Parco di Cocco: lanciata petizione contro la struttura sportiva. I cittadini «siamo indignati»

Alessandro Biancardi

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 Parco di Cocco: lanciata petizione contro la struttura sportiva. I cittadini «siamo indignati»
PESCARA.  «I cittadini di Pescara sono davvero indignati». A  dirlo è il comitato per la salvaguardia e cura del parco dell’ex caserma di Cocco.

Il gruppo da qualche settimana si batte contro la costruzione di un impianto sportivo all’interno del parco fino a lanciare, negli ultimi giorni, un petizione.

Vogliono salvo il loro parco dagli interventi edilizi i pescaresi, soprattutto perché «ci sarebbero molte cose da fare», dice il comitato riferendosi a migliorie come realizzazione di bagni pubblici, nuove fontanelle, impianto d’illuminazione,un adeguato numero di panchine e tavoli, un impianto wireless-free, e opere per migliorare l’accesso ai disabili.

200.000 euro la somma stanziata per la manutenzione straordinaria dei 36 giardini pubblici a Pescara «e di questi soldi  non ne restano che una parte insufficiente per coprire le spese», fa notare il comitato.

Perché 144.000 euro del budget messo a disposizione sarebbe stato utilizzato dall’amministrazione per portare avanti il progetto di costruzione di un centro sportivo, dentro il giardino Di Cocco.

«Se l’assessorato allo sport, all’edilizia sportiva e manutenzione degli impianti», commenta indignato il comitato, «intende promuovere iniziative per la realizzazione di impianti sportivi in città, noi siamo favorevolissimi purchè utilizzi i fondi destinati a tale scopo, scelga un’area più idonea ad accogliere il progetto e si affidi al sostegno economico dei privati per gestire i costi».

Oltre al problema estetico che l’impianto creerebbe all’interno del parco (una struttura in cemento di 40 metri per 20, recintato con rete metallica alta 5,00 metri ed un edificio di 13 metri per 5, ulteriormente recintati con rete alta 2 metri), quello che non scende giù ai cittadini è il costo di mantenimento.

«Perché la costruzione con un solo campo», dice il comitato, «non sarà mai in grado di ammortizzare le spese di gestione per personale, acqua, elettricità e gas, soprattutto se, come è stato detto, nelle ore giornaliere sarà utilizzato dalla scuola e dai bambini del quartiere. Ciò significa che nell’immediato futuro l’amministrazione comunale dovrà sopportare anche le spese di gestione o provvedere a considerevoli ampliamenti con ulteriori spese. L’investimento, così come prospettato, sarà certamente fallimentare, a danno della cittadinanza».

E’ per questo che il comitato ha lanciato una petizione con lo scopo di convincere sindaco e Giunta a rinunciare al campo sportivo nel parco e ottenendo, solo dopo pochi giorni, già 1.000 firme.

 08/07/2011 8.44