Blitz contro Anonymous, stanato anche un hacker pescarese

Alessandro Biancardi

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Blitz contro Anonymous, stanato anche un hacker pescarese
PESCARA. Ha appena 19 anni e da qualche giorno ha concluso gli esami di Stato: ieri si è visto la Polizia Postale piombare nel suo appartamento.*DALLA RETE ANONYMOUS SE LA RIDE: «SAREMO PIÙ FORTI DI PRIMA»

Tra gli Anonymous che hanno messo sotto scacco decine di siti di tutta Italia c'è anche un giovanissimo abruzzese, di Spoltore. Quando gli agenti sono arrivati a casa sua il giovane ha confermato di appartenere al gruppo ma si è detto convinto che le operazioni messe in atto non fossero un reato ma solo frutto di una protesta civile.

Il tutto è accaduto ieri mattina quando il compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Abruzzo, di Pescara, diretto dal dirigente Pasquale Sorgonà, ha preso parte all’importante blitz condotto contro Anonymous, il più famoso gruppo internazionale di pirati del web.

Una serie di perquisizioni ha permesso di individuare alcuni degli appartenti al gruppo e in totale ha portato a 15 denunce (tutti i componenti hanno una età tra i 15 e 18 anni). Nel Canton Ticino è stata invece trovata la 'base' italiana del sodalizio. Lì vive il capo, un 26enne. 

Per comunicare tra loro e organizzare le varie azioni di attacco informatico, ha poi ricostruito la Polpost, venivano utilizzati dei siti di chat ma anche le pagine di Anonymous di Facebook e Twitter. Per mettere in atto gli attacchi, invece, utilizzavano grossi server, in alcuni casi affittati anche all'estero, con potenti capacità di banda. Grazie ai server venivano richiesti alle pagine internet 'sotto attacco', servizi e comandi che mandavano in tilt il sistema.

IL GIOVANE ABRUZZESE

L’operazione di polizia è stata avviata nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno della violazione o creazione di disservizi nei confronti di siti web, è stata condotta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche della Polizia Postale.

Partita da qualche mese ieri ha così prodotto i primi frutti. I poliziotti si sono messi al lavoro a seguito di una serie di attacchi contro alcuni siti web istituzionali tra i quali quelli di Camera, Senato, Governo, Eni, Finmeccanica, Mediaset, Rai, Agcom.

Avviate le indagini, si è appurato che l’origine di alcuni degli attacchi era localizzata nel territorio di Pescara, così il Compartimento Abruzzo ha avviato tutti gli accertamenti del caso per identificare l’autore.

Nel corso delle indagini gli agenti al comando del dirigente Sorgonà, hanno appurato che le connessioni erano partite da un appartamento di Spoltore.

La Procura della Repubblica di Roma ha dunque emesso un apposito decreto di perquisizione, eseguito nelle prime ore della mattinata di ieri.

Nel corso della perquisizione effettuata presso l’abitazione del giovane, uno studente liceale di 19 anni, incensurato, è stata sequestrata l’intera postazione informatica composta da 1 computer portatile e 1 hard disk esterno, ora al vaglio degli investigatori della Polizia Postale per una più approfondita analisi.

Sul posto è stata effettuata anche un’analisi tecnica del modem-router utilizzato dall’interessato che ha confermato il suo diretto coinvolgimento.

Il ragazzo, che aveva appena ultimato gli esami di Stato, si è assunto ogni responsabilità al riguardo, confermano dalla Postale, dichiarando di aver aderito in assoluta buona fede al proclama lanciato on line da Anonymous, convinto che tale azione non avrebbe comportato alcuna violazione di legge ma che si sarebbe trattato di una semplice e civile manifestazione di protesta.

Allo studente sono stati comunque contestati i reati di concorso in accesso abusivo e danneggiamento al sistema informatico e interruzione di pubblico servizio.

06/07/2011 14.11

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*DALLA RETE ANONYMOUS SE LA RIDE: «SAREMO PIÙ FORTI DI PRIMA»

«Avete preso una cantonata, ma quali capi? Non avete capito che dietro Anonymous non c’è una struttura?». Si legge questo sulla pagina di Lulzsec Italy  all’indomani dell’operazione messa a segno dalla polizia italiana che ha denunciato 15 cyberattivisti del gruppo Anonymous Italia, veri e propri hacker professionisti.

Ma ora, a cose fatte, sembra di sentirli ridere gli Anonymous mentre leggono i titoli dei giornali che fanno scena come questo «gli Anonymous non sono più ''anonymous'', almeno in Italia›› o altri. Loro, gli autori di attacchi ai siti della Camera, del Senato, del Governo, dell'Agcom e di importanti aziende nazionali come l'Eni, l'Enel, la Finmeccanica, Mediaset e Rai, sanno bene che non è finita qui.

E lo ribadiscono a chiare lettere da Twitter e dal loro blog. «Chi cantava vittoria resterà deluso», «Anonymous non può essere smantellato, non ha leaders non ha struttura, tutti i membri operano allo stesso livello», sono alcuni dei commenti che impazzano in Rete.

E ancora, sulla pagina Anonymous  c’è un tweet emblematico «‹Fine della storia per Anonymous Italia. Poi si svegliarono tutti sudati, i migliori saluti Anonymous» a rimarcare il fatto che il gruppo è ancora vivo.

E anche se ora sul blog si lascia posto ad altre proteste «diciamo no alla tav», o «voglio sferrare un attacco. Ho mandato un msg all’Agcom contro il tentativo di imbavagliare internet. Unisciti», la rabbia è ancora palpabile. La solidarietà a stretto giro di posta arriva anche da cellule spagnole ed inglesi che fraternizzano con quella italiana. Tutti i messaggi hanno lo stesso contenuto: «saremo più forti di prima».

Gli hacktivisti (termine che unisce hacking e attivismo, azione diretta digitale), sanno bene di essere indistruttibili perché è proprio la Rete, il loro humus, a garantire loro una sorta di «eternità digitale».

E’ per questo che i sociologi americani dicono «che gli hacker non spariranno mai. Tutta il web è frutto del lavoro degli hacker di ieri e oggi. È come pretendere di eliminare i batteri dal corpo umano sarebbe impossibile e letale».

Ed è per questo che gli Anonymous si definiscono immortali e hanno trasformato le forme tradizionali di protesta nel loro corrispettivo elettronico. Ecco che al posto delle manifestazioni in piazza e corteo abbiamo le netstrike, anziché le occupazioni di edifici in disuso c’è lo cybersquatting e il volantinaggio si trasforma nell’invio massivo di mail. Così come le scritte sui muri e graffiti diventano il defacciamento temporaneo di siti web.

Mentre il mondo si prepara ad acciuffarli loro studiano indisturbati il prossimo attacco, cospirano e vivono di Web. 

Marirosa Barbieri 06/07/2011 16.24