Due rumeni arrestati a Tivoli. Rapiscono connazionale per farla prostituire

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sequestro di persona e riduzione in schiavitù.

Sono questi i reati a carico di due giovani rumeni C.F.C.di 23 anni e A.F.D. di 21 anni accusati di aver sequestrato una loro connazionale a Pescara e di averla portata a Tivoli costringendola a prostituirsi. E’successo in pieno centro a Pescara dove la giovane vittima, una rumena di 16 anni, era in compagnia del fidanzato. In una manciata di secondi i due malviventi a bordo di un’Audi blu avrebbero avvicinato la giovane proponendole di salire sull’auto per un caffè.

Ma dopo il suo rifiuto uno di loro sarebbe sceso dalla macchina e avrebbe caricato di peso la ragazza, dileguandosi con la vettura. Sarebbe stato un sms inviato furtivamente dalla giovane al fidanzato, durante il tragitto Pescara-Roma, a confermare i sospetti di un rapimento. «Mi portano a Roma non mi lasciano parlare al telefono. Non so come fare a tornare a casa. Non so cosa vogliono da me», era il contenuto del messaggio.

Dopo alcune ore e vari tentativi di mettersi in contatto con lei, il ragazzo è riuscito a parlare con la fidanzata che aveva detto di trovarsi a Roma e che volevano farla prostituire. Subito il giovane si è recato negli uffici della Questura di Pescara per raccontare l’accaduto. Gli agenti hanno provato a contattare la vittima e, prima che cadesse la linea, hanno ottenuto informazioni per localizzarla.

A questo punto hanno contattato i colleghi del Commissariato di Tivoli (il luogo dove sospettavano si trovasse la giovane) che hanno subito avviato le ricerche scoprendo, attraverso una rapida chiamata alla ragazza, che la vittima era in una discoteca di Tivoli abitualmente frequentata da rumeni. Al loro ingresso nel locale, i poliziotti hanno subito individuato una donna dallo sguardo spaurito che corrispondeva alla descrizione fornita dai colleghi di Pescara, sorvegliata dai “due carcerieri”.

La giovane sotto shock ed in lacrime avrebbe raccontato alla polizia di Tivoli il suo sequestro, il viaggio a Roma, la sua detenzione in un appartamento e di quando ha appreso dai suoi aguzzini che avrebbe dovuto prostituirsi per loro. I due malviventi, per i quali sono scattate le manette al termine degli accertamenti, dovranno rispondere ora di duplice reato: sequestro di persona e riduzione in schiavitù.

Marirosa Barbieri 26/07/2011 9.43