30 militari per Pescara. Mascia: «un biglietto da visita per la città»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dal primo agosto e fino al 31 dicembre saranno in servizio 30 militari dell'82° reggimento Torino.SIULP: «MERE ESIGENZE DI VISIBILITA'»

Il loro ruolo è stato illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa dal prefetto Vincenzo D’Antuono. L'arrivo in città dei militari, ha spiegato il prefetto, affiancato dal sindaco Luigi Albore Mascia e dai rappresentanti di tutte le forze dell'ordine, rientra nelle disposizioni del Ministro dell'interno e del Ministro della difesa che hanno ripartito un certo numero di uomini sulla fascia adriatica. I militari affiancheranno l'aliquota della polizia ferroviaria ma anche i carabinieri e i poliziotti di quartiere. Il loro ruolo sarà quello di agenti di pubblica sicurezza: potranno procedere con le perquisizioni personali e delle automobili, potranno accompagnare in questura e in caserma i sospettati ma non avranno funzione di polizia giudiziaria.

I militari saranno presenti (con una divisa ordinaria) nella zona della stazione ferroviaria ma anche in piazza Santa Caterina . «La stazione e l'area di risulta sono i luoghi più frequentati della città», ha spiegato il questore Paolo Passamonti. «Nell'area vicina allo scalo si registrano tra le diecimila e le ventimila presenze al giorno e il trend della microcriminalità è in aumento».

Il sindaco ha invece rivolto un «caloroso benvenuto» ai militari e ha salutato con «entusiasmo» l'iniziativa ministeriale. «La loro presenza a Pescara sarà utile per incrementare il livello di sicurezza del territorio, senza per questo ‘militarizzare’ o blindare la città», ha commentato il primo cittadino. «A coloro che strumentalmente, nei giorni scorsi, ci hanno accusato di voler militarizzare la città rispondo che la stragrande maggioranza dei cittadini non ha nulla da temere dall’arrivo dei militari e da nessun’altra divisa, dunque il loro pattugliamento non può che essere accolto con soddisfazione. Noi non ci vergogniamo dei militari italiani, perché era un militare anche il giovane caporalmaggiore David Tombino che ha pagato con la vita il servizio per la patria, così come il nostro giovane abruzzese Simone D’Orazio che sta lottando per la vita. Io quelle divise le ho volute in città con fierezza e orgoglio». Il servizio sarà garantito 24 ore al giorno.

SIULP: «MERE ESIGENZE DI VISIBILITA'»

«L’impiego dei militari, di fatto rischierà di causare una riduzione del numero della pattuglie di pronto intervento», denuncia Luigi Notari, segretario nazionale Siulp, «in quanto, come prevede il decreto del governo i militari dovranno essere “accompagnati” da personale di polizia che, pertanto, dovrà essere distolto da altri compiti istituzionali più efficaci per soddisfare le mere esigenze di visibilità di divise con finalità solo propagandistiche ma senza tener conto in alcun modo dei costi e degli effetti e dell’efficacia dell’intervento. L’impiego di circa 4000 militari in queste attività di sola propaganda senza che sia stato dimostrato alcun risultato concreto, costa al cittadino ogni anno per le solo spese accessorie oltre 60 milioni di euro e fino ad oggi, quindi sono stati spesi quasi 200 milioni di euro per una campagna d’impiego che non ha prodotto alcun risultato concreto».

«Con la stessa somma di denaro pubblico», continua Notari, «si sarebbero potuti assumere a tempo pieno circa 5000 poliziotti il cui impiego sul territorio sarebbe stato certamente più funzionale ed efficace per migliorare concretamente la sicurezza dei cittadini».

28/07/2011 9.25