Parcheggio strada parco, Confesercenti: «scelta coraggiosa e impopolare»

Alessandro Biancardi

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Parcheggio strada parco, Confesercenti: «scelta coraggiosa e impopolare»
PESCARA. Probabilmente a causa del maltempo sarà un debutto annacquato quello dell ''nuova'' strada parco in versione parcheggio.

Ma da questa mattina tutto è pronto e sono entrati in vigore, così come da ordinanza comunale, i parcheggi temporanei estivi sull’ex tracciato ferroviario, ossia via Castellamare, a Pescara.

La sosta per l'intera giornata costerà 2,50 euro.

Sul posto ci saranno, oggi e domani, 15 uomini della Protezione civile, circa 30 agenti della Polizia municipale, ossia 55 uomini che garantiranno la sicurezza di pedoni e ciclisti e disciplineranno il comportamento degli automobilisti.

Il consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo ha lanciato l'aut aut: o lunedì si discuterà della questione in Consiglio o il suo partito è pronto a fare ostruzionismo «su tutto».

Commenti positivi all'iniziativa arrivano invece dai balneatori. Per il presidente del Ciba, Ciferni, «la soluzione, seppur temporanea, è la migliore possibile, tenendo presente che nelle ore in cui sarà un parcheggio la strada-parco non viene utilizzata, c’è dunque una logica. Ovviamente va portata avanti la politica dei parcheggi, pensando al modello Riccione con la possibilità di realizzare posti auto interrati nel tratto compreso tra la Madonnina e la Nave di Cascella con un arredo urbano adeguato in superficie, piste ciclabile e aree pedonali».

Per la Confesercenti si tratta invece di una «scelta coraggiosa quanto impopolare».

«Fummo noi a proporre per primi questa soluzione esattamente un anno fa, il 20 luglio 2010», ricordano il presidente provinciale Bruno Santori ed il vicepresidente nazionale dei balneatori di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre.

«Proprio per questo, a distanza di un anno siamo però costretti a prendere atto che nulla è stato fatto per uscire dall’emergenza, e che anzi l’emergenza si è aggravata».

Commercianti, balneatori e operatori turistici vogliono «soluzioni stabili, a partire da un sistema pedonale, di parcheggi e di bus navetta degni di una città di mare che punta sul turismo, e non certo una distesa di auto in sosta. L’emergenza in cui è finita di nuovo Pescara è figlia dell’assenza di confronto fra il Comune e le associazioni di categoria sui temi della mobilità: su questo tema il Comune ha fatto tutto da solo, confrontandosi solo con uno dei consorzi operanti in città, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se avessero contattato per tempo le sigle che, insieme, rappresentano oltre il 90 per cento dei commercianti e dei balneatori italiani, avremmo evitato di finire di nuovo in piena emergenza. Ma teniamo alla nostra città», dicono Santori e La Torre, «e per questo ci diciamo pronti a confrontarci, questa volta da settembre, per un piano che consenta a Pescara di uscire dalla logica emergenziale e non ripetere gli evidenti errori dell’estate 2011».

02/07/2011 13.20