Città Sant’Angelo: sindaco Florindi: «discarica necessaria per evitare emergenza»

Alessandro Biancardi

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CITTA’ SANT’ANGELO. Un messaggio sul blog con un appuntamento preciso «martedì 28 giugno alle ore 9,30, il teatro comunale di Città Sant'Angelo ospita il convegno sul nuovo piano provinciale dei rifiuti, a cura della Provincia di Pescara».*CASALINCONTRADA, ESPOSTO DELLA MINORANZA ALLA CORTE DEI CONTI

 

Così il sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, comunica il suo sì al progetto che vedrà la zona di Piano di Sacco trasformarsi in una discarica. A deciderlo è il Piano provinciale di gestione dei rifiuti 2011/2015. 

«Al momento è solo una proposta alla quale deve dare seguito la politica», precisa il primo cittadino, «ci deve essere un confronto sereno e costruttivo con cittadini ed autorità locali. Il progetto è già stato approvato da associazioni ambientaliste e dovrà ricevere l’ok della Vas (Valutazione Ambientale Strategica). Per ottenere la Vas tutti gli enti ambientali si siederanno a un tavolo e daranno il via libera solo se saranno concordi. In caso contrario il piano non è attuabile».

Ma se è ancora tutto da decidere non si spiegano le parole del sindaco che non lascia margini di trattativa «la scelta che ha davanti non è a favore o contro una discarica: la discarica si farà comunque, e se non sarà a Piano di Sacco probabilmente sarà in contrada Caparrone o in qualche altro sito poco distante».

Già tutto stabilito, quindi: la discarica s’ha da fare «perché serve spazio e non si può pensare di trovarlo a Pescara centro», conclude Florindi. Pena un’ emergenza rifiuti.

«Basti vedere quello che succede a Napoli o Palermo», dice il primo cittadino, «strade invase da topi e rifiuti, con le conseguenze che è facile immaginare sulla salute pubblica, sul turismo e sull’economia locale. Quello che tutti devono sapere, anche se ovviamente nessuno ne parla, è che nel 2012 la gestione rifiuti nella regione Abruzzo andrà in emergenza».

E quando parla dei benefici della discarica punta l’accento sulla sua gestione pubblica e non privata. «Attualmente il costo del trattamento rifiuti aumenta ogni giorno perché è in mano privata. Nel 2011 siamo stati costretti ad aumentare la Tarsu del 15% perché il costo di smaltimento è passato da 1,60 € al metro quadro a 1,85 € al metro quadro. Il costo complessivo del servizio è di 2 milioni e 780 euro e l’importo della Tarsu, nonostante l’aumento, lo copre solo per l’82,73%. Il resto lo paghiamo sempre noi, attraverso la fiscalità generale: utilizzare la fiscalità generale per i servizi significa diminuire le risorse per l’assistenza ai disabili, per le scuole, per le famiglie in condizioni di disagio economico. Senza considerare il fatto che la discarica di Città S.Angelo andranno solo il secco e l’inerte no umido e quindi niente cattivi odori e niente gabbiani».

Ma che fine farà l’umido? Probabilmente sarà smaltito altrove a prezzi elevati come già fa la vicina Pescara che lo trasporta a Cesena, con esborsi monetari enormi.

Nessuna speranza sembra aprirsi per la raccolta differenziata, bocciata in pieno dal sindaco.

«Per poter mettere a frutto la raccolta differenziata servono ingenti risorse»,dice, «e soprattutto le piattaforme di stoccaggio, dove i rifiuti siano raccolti, lavorati e avviati al recupero: noi la nostra parte la stiamo facendo, e presto grazie alla Linda spa avremo una piattaforma operativa proprio a Piano di Sacco. Ma anche le piattaforme o ecocentri, allo stesso modo delle discariche, nessuno le vuole vicino casa: in questi mesi abbiamo visto i cittadini di Spoltore fare le barricate contro un progetto di questo tipo. Finché non ci saranno le strutture per stoccare i rifiuti, il riciclaggio non potrà essere una soluzione e l’immondizia finirà comunque in discarica».

Se nessuno vuole convivere con una piattaforma di stoccaggio vicino casa perché i cittadini allora dovrebbero accettare di buon grado una discarica di Piano di Sacco?

«Io non sono per le barricate, sono per la politica che decide (e infatti sembra aver già deciso per la discarica)», conclude il sindaco sul blog, «e questo perché quando la politica non fa scelte, lascia spazio alla criminalità, all’ecomafia e agli approfittatori».

Marirosa Barbieri 29/06/2011 12.05

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*CASALINCONTRADA, ESPOSTO DELLA MINORANZA ALLA CORTE DEI CONTI

CASALINCONTRADA. Il contributo erogato dal Conai, grazie alla raccolta differenziata fatta dai cittadini di Casalincontrada, viene riscosso dalla Consac, braccio operativo del Consorzio rifiuti.

I consiglieri di minoranza avevano presentato nei mesi scorsi una interrogazione per avere dal primo cittadino, nonchè presidente del Consorzio rifiuti, chiarezza sui fatti e le motivazioni che hanno reso possibile la delega all'incasso ad altro ente e non al Comune.

«A detta del sindaco», spiega il consigliere Sergio Tommaso Montanaro, «la somma, definita “esiguo recupero di fondi”, ammonterebbe a circa 20.000,00 euro, distribuiti nell'arco delle annualità comprese tra il 2008 ed il 2010. Somma non elevata ma sicuramente importante per il disastrato bilancio del comune di Casalincontrada».

Ma la minoranza resta «perplessa» anche perchè secondo il sindaco «il Consac nello stabilire le tariffe applicate agli Enti Locali, ha tenuto conto di questo esiguo recupero di fondi» (così si legge nel verbale).

«Per questo ci si chiede», continua Montanaro, «come sia stato possibile tenere conto della eventuale disponibilità di una somma che oltre ad essere disponibile dopo altro tempo è legata essenzialmente alla mole di raccolta differenziata e quindi impossibile da essere valutata con anticipo tale da poterne tenere conto addirittura nella formulazione della tariffa proprio per l'estrema variabilità dell'importo».

Contestualmente il 16 marzo la minoranza ha inoltrato al sindaco formale richiesta per avere urgentemente copia degli atti per mezzo dei quali si è autorizzata la possibilità di incasso ad altro Ente. «Sono ormai trascorsi inutilmente oltre 100 giorni senza risposta alcuna e senza che ci siano stati dati i documenti richiesti».

«Proprio per questa mancanza di chiarezza e trasparenza e quindi per contribuire a riportare trasparenza e chiarire i fatti», i componenti del gruppo consiliare “Casale Futuro” nei prossimi giorni inoltreranno formale richiesta di verifica alla Corte dei Conti.

29/06/2011 12.05