Discriminazione fiscale: la tassa sui morti la pagano solo i pescaresi

Alessandro Biancardi

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Discriminazione fiscale: la tassa sui morti la pagano solo i pescaresi
ABRUZZO. Che vi siano tasse ormai su tutto lo si era capito da tempo e sempre per buone ragioni: risanare i conti. Che vi fossero tasse territoriali a livello quasi provinciale è però una anomalia.

Una anomalia anche quella di fondare il balzello su ragioni «di igiene», cioè per tutela della salute pubblica. Ma perché tutelare la salute solo dei residenti di qualche comune?

Quanto meno si crea di fatto una discriminazione tra i residenti in un comune e quelli di un altro comune che dovranno così pagare un balzello in più. Del resto anche odioso visto che è sul caro estinto. Si tratta di pagare 60 euro per le esumazioni o estumulazioni dai cimiteri di Pescara e di pochissimi altri comuni della provincia. Nei comuni della provincia di Chieti, L’Aquila e Teramo non si applicano imposte. La tassa era stata di recente oggetto di una interrogazione consiliare del consiglieri Idv, Camillo Sulpizio che aveva chiesto spiegazioni al presidente Chiodi e per capire se la Regione non ritenesse «indebita» la richiesta del balzello. E’ chiaro che da questa richiesta derivano diverse decine di migliaia di euro all’anno che finiscono nelle casse dei comuni.  «Perché, invece, i cari estinti di Pescara sono diversi, anche da defunti, dal resto degli abruzzesi?», aveva domandato Sulpizio anche a Carla Granchelli, Direttore del Dipartimento di prevenzione - Servizio Igiene Epidemiologica - della Asl di Pescara. In una nota la dirigente risponde che «i 60 euro sono stati concordati nel 2003 in un clima di grande collaborazione».

«Ma da chi?», si domanda Sulpizio, «non certo dai cari estinti, né dai loro parenti, che sono sempre più arrabbiati per dover pagare un obolo sulle estumulazioni solo perché di Pescara o perché deceduti a Pescara». In consiglio regionale il vicepresidente Alfredo Castiglione aveva risposto che la tassa era stata istituita con delibera del 20 dicembre 2000 su indicazione della Asl di Pescara. Il balzello dunque da quanto è emerso sarebbe stato istituito su richiesta della Asl locale «per funzioni vigilanza e controllo» «al fine di garantire il rispetto delle condizioni igienico sanitarie».

Una ragione pure valida se non fosse che non si capisce perché tali ragioni debbano valere solo per Pescara come se le condizioni igienico sanitarie non fossero un diritto imprescindibile per le altre province. Castiglione aveva assicurato in assemblea che l’assessorato attraverso il competente servizio si era attivato per la «costituzione di un gruppo di lavoro di esperti composto dalle Asl regionali e coordinato da altri esperti al fine di aggiornare gli aspetti». Sarebbe anche già stata predisposta una bozza di normativa regionale per un disegno di legge che è stato inviato il 20 giugno 2011 al servizio legislativo regionale. E lì giace in attesa di esame delle commissioni e del consiglio stesso. «Sto attendendo da mesi che venga inscritta all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale», ha concluso Sulpizio.

25/07/2011 12.53