Stabilizzazione precari Provincia Pescara: Pd e Idv: «disservizi colpa del presidente Testa»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Riunione interna ieri tra Pd e Idv in Provincia.

I consiglieri di opposizione Allegrino, Castricone, Di Lorito, Di Marco, Di Mattia, Di Meo, Gennari, Linari, Sbornia e Tocco dichiarano: «Non stabilizzare i  precari è un atto di grave irresponsabilità della giunta Testa».

Fronte comune della minoranza, quindi, sulla questione dei 66 lavoratori precari dell'amministrazione provinciale la cui stabilizzazione appare sempre più lontana.

«E’ emerso ancora più chiaramente nella riunione di gioved'», dicono i consiglieri, «convocata per addolcire la pillola della mancanza di volontà politica di trasformare a tempo indeterminato i contratti, a lavoratori, capigruppo consiliari e sindacati, adducendo altre motivazioni del tutto discutibili».

     Nel prendere atto di questo, Pd e Idv mettono in guardia il presidente sulle responsabilità che deriveranno: «sarà colpa di Testa», assicurano, «dei disservizi che deriveranno da tale scelta a partire da martedì prossimo, così come saranno da attribuire a lui gli ingenti danni economici a cui la sua amministrazione sta di fatto esponendo l’Ente e quindi tutti i cittadini, per pagare risarcimenti milionari, che Testa considera “non sicuri” solo perché lontani nel tempo».  

    Le motivazioni, per il centrosinistra, «non sono accettabili»: «per candida ammissione del presidente», spiega Allegrino, «in questi ultimi giorni abbiamo appurato che i fondi per la stabilizzazione ci sono, ma dovrebbero servire, a suo dire, per altre non meglio specificate emergenze, di cui non vi è traccia negli impegni ufficiali della Provincia. Il personale dell’ente che dovrà andare a rimpiazzare i posti occupati dai precari senza alcuna procedura di regolare mobilità interna, lo farà lasciando scoperti i propri posti e, gravissimo, senza una competenza specifica per quelli che andranno a occupare, requisito indispensabile per far funzionare settori come i centri per l’impiego, la formazione professionale, la biblioteca, l’eurosportello che da martedì rimarranno sguarniti delle professionalità dei precari, maturate negli anni, ma soprattutto capaci di dare risposte alle migliaia di utenti del territorio o di gestire opportunità proficue, con progetti per l’occupazione e il lavoro».

 «Nascondere tutto questo», prosegue Castricone, «dietro la scelta tardiva fatta dall’Ente è del tutto irresponsabile: nessun approccio “etico” è stato usato nel decidere il destino di uomini e donne formati e integrati dalla Provincia di Pescara, eticità di cui non abbiamo sentito eco nemmeno nei toni usati dal segretario generale della Provincia contro le alternative proposte dai lavoratori, toni spesso più politici che tecnici per giustificare la scelta di inefficienza verso cui naviga la giunta provinciale».

LA PROPOSTA DEI SINDACATI 

Intanto le organizzazioni sindacali, in mancanza di una stabilizzazione, propongono di formalizzare e sottoscrivere un accordo che comprenda: una proroga, per tre mesi, del rapporto di lavoro di tutti gli attuali precari; l'attivazione di una graduatoria, divisa per fasce professionali, da utilizzare nel tempo e nel rispetto delle necessità funzionali; la costituzione di una o più Società in house, «precisando competenze, organico e professionalità necessarie alla corretta e puntuale erogazione dei servizi all’utenza», l'individuazione del contratto collettivo utilizzato dalle Società in house e l' equiparazione delle professionalità esistenti con quelle previste nel nuovo contratto, «anche sotto l’aspetto economico»

 25/09/2010 9.20