Les Paillotes, De Cecco condannato a 11 mesi per abuso edilizio

Alessandro Biancardi

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Les Paillotes, De Cecco condannato a 11 mesi per abuso edilizio
PESCARA. L'imprenditore Filippo Antonio De Cecco è stato condannato dal Tribunale di Pescara ad 11 mesi di reclusione (pena sospesa).

L'imprenditore dovrà pagare anche un'ammenda pari a 39 mila euro. La condanna (giudice Antonella Di Carlo) è arrivata oggi nell'ambito dell'inchiesta su presunti abusi edilizi e irregolarità nelle concessioni demaniali, che il 17 dicembre 2007 ha portato al sequestro dello stabilimento "Les Paillotes", di sua proprietà.

Il Tribunale ha anche condannato a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 24 mila euro di ammenda il direttore dei lavori, Nicola Di Mascio. L'imprenditore della pasta in qualità di legale rappresentante della "Portanuova Enterteinment srl" insieme a Di Mascio, erano accusati di aver realizzato in assenza di uno specifico e lecito titolo edilizio -in violazione dell'articolo 60 del Piano regolatore di Pescara- una vera e propria nuova costruzione mediante «l'ampliamento consistente, la modifica e lo stravolgimento del preesistente manufatto edilizio oggetto della (peraltro illegittima) concessione demaniale».

Sono stati invece assolti l'ex comandante dei vigili urbani, Ernesto Grippo (che si è sempre detto estraneo alla vicenda) ed il capitano Fabio Ballone, accusati di aver omesso di denunciare situazioni di sovraffollamento nel locale.

Per la stessa vicenda è stato assolto anche De Cecco, a cui era stato contestato di aver permesso, in due casi, l'intrattenimento danzante nel locale ad oltre 100 persone.  Il Tribunale ha disposto infine la demolizione di tutte le opere abusive della struttura. Le accuse contestate agli imputati vanno dall'abuso d'ufficio, all'abusiva innovazione su bene demaniale, fino alla costruzione abusiva in zona sottoposta a vincolo.

LA DIFESA DI DE CECCO

Da parte sua l'imprenditore ha sempre respinto al mittente le accuse e ha spiegato che «dal 2002 fino al giugno 2004 la proprietà si è prodigata nella esecuzione di ammodernamenti estetici e funzionali della struttura immobiliare mantenendone l'ingombro plano-volumetrico originario».
Nuovi lavori quindi, tutti autorizzati, secondo i De Cecco e soprattutto che non avrebbero modificato la volumetria.
Per la società Porta Nuova Entertainment S.r.l., proprietaria dell'immobile, chi chiede un permesso e poi lo ottiene, esegue i lavori. 
Ovvero, una volta che arriva l'ok dall'alto ci si sente in pieno diritto di fare quanto autorizzato e lo si fa «nella consapevolezza di agire in conformità delle prescrizioni della pubblica amministrazione (nel caso di specie 13 Enti )».
Quindi, se il Comune autorizza perché non si dovrebbe costruire? 
«Non possiamo, evidentemente, ipotizzare che la pubblica amministrazione possa consumare una illegittimità nell'esercizio delle sue funzioni, peraltro dello stesso tipo per tutti gli stabilimenti oggetto di miglioramenti», spiegò il re della pasta.

 

 

AMBIENTALISTI FESTEGGIANO

Il WWF e l'Associazione Marelibero.net esprimono soddisfazione per la condanna: Per le associazioni, che da anni chiedono il rispetto delle regole sulla gestione del litorale e delle spiaggie, si tratta di una condanna «esemplare» che deve essere di monito per chi intende tuttora perseguire le deregulation totale sulle spiagge abruzzesi.
«Importante la decisione del Tribunale di disporre l'immediata riduzione in pristino della situazione
antecedente l'abuso edilizio», dicono ancora gli ambientalisti. «Il fatto che il Tribunale abbia deciso di trasmettere “motu proprio” la sentenza a Regione Abruzzo e Comune di Pescara rende evidente la gravità della situazione accertata sulla spiaggia a Pescara. Ai cittadini in questi anni è stata sottratta la vista mare per lunghissimi tratti del litorale: è un fatto
intollerabile che incide negativamente sulla qualità della vita di una città rivierasca. Quella di oggi
è una vittoria dei cittadini, delle associazioni e del movimento».

Festeggia su Facebook anche il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, grande oppositore delle iniziative edificatorie di De Cecco (si ricordi ad esempio l'albergo che doveva sorgere nei pressi del porto turistico e l'ostruzionismo di Rc).

«Inutile dire – commenta il consigliere sul social network- che nè Comune nè Regione si sono mai costituiti parte civile. Vediamo se la stampa domani scriverà qualcosa visto che per anni ha evitato di raccontare il processo. Ricordo che io ero stato querelato per aver denunciato gli abusi sulla spiaggia e che i giudici anche in quel caso hanno dato torto a De Cecco».

12/07/2011 18.44