Impianto Deco a Spoltore, Ranghelli: «se sarà una discarica diremo no»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio straordinario sul progetto della società Deco di un insediamento produttivo in località Fosso Grande.
 

All’assemblea hanno preso parte, oltre agli esponenti del Comune di Spoltore anche l’assessore comunale all’Ambiente di Pescara, Isabella Del Trecco, il presidente di Ambiente S.p.a., Massimo Sfamurri, il Comitato “No alla discarica di Spoltore” e il sindacato dei consumatori. Assente, invece, la Deco in questi giorni travolta dall'inchiesta Rifiutopoli che ha portato all'arresto dell'imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio.

Il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli ha spiegato che da parte dell’amministrazione comunale, si è proceduto finora «semplicemente a percorrere l’iter di una proposta che era stata presentata nel 2006» e per la quale, al momento, è stata approvata solo l’ammissibilità da parte del Consiglio comunale.

«Non stiamo parlando di una discarica», ha detto il primo cittadino, «ma solo di una proposta progettuale che riguarda un impianto di separazione dei rifiuti e che dobbiamo ancora valutare in tutti i suoi aspetti, anche alla luce degli argomenti emersi oggi. Se qualcuno ci dovesse certificare che stiamo parlando di discarica ci tireremmo immediatamente indietro. Siamo aperti, inoltre, a qualunque ragionamento con gli organi sovracomunali».

SINDACO RANGHELLI IN CONSIGLIO

 «L’amministrazione non è disposta a fare da capro espiatorio per nessuno – ha detto Ernesto Partenza, assessore all’Urbanistica del Comune di Spoltore, esponendo il progetto – secondo la relazione pervenutaci dall’allora responsabile dell’ufficio competente e regolarmente istruita, l’area localizzata si trova in uno stato definito di abbandono e di degrado urbanistico. Portare avanti la pratica – ha aggiunto l’assessore Partenza – non significa approvare l’istanza. Allorché la pratica dovesse dare ragione al soggetto proponente, approderà in consiglio comunale per la delibera».

«Pescara non approverà mai quell’intervento che andrà a pregiudicare la vita quotidiana di oltre 40mila residenti», ha ribadito, invece, senza mezzi termini l'assessore all'Ambiente del Comune di Pescara, Isabella Del Trecco.

Per l'assessore «è vero che la proposta di accordo di programma dovrà essere approvata in ultima battuta dal Consiglio comunale», come ha detto Ranghelli, «ma è altrettanto vero che è la giunta comunale a decidere di portare quella proposta all’esame del Consiglio, dunque la prima scelta politica la fa la giunta che, se non ritiene più opportuno quel progetto, può serenamente decidere di non approvarlo e di non sottoporlo al voto del Consiglio».

«Non è assolutamente vero», ha detto sempre Del Trecco, «che se l’amministrazione dovesse decidere di bloccare oggi la proposta incorrerebbe nel rischio di una richiesta di risarcimento danni: sinora il Consiglio comunale di Spoltore ha approvato esclusivamente una richiesta di ammissibilità della proposta, ma se l’iter dovesse fermarsi ora e si dovesse decidere di non approvare il progetto, l’impresa privata non potrebbe avanzare alcuna pretesa economica».

L'assessore Del Trecco ha anche contestato il fatto che il sindaco Ranghelli «non ha chiarito perché mancano la Valutazione di impatto ambientale e la Valutazione ambientale strategica» che devono certificare l’impatto ambientale dell’impianto sul territorio. E le parole del sindaco – ha proseguito – non hanno sopito le mie preoccupazioni in merito alla scelta dell’area individuata per l’impianto: oggi quel terreno, tutt’altro che degradato, ha una destinazione agricola, ma il Comune di Spoltore, pur disponendo di un’alta percentuale di aree artigianali, ha comunque approvato una modifica della destinazione delle aree, senza pensare alle decine di produttori della zona inevitabilmente danneggiati».

 25/09/2010 9.23

UDC: IL CASO SIDITAL CI SIA D' ESEMPIO

«Il ritorno per il Comune di Spoltore è quantificato, stando alle cifre contenute nella relazione dell’accordo di programma, in € 864.688,70», sottolinea Massimo Di Felice, consigliere Udc di Spoltore. «Lo stesso documento però è privo della finalità perseguita dall’imprenditore nella realizzazione dei capannoni. Non si capisce insomma a cosa saranno adibite le strutture edilizie realizzate a Fosso Grande sul territorio del Comune di Spoltore».

La prima conseguenza diretta è che ignorare lo scopo dell’insediamento, secondo il consigliere, «potrebbe nascondere il rischio che il cosiddetto stoccaggio dei rifiuti differenziati riservi sorprese al momento non individuabili. La preoccupazione, per l’impatto ambientale, di ampi settori della popolazione residente nei pressi dell’area destinata alla realizzazione dei capannoni della DECO trova sostegno proprio nella mancanza di chiarezza sulle reali finalità dell’opera in fase di approvazione».

E Di Felice ricorda quello che è accaduto con la realizzazione delle due centraline idroelettriche in costruzione lungo il corso del fiume Pescara: «l’illustrazione del progetto avvenuto circa due anni fa appariva come un’opera di scarso impatto ambientale con la paventata possibilità di rendere navigabile il fiume. Oggi appare di notevole gravità tutto ciò che è accaduto nel frattempo. Lo scarso impatto ambientale è possibile costatarlo per chi lo desidera affacciandosi sotto il parcheggio del Mall Auchan. La barriera di cemento armato finora realizzata è estremamente diversa da quella riportata per esempio sul disegno originario»

«Nessuno all’epoca», insiste il consigliere Di Felice, «mostrò quale fosse il reale intento della SIDITAL e per 60.000 euro annui abbiamo distrutto il fiume per l’eternità. Il fiume Pescara grida vendetta contro tutti coloro che hanno approvato il progetto ed hanno assistito nell’indifferenza più assoluta alla sua quotidiana irreversibile distruzione. Considerato come sono andate le cose con l’accordo di programma sottoscritto dal comune di Spoltore di Cepagatti e San Giovanni Teatino con la SIDITAL vi invito a rendere pubblico ogni aspetto del progetto in maniera tale da rasserenare l’opinione pubblica che nel frattempo ha iniziato azioni di protesta e allo stesso tempo offrire la possibilità concreta di effettuare un’opera di vigilanza».

25/09/10 12.11