Ambiente Spa, volano gli stracci: «mai così male come con Sfamurri. Basta clientele»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il bilancio consuntivo del 2010 è passato. Sfamurri è soddisfatto ma c'è anche chi attacca: «grave spaccatura all'interno, basta clientele e assunzioni selvagge».

PESCARA. Il bilancio consuntivo del 2010 è passato. Sfamurri è soddisfatto ma c'è anche chi attacca: «grave spaccatura all'interno, basta clientele e assunzioni selvagge».

Solo qualche settimana fa il sindaco di Spoltore Franco Ranghelli sembrava essersi accorto della gestione politica della società dei rifiuti.

Oggi Pino Luigioni, consigliere comunale Api di Spoltore, non solo ammette le manovre politiche all'interno di Ambiente Spa ma sostiene che la situazione non sia mai stata tanto difficile quanto in questo periodo.

E se è vero che il bilancio è stato approvato con un solo voto contrario è anche vero che si sono contati ben 7 astenuti.

«E’ la prima volta che si crea una spaccatura così grave in questo ente», denuncia Luigioni. «I bilanci erano stati approvati sempre all’unanimità. Massimo Sfamurri è stato capace anche di raggiungere questo invidiabile risultato. La società Ambiente, oltre che Aca, è stato sempre gestito dagli ex-Ds ed i risultati di questa gestione è sotto gli occhi di tutti i cittadini della nostra provincia che ne stanno pagando i costi», continua il consigliere di Api.

Dure le contestazioni al presidente del cda Sfamurri che secondo Luigioni in questi anni non si sarebbe preoccupato di programmare il ciclo dei rifiuti, «anche per giustificare i circa 4 mila euro mensili del suo compenso», ma si sarebbe preoccupato di inserire tra i “consulenti” «gli amici degli amici con lauti compensi».

«E questa gestione fallimentare di Sfamurri e del Pd-Ds ha portato rapidamente a fare vivere l’emergenza rifiuti anche alla nostra provincia», prosegue il consigliere.

Nei giorni scorsi la regione Abruzzo ha intimato alla Deco di non accettare rifiuti a Casoni se non per ricavarne il Cdr, quindi l’attuazione di un procedimento lavorativo che comporta, come per legge, anche un aggravio dei costi. La società privata ha fatto sapere che dal 1° luglio, ovvero tra un giorno, sarà costretta a respingere i conferimenti di rifiuti non destinati a recupero e produzione di Cdr.

«Mai in questi mesi», contesta ancora il consigliere Api, «Sfamurri, malgrado esista una legge che prescriveva il divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti “tal quale”, non si è mai preoccupato di avviare una gara di appalto per ricercare l’impianto a minor costo per effettuare questa lavorazione. Ha cominciato ad immaginare di prolungare la sua permanenza in quella società con operazioni che contraddicono la legge che non dà ad Ambiente nessuna titolarità in proposito. Ma dopo il referendum tutto l’impianto legislativo è rimesso al parlamento ed alla regione e non certo ad una società di comuni».

E Luigioni contesta anche le dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente del Comune di Pescara, Isabella Del Trecco: «ha suggerito di risolvere l'emergenza chiamando la forza pubblica per imporre lo smaltimento dei rifiuti in discarica. Ma la nostra assessora avrebbe dovuto prima capire cosa sta accadendo e dopo forse avrebbe taciuto ed avrebbe evitato di rimediare l’ennesima brutta figura».

Entro novembre, continuando il ritmo dei conferimenti attuali, la discarica di Collecese è satura ed allora cominceranno i veri problemi per la nostra comunità.

«Dico basta a questa gestione partitica e clientelare degli enti, basta alle assunzioni selvagge riservate agli amici di partito e basta alle “ consulenze” immotivate ed ingiustificate che favoriscono sempre i soliti noti con spese ingenti per la collettività», chiude il consigliere spoltorese.

30/06/2011 9.12