Pineta dannunziana, «botulino assente». Ora si pensa ad un mini dragaggio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono iniziati nel pomeriggio di lunedì i lavori di rifacimento del percorso jogging in terra battuta all’interno della Riserva naturale dannunziana.

Ieri mattina è invece arrivato l’esito degli ultimi esami sulla qualità delle acque del laghetto, esami che hanno certificato la presenza esclusiva di fanghi non pericolosi, dunque niente botulino né sostanze sospette.

Sulla scorta di quei campionamenti ora l’ufficio tecnico deciderà il tipo di intervento da attuare per la pulizia dei fondali del bacino d’acqua, ossia una sorta di mini-dragaggio, di fatto mai realizzato dagli anni ’80, ossia da quando la struttura è stata realizzata, oppure l’installazione di un sistema di aerazione che consenta l’ossigenazione della stessa acqua e la riduzione delle alghe che, specie nelle giornate particolarmente calde e afose, è più evidente.

«Poche settimane fa – ha ricordato l’assessore ai Parchi Nicola Ricotta – abbiamo effettuato la bonifica completa del lago della Riserva dannunziana per eliminare una risacca biancastra che si era formata sul pelo dell’acqua a causa della presenza del polline dei pioppi, polline che non era riuscito a defluire dalle condotte ostruite dalla caduta dei rami di alberi molto grandi». 

 L’intervento ha previsto la rimozione dei rami, la pulizia delle nuove condotte, realizzate dalla amministrazione comunale per allacciare la linea alla rete principale di via della Bonifica e restituire ossigeno al lago stesso, riattivando anche gli zampilli.

Successivamente gli uffici hanno segnalato la presenza evidente di alghe: subito sono stati prelevati alcuni campioni d’acqua e di alghe stesse per essere esaminati da un laboratorio e i risultati sono stati rassicuranti, in altre parole nel lago non c’è traccia di botulino e le alghe non sono pericolose per l’uomo, ma sono semplicemente il prodotto naturale determinato dalle alte temperature raggiunte all’interno della vasca. «Gli esami ci hanno anche consentito di accertare», ha detto ancora Ricotta, «la presenza di fanghi non pericolosi, un esito fondamentale per mettere a punto il progetto migliore per la riqualificazione della Riserva e che potrebbe a questo punto prevedere una sorta di mini-dragaggio per rimuovere tutto il materiale che negli anni si è accumulato nel bacino e che non è mai stato toccato in trent’anni, o più semplicemente potremmo prevedere l’installazione di un sistema di aerazione tale da favorire l’ossigenazione all’interno dello stesso bacino».

06/07/2011 9.16