Mare Monti: difetto di notifica, udienza slitta a gennaio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Anche l'inchiesta Mare Monti incappa nei difetti di notifica: udienza preliminare tra 6 mesi.

E' durata pochi minuti questa mattina la prima udienza preliminare della Mare Monti. Tutti rimandati a casa dal gup del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea per difetto di notifica e appuntamento per il prossimo 10 gennaio.

Tra i 13 imputati nell'inchiesta coordinata dal pm Gennaro Varone ci sono Luciano D'Alfonso in qualità di ex presidente della Provincia, gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto; il progettista della strada Carlo Strassil , arrestato il 19 aprile 2010; l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, responsabile del procedimento; Valeria Olivieri, commissario straordinario.

Gli imputati devo rispondere, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata, falso ideologico, concussione, violazione delle leggi ambientali. Per l'accusa l'appalto sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso per l'impresa Toto. Per l'accusa l'appalto sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso per l'impresa Toto.

 L'inchiesta è riuscita a dimostrare attraverso perizie tecniche sui computer dei diversi indagati come fin dall'inizio della procedura amministrativa (intorno al 2000) per la costruzione della strada ci fosse un accordo preordinato tra gli enti pubblici (Anas e Provincia di Pescara) e la ditta Toto spa che avrebbe avuto notevole vantaggio in seguito alla presunta corruzione dei pubblici ufficiali.

In tutta questa storia l'indagine dipinge un Luciano D'Alfonso come coordinatore generale del sodalizio ed in più casi «istigatore di pubblici ufficiali» a compiere atti che poi hanno di fatto avvantaggiato la ditta dell'amico e finanziatore Carlo Toto.

L'accusa parla di un chiaro «mandato» che D’Alfonso impartisce ora  all'ingegnere Strassil, ora al commissario Olivieri, ora all’ingegnere dell'Anas, Michele Minnenna. Secondo le indagini, proprio Olivieri avrebbe riconosciuto alla impresa un ristoro di circa 2 milioni di euro conseguenza dei danni subiti dallo stop imposto dalla stessa pubblica amministrazione committente ai lavori. Inoltre lo stesso commissario è imputata per l'operazione di riduzione del ribasso d'asta che originariamente era stato fissato al 31% mentre in realtà si sarebbe ridotto –attraverso la variante compiacente del progetto- in un esile 7% riconoscendo un «indebito ulteriore guadagno all'impresa di circa 2.800.000 euro».

PENNE PARTE CIVILE

 Venerdì scorso la Giunta comunale con delibera n. 20/2011 ha deciso di incaricare un legale per la costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale sulla Maremonti. La mozione proposta da PenneSi’ e firmata da consiglieri di tutti i gruppi presenti in Consiglio Comunale, protocollata la mattina stessa dopo essere stata lasciata sin da giovedi a disposizione dei consiglieri per le firme a sostegno, ha trovato quindi ampia condivisione determinando un atto deliberativo da parte dell’organo esecutivo municipale. «Attendiamo che venga formalizzata l’ammissione della richiesta di costituzione di parte civile nel processo, sarebbe stata grave l’assenza del Comune di Penne in questo giudizio, devo dire che e’ stato un nostro obiettivo raggiunto. – dice Matteo Tresca – I cittadini di Penne sono stati gravemente danneggiati in questa vicenda e bisogna mettersi sin da subito all’opera per una nuova progettazione».

19/07/2011 16.07