Demolizione villino in via Adriatica, l'alt delle associazioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Inizia una nuova battaglia per le associazioni Italia Nostra Pescara, Wwf Abruzzo, Mila Donnambiente, Ecoistituto Abruzzo, Ville e Palazzi Dannunziani, Comitato Abruzzese del Paesaggio.

Questa volta si teme la demolizione che dovrebbe interessare un villino sito in via Nazionale Adriatica Nord, all'angolo con Via Luigi Cadorna. 
L'edificio, di aggraziate proporzioni, risale agli anni '20: è in un'architettura sobria e di evidente qualità, con accenni déco; ha una bella cancellata in ferro battuto di gusto liberty su via Cadorna, che ricorda quella stagione gloriosa per l'arte e l'artigianato in Abruzzo. L'edificio non presenta alterazioni successive. 

Il progetto approvato anni fa prevedeva l'edificazione di un nuovo corpo di fabbrica accanto al vecchio, e lo stravolgimento dell'edificio storico; mentre il "render" del nuovo "residence", montato per scopi pubblicitari, propone, secondo le associazioni che protestano, un intervento di «scarsa qualità architettonica, del tutto diverso e di impatto ben maggiore rispetto al progetto presentato in Comune».

Il professor Lorenzo Bartolini Salimbeni in una indagine sul Patrimonio storico-architettonico di Pescara del 1993 propose l'inserimento di questo villino in zona A (complessi storici).

Il tetto dell'edificio è stato scoperto, mostrando la trama lignea delle travi, e una gru enorme pende accanto al villino mostrando le intenzioni dell'impresa al momento sprovvista del permesso necessario per questo tipo di edificazione.
«Questo villino», ricordano le associazioni, «figura poi in tante immagini della storica Coppa Acerbo, trovandosi praticamente al traguardo della competizione. Molte persone assistevano alla corsa dei campioni sporgendosi dai suoi balconi, o stando sedute sul suo tetto, come testimoniano le foto storiche. E' quindi la cornice delle immagini della gara che rappresenta il meglio della nostra storia sportiva. Tra l'altro, Pescara sarà Città europea dello Sport nel 2012». 
«Pescara deve tutelare la sua immagine», insistono le associazioni, «come tramite tra il passato e il futuro, incentivando la salvaguardia e il restauro di edifici come questo. A tal proposito, basterebbe che la Commissione per il Patrimonio Storico, istituita di recente a seguito della parziale demolizione della Centrale del latte, preparando la revisione del P.R.G., abbia la possibilità di esaminare i progetti che prevedono demolizioni di edifici storici. Sarebbe un modo per coinvolgere Soprintendenza, Università e ordine degli Architetti nella riqualificazione urbana, e insieme un grande gesto di amore per la nostra città».


27/07/2011 9.07