operazioni di dragaggio e sversamenti a mare durante la stagione balneare, e d'altronde i tecnici che mi supportano sono stati chiarissimi a riguardo. Posso assicurare che l'impegno è totale, abbiamo assolutamente chiare le esigenze della città e di tutti gli operatori, compresa la Snav, ma non credo sia leale e corretto addossare alla mia persona responsabilità che si trascinano da anni e non è mia premura trovare un capro espiatorio. Se poi si vuole fare di una questione così delicata uno squallido teatrino della politica, lascio il campo ad altri. È uno stile che non mi appartiene».

28/07/2011 16.26