Parcheggio su strada parco, Rifondazione fa ostruzionismo. «Idea alla Cetto Laqualunque»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Rifondazione ci riprova oggi pomeriggio in Consiglio comunale: «bisogna tornare indietro sui parcheggi sulla strada parco».

Alle porte un nuovo fine settimana ed entrerà nuovamente in funzione il parcheggio lungo la strada parco riservato ai bagnanti automuniti.

Le polemiche non si sono ancora spente e il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, annuncia che oggi in Consiglio «sarà ostruzionismo».

«Visto che sindaco, giunta e maggioranza finora hanno completamente ignorato i nostri appelli a una soluzione condivisa», ha spiegato il consigliere d'opposizione, «riprenderemo la protesta civile ed ecologica con le modalità che leggi e regolamenti consentono ai consiglieri di opposizione. Cercheremo di nuovo con la forza degli argomenti per suscitare un ripensamento nella maggioranza».

Lunedì scorso Riccardo Padovano ha chiesto di estendere il parcheggio anche al tratto di “strada-parco” di Montesilvano, ma Rifondazione protesta: «è davvero una trovata degna di Cetto Laqualunque» (il personaggio interpretato da Antonio Albanese che rappresenta un politico che ha un grande disprezzo verso la natura, la tradizione e le donne».

Rifondazione ha proposto una soluzione fondata sul trasporto pubblico e la sostenibilità: «utilizzare la “strada-parco” per l'uso per cui è stata progettata e realizzata e garantire ai bagnanti di arrivare rapidamente al proprio stabilimento balneare o alle rarissime spiagge libere. Non si capisce come ci si possa opporre alla nostra proposta e poi spendere milioni di euro per la filovia».

Rifondazione infatti preme affinche venga potenziato il bus navetta dall'area di risulta (che lo scorso fine settimana ha fatto registrate appena 10 passeggeri) o una distesa di biciclette, «come accade ovunque nel mondo».

«Purtroppo il vicesindaco e assessore alla mobilità», chiude Acerbo, «ha smantellato l'embrione di servizio estivo di bike sharing che  era curato dal Dopolavoro Ferroviario per affidarlo a “Pescara parcheggi” che non è stata capace di organizzare il servizio».

08/07/2011 10.50