Biblioteca provinciale a rischio: «la Giunta Testa taglia ma non ha progetti»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono ormai scaduti i contratti a tempo determinato delle due responsabili che hanno organizzato e condotto la Sezione Ragazzi della Biblioteca provinciale di Pescara. 

Ora si rischia quindi la chiusura per carenza di personale tecnico-bibliotecario adeguato agli standards professionali.

In tutta la Biblioteca, infatti, compresa la normale Sezione Adulti, rimarrà soltanto una bibliotecaria, la quale dovrà anche svolgere tutto il resto dei lavori tecnico-biblioteconomici: l'acquisizione volumi, la catalogazione, la gestione dei periodici, le informazioni bibliografiche, i progetti con le scuole, che venivano finora svolti da altre 3
bibliotecarie in totale, per quanto part-time. La Sezione Ragazzi, sarà aperta a partire da domani il martedì e giovedì di ogni settimana, dalle 15.00 alle 18.00.

Accuse chiare arrivano dalla consigliera provinciale Antonella Allegrino secondo la quale dopo «il taglio di 63.000 euro dai fondi che ha  comportato riduzione di orari e attività», e la scoperta dell’inagibilità di parte dei locali non rispondenti a pieno alle normative di sicurezza, si rischia di perdere un patrimonio preziosissimo.

«Dopo il sopralluogo della Sisma in agosto, ditta incaricata delle verifiche sulla sicurezza, è stata scoperta l’inagibilità e l’urgenza di trovare una soluzione, che, da fonti comunali si apprende potrebbe essere parte del Mediamuseum, di proprietà del Comune che riceverebbe in cambio l’ex Napolplast».

Lì i 500 metriquadrati attuali ospitati dal Palazzo del Governo, sarebbero raddoppiati per sale di lettura, magazzini e uffici, ma la trattativa procede a rilento e la biblioteca è costretta stoicamente a portare avanti le sue attività malgrado le prescrizioni che avrebbero comportato la chiusura, con un drastico ridimensionamento sia degli orari che del personale.

La biblioteca è nata nel 1929 con 15.000 volumi, divenuti oggi oltre 250.000 pezzi, di cui: 200.000 volumi (ben 7.000 risalenti a prima del ‘900),  più 5.000 tra enciclopedie e trattati, 382 cinquecentine, 13.000 opuscoli, 6 incunaboli, a cui si sommano 2.000 testate di periodici, 269 testate in abbonamento che si traducono in 50.000 pezzi raccolti, oltre ai libri della biblioteca interculturale aggiuntisi di recente, manoscritti di pregio, molti nella sezione Abbruzzesistica, la più fornita della regione, audiovisivi, supporti informatici, fotografie, carteggi.

            «Un patrimonio pubblico sottovalutato», commenta ancora Allegrino, «ma conosciuto bene da studenti e frequentatori di tutto il territorio: le 55.000 presenze l’anno (di cui circa 47.000 per la consultazione e 8.000 per il prestito a domicilio e interbibliotecario), sono la chiara manifestazione di un diritto del territorio ad avere un luogo dove studiare e socializzare, uno spazio alto per la cultura e per iniziative di grande respiro per il territorio, come accade nelle grandi città o, almeno, in quelle con grande attenzione alla cultura.  Invece questa realtà sopravvive con poche decine di migliaia di euro l’anno causa la deviazione di risorse verso imprecisate vicissitudini della Presidenza del Consiglio Provinciale e con la promessa di prolungare l’attività fino a dicembre, fatta dal Presidente per addolcire la pillola dei tagli. Una promessa che non è né un progetto, né una soluzione».

 27/09/2010 17.03