Discarica Città Sant’Angelo: il Comune di Elice «no alla monnezza valley»

Alessandro Biancardi

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ELICE. Richieste precise da parte del Comune di Elice dopo le indicazioni del primo cittadino di Città Sant'Angelo:«La discarica è necessaria per evitare l’emergenza rifiuti».

ELICE. Richieste precise da parte del Comune di Elice dopo le indicazioni del primo cittadino di Città Sant'Angelo:«La discarica è necessaria per evitare l’emergenza rifiuti».

Parlava così il sindaco di Città San’Angelo, Gabriele Florindi, dal suo blog, giorni fa, esprimendo il suo sì al progetto della Provincia che vedrà le zone di Piano di Sacco e contrada Caparrone trasformarsi in discarica. 

Sembra che il piano non metta tutti d’accordo e infatti il Comune di Elice ribadisce a chiare lettere la sua contrarietà al progetto perché «inquinante, costoso e distruttivo per l’economia locale».

«Monnezza valley? No grazie», tuonano i consiglieri comunali Giuseppe Guardiano, Giovanni Ciavattella, Mauro Pavone, Ettore Leonibus. Il piano provinciale di gestione dei rifiuti 2011/2015 infatti, prevede la realizzazione di tre discariche nella vallata del fiume Fino, bacino produttivo dove si concentrano attività agricole ed enogastronomiche. Un vero e proprio distretto rurale che si presta alla produzione di specialità locali.

Le discariche in questione (quella di Piano di Sacco che si estende su una superficie di 120 ettari, con annesso un centro per il trattamento dei rifiuti di 2 ettari ed il centro smaltimento con impianto trattamento rifiuti speciali a contrada Caparrone nel Comune di Collecorvino) sorgerebbero in prossimità del fiume Fino, soggetto a continue esondazioni.

«In entrambi i casi», fanno notare i consiglieri di Elice, «si tratta di zone ancora da bonificare. Piano di Sacco, infatti è un Sin (sito di interesse nazionale), a contrada Caparrone c’è un discarica dismessa di 30 ettari».

Ma questo non sarebbe che uno dei tanti problemi della zona dove già sorgono o sono in fase di realizzazione impianti di stoccaggio e riciclo di materiali ferrosi, plastica, fanghi industriali. La costruzione della discarica, infatti creerebbe non pochi disagi all’economia locale.

Come si concilia l’impianto con l’equilibrio ambientale della zona?

«La discarica creerà una collina artificiale che deturperà la vallata», dicono i consiglieri, «e per coprire tale montagna serve terra che si otterrà distruggendo le colline».

Poi c’è il problema traffico: la strada provinciale Lungofino è l’unico collegamento dei comuni della Vallata (20.000 abitanti) con la costa. Che cosa accadrà se quel tratto già trafficato sarà percorso da centinaia di camion carichi di immondizia? Il progetto, infine, prevede un ponte di collegamento fra le due sponde del fiume fino all’altezza di Piano di Sacco per deviare questo traffico sulla strada provinciale Lungofino. «Tutto questo si tradurrà in maggiore inquinamento. Per garantire l’incolumità degli automobilisti la Provincia di Pescara dovrà realizzare una strada a 4 corsie e a scorrimento veloce sul lungo fiume. Quanto spenderà? Dove prenderà i soldi?»

Problemi che il sindaco Florindi forse aveva trascurato quando esaltava «gli indubbi benefici» delle discariche. In quella sede il primo cittadino aveva invitato le parti (ambientalisti e gruppi politici) ad un tavolo di discussione. Ma era stato perentorio quando aveva detto «la scelta che ha davanti non è a favore o contro una discarica: la discarica si farà comunque, e se non sarà a Piano di Sacco probabilmente sarà in contrada Caparrone o in qualche altro sito poco distante perché serve spazio e non si può pensare di trovarlo a Pescara centro».

Il Comune di Elice ha accolto proprio quest’invito e, conscio della necessità della discarica e dell’impossibilità di realizzarla in un centro urbano, ha avanzato una proposta: «perché non scegliere come sito della discarica contrada Vertonica che è vicina al centro commerciale Ibisco ma lontana dai centri cittadini (quindi senza impatto visivo e problemi di spazio) dalla golena del fiume (non inquinerebbe le falde acquifere) e a pochi km dal casello autostradale (si risparmierebbero soldi per realizzare srtrade di collegamento)?»

Marirosa Barbieri 05/07/2011 11.23