L’ufficio del piano: come si piega un Prg agli interessi privati

Alessandro Biancardi

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LE CARTE DELL'INCHIESTA. SPOLTORE.  Le mani sulla città, sul piano regolatore, la possibilità di cambiare la destinazione d'uso di certi terreni, velocizzare certe pratiche e massimizzare i profitti. Ovviamente quelli strettamente privati.

Una buona parte dell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliare il primo cittadino di Spoltore, Franco Ranghelli, l'ex presidente della Regione, Marino Rosselli, e Luciano Vernamonte, ex Ambiente spa e poi Ecologica srl, è dedicata ad illustrare le manovre che la presunta associazione a delinquere ha compiuto per arrivare a creare il piano regolatore rispettando i vari desiderata. Intanto domani sono previsti gli interrogatori di garanzia.

E di interessi ce ne sono molti, si accavallano, tra quelli del primo cittadino particolarmente interessato, per esempio, ad un accordo di programma per il cimitero (discusso a marzo del 2010). In realtà secondo quanto emerso, dietro questo accordo di programma ci sarebbe la mano occulta dell'architetto Roselli tant’è che gli uomini della forestale, coordinati dal comandante Guido Conti, hanno recuperato diversa documentazione ed alcuni appunti manoscritti che proverebbero l'interesse verso questi lavori. Ranghelli, Roselli e alcuni imprenditori chiaramente e direttamente interessati a speculazioni edilizie tanto da far «uscire un palazzo in più», ricorda Roselli all’imprenditore Zampacorta, interessato all’approvazione del prg che potrebbe sanare gli abusi realizzati.

Roselli molto alterato risponde all'imprenditore dicendogli chiaramente che grazie alla variante da lui presentata ha potuto realizzare volumetrie in più, anzi rincara la dose aggiunge «che deve stare calmo perché con questa cosa mi ha fatto fare un palazzo in più». Roselli nella telefonata del 25 febbraio 2010 con lo stesso Zampacorta, ancora più alterato, dice che se lui vuole il piano regolatore lo fa approvare in una settimana ma ora deve stare calmo  anche se conosce bene le sue preoccupazioni per quella questione nell'altra zona si risolverà con l'approvazione del nuovo Prg

Ma Roselli e Luciano Vernamonte, che nulla hanno a che fare ufficialmente con l'amministrazione comunale, invece, riescono ad influire direttamente sulle scelte che il Comune dovrà compiere, per esempio, partecipando direttamente anche alla stesura del bilancio comunale, intervenendo nella discussione del bilancio previsionale e assumendo decisioni importanti, indirizzando persino i capitoli di spesa. Il tutto per favorire, interessi di privati amici, dice la procura. Certo è di sicuro strano questo interessamento diretto e inequivocabile che emerge dalle numerose intercettazioni, molte anche incomprensibili o decontestualizzate.

Perché questo interessamento di Roselli?

PRG: UN BUSINESS VANTAGGIOSO

«Per l'architetto Marino Roselli la gestione della redazione del nuovo piano regolatore rappresentava inequivocabilmente», scrive il gip Sarandrea, «un vantaggioso business in funzione della sua condizione di libero professionista, svincolato dalla politica e senza incarichi istituzionali, oltre che di architetto progettista di tutte le più importanti pratiche di edilizia privata da realizzarsi nel comune di Spoltore».

Fallito per «il disegno criminoso di revocare i quattro redattori» sgraditi, Roselli avrebbe insistito per la costituzione dell'ufficio del piano e sarebbe riuscito a far inserire tra i componenti il suo tecnico di fiducia (Aurelio Colangelo) che puntualmente veniva inserito nei componenti designati soprattutto per gestire i cambi di destinazione d'uso (da agricolo o artigianale ed edificabile residenziale) i terreni di privati cittadini che, con l'intervento determinante del costruttore Luigi Zampacorta, «gli sarebbero stati talmente riconoscenti da donargli uno o più appartamenti».

«Gli appartamenti che i cittadini avrebbero provveduto a donare  a Roselli rappresentano solo una piccola parte di quegli immobili realizzati sulle aree modificate e rese edificabili grazie al suo determinante intervento», spiega il gip.

 UN UFFICIO PER SUGGERIRE IL PRG CHE PIACE AGLI AMICI

Il Comune da tempo aveva avviato la lunga procedura amministrativa per la redazione della piano regolatore cittadino e con un avviso di evidenza pubblica aveva esperito la procedura per l'assegnazione degli incarichi professionali per “coordinatori e redattori”. Il 6 ottobre 2008 il responsabile del settore urbanistica del comune, l'ingegnere Giuseppe de Sanctis, aveva comunicato l'esito della gara, aggiudicando l'incarico di coordinatore a Roberto Mascarucci e quelli di redattori a Vincenzo Cerritelli, Pasquale Felicetti, Tiziano Cetrano e Fabio Marulli. Il consiglio comunale sin dal 30 giugno 2006 aveva approvato il documento di indirizzo per il nuovo piano regolatore redatto dal professore Mascarucci, nello stesso documento si era istituito il cosiddetto ufficio del piano, un consesso deputato con la Provincia a raccogliere le istanze provenienti dalla società civile mettendole insieme per creare un piano regolatore che potesse essere reale istanza dal basso.

L’ufficio però viene stravolto da subito e la cabina di regia stabilisce di inserire tecnici “indipendenti” che potessero proporre e dunque suggerire le modifiche da fare al Prg che poi doveva essere approvato.

Il giudice Sarandrea chiarisce che la ricerca dei tecnici è affannosa ed avviene  «peraltro in modo evidente solo esclusivamente tra le tessere di partito per poter controllare ma soprattutto indirizzare le scelte tecniche dei redattori legittimamente nominati e malgrado diversi tentativi non si era riusciti a rimuovere».

Le indagini, attraverso una serie di intercettazioni, hanno infatti appurato uno scontro aperto tra i tecnici designati che non volevano assoggettarsi alle indicazioni politiche della cabina di regia. Per questo lo stesso Ranghelli avrebbe cercato più volte di sostituirli con tecnici più morbidi e capaci di recepire i consigli giusti.

Tra i primi capi d'imputazione ascritti al sindaco c’è quello di  «aver abusato della sua qualità e della sua funzione» di primo cittadino avendo invitato i vincitori della gara per l’ufficio del piano a rinunciare all’incarico, promettendo anche futuri incarichi e minacciando al contempo di revocarli d’imperio comunque. Così Ranghelli si sarebbe adoperato per ottenere la revoca dei tecnici con lo scopo di affidare la progettazione all’ufficio tecnico  del Comune (ritenuto più facilmente «manovrabile») e dunque ottenendo il vantaggio di “aggiustare” il Prg secondo i propri interessi e quelli di Roselli e Vernamonte «espressioni di imprenditori interessati a speculazioni edilizie».

Su questa vicenda le intercettazioni tracciano la mappa delle azioni del gruppo occulto che manovra il Comune. C’è sempre Roselli che indica la strada e cerca di convincere gli altri sul da farsi, ci sono i diretti interessati che spiegano interessi e motivazioni reali che si trovano alla base dei futuri atti pubblici. Sono loro stessi che dovranno smentire le dichiarazioni verbalizzate di alcune persone ascoltate come testimoni. Lo stesso sindaco Ranghelli, ascoltato il 2 dicembre 2010, sembra essersi inguaiato da solo: avrebbe fornito spiegazioni non convincenti. Il pm Gennaro Varone aveva infatti sentito il responsabile del settore urbanistica, Giuseppe De Sanctis, e l'ingegnere Dino De Leonardis che hanno confermato di aver ricevuto dal sindaco l'incarico per trovare una soluzione per la revoca dei quattro tecnici che non si allineavano al potere politico.

Ranghelli sul punto ha affermato di aver deciso di rimuovere i tecnici in accordo con i singoli capigruppo e, dunque, era una decisione politica motivata dal fatto che poteva subentrare alla redazione del Prg l'Università, portando anche un sostanzioso vantaggio economico. Scuse che non reggono per il gip, in alcune parti reticenze, in altre menzogne.

Ma l’Università, contattata attraverso il preside della facoltà di architettura, Clementi, era già stata chiara a dicembre 2009 ed aveva spiegato al primo cittadino le difficoltà normative legate all’eventuale subentro ai 4 tecnici sgraditi. Lo steso Ranghelli in intercettazione telefonica dimostra di aver capito il messaggio del professore parlando con l'assessore Partenza

Ranghelli:«Loro possono appoggiarci rispetto a quelle cose lì ma non realizzare manualmente la cosa, questo mo qualche soluzione sa da truvà o lo troviamo noi al nostro interno».

De Leonardis, dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ascoltato come testimone il 13 settembre 2010 in sostanza conferma di aver ricevuto l’incarico di trovare la soluzione per sviaggiare i 4 tecnici sgraditi su istanza di Partenza che aveva parlato con Vernamonte.

Le cose però vanno per le lunghe e non è facile risolvere il problema, così l'assessore Partenza si deve sorbire una sfuriata dell'architetto Marino Roselli che arriva addirittura a minacciarlo «di togliergli la delega di assessore», «in tal modo dando prova», scrive il gip, «della propria decisiva influenza sulle scelte operative dell'ente locale i cui organi sono quindi tenuti a rapportarsi a questi per ogni forma di deliberazione, pena il venir meno dell'appoggio politico da questi fornito».

METTERE DENTRO IL PROFESSIONISTA GIUSTO

 Oltre a cacciare i tecnici non graditi c'era il problema di inserire quelli invece pronti ad accettare i suggerimenti della cabina di regia. E’ Vernamonte, intercettato più volte, che si adopera per inserire il suo uomo di fiducia individuato nell'ingegnere Paolo Cilli. L'11 febbraio del 2010 Vernamonte chiama Cilli per chiedergli se avesse una laurea «in ingegneria civile ambientale o cosa?»

Cilli gli spiega che la sua è una laurea in ingegneria edile. Subito dopo Vernamonte chiama l'assessore Partenza chiedendogli di specificare l'esatta qualifica da introdurre nel regolamento dell'ufficio del piano che sarebbe stata la qualifica di Cilli, cioè ingegnere edile. «Sintomatico del potere di Vernamonte è il fatto che lo stesso potesse imporre all'assessore del comune di modificare per ben due volte il regolamento dell'ufficio del piano, proprio in ragione della qualifica da inserire con riguardo al professionista da lui prescelto. Per essere sicuro della nomina del suo prescelto Vernamonte telefona anche al sindaco per avere l'assicurazione che tra le qualifiche dei componenti dell'ufficio del piano ci fosse anche quella di ingegnere edile. Paolo Cilli sarebbe poi rientrato come previsto tra i sei tecnici scelti dal consiglio comunale del 16 luglio 2010-

Alessandro Biancardi  27/07/2011 13.43

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